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Mercoledì, 16 Ottobre 2019

Vincono i ragazzi del “Pitagora” di Crotone

A “Per un pugno di libri” su Rai 3 i ragazzi del liceo classico “Pitagora” di Crotone hanno la meglio. Qualcuno li avrebbe chiamati "topi da biblioteca", in realtà sono comuni ragazzi all'ultimo anno di liceo con una passione che A “Per un pugno di libri” su Rai 3 i ragazzi del liceo classico “Pitagora” di Crotone hanno la meglio. Qualcuno li avrebbe chiamati "topi da biblioteca", in realtà sono comuni ragazzi all'ultimo anno di liceo con una passione che vorremmo fosse più comune tra i loro coetanei, quella per la lettura.
Sono "i ragazzi del Pitagora" di Crotone, del Liceo classico intitolato al filosofo e matematico, che pagina dopo pagina hanno letto numerosi classici ed hanno sfidato nella trasmissione di Rai 3 "Per un pugno di libri" i loro colleghi di Altamura. Una sfida tutta meridionale dunque quella condotta da Veronica Pivetti e dal prof. Piero Dorfles, nella quale a trionfare sono stati proprio i ragazzi calabresi.
É la Calabria che si fa bella davanti all'Italia mostrando la sua parte migliore, quella fatta di giovani studenti preparati, colti, che amano la lettura in cui trovano appagamento, che analizzano luoghi, storie e personaggi, che si formano e grazie alla formazione umanistica arrivano alla conoscenza dell'uomo.
Sono giovani divoratori di libri che nel pomeriggio domenicale di Rai 3 ben si destreggiavano tra Anna Karenina, il Gattopardo ed altri classici, fino ad arrivare all'approfondimento di "Memorie dal sottosuolo" di Dostoevskij, un vero e proprio viaggio nell'animo umano, un libro non semplice scritto dall'autore in un particolare momento della sua vita .
Orgoglio della scuola e della città, gli alunni della V D al loro ritorno a Crotone sono stati accolti, insieme alle insegnanti Melillo, Bifano e Frandina, che li hanno sapientemente preparati, dal dirigente scolastico, prof. Naso, che oltre a complimentarsi con i suoi ragazzi ha dichiarato la sua felicità nell'essere alla guida del Liceo "Pitagora" ed ha palesato tutto il suo coinvolgimento nel seguire la trasmissione televisiva, tanto da essere letteralmente "balzato dalla sedia" all'annuncio del risultato finale.
Ma per tornare ai protagonisti abbiamo cercato di capire cosa vi fosse alla base della vittoria: ovviamente la risposta è di quelle retoriche. Lo studio. Ma uno studio cadenzato ad hoc per affrontare al meglio tutte le prove di "Per un pugno di libri": divisi in tre gruppi, hanno letto, approfondito, studiato la critica letteraria e memorizzato le parti più importanti dei testi classici, ma ancora hanno fatto un notevole sforzo mnemonico per ricordare oltre 4000 titoli con rispettivi autori, il tutto senza tralasciare il contesto in cui si muoveva l'autore e i paragoni con i testi similari.
Catapultati negli studi di Saxa Rubra gli studenti crotonesi hanno dovuto fare i conti, oltre che con le insidiose domande del duo Pivetti - Dorfles, anche con l'emozione e la tensione, che per loro stessa ammissione, ostacolano la lucidità necessaria per affrontare al meglio la prova.
Dopo un avvio tutto in salita per gli "eredi di Pitagora", costretti a dover rimontare sugli studenti di Altamura, è stata
proprio la prova finale a determinare il sorpasso dei crotonesi e a decretarne la vittoria, che, a detta loro, non hanno mai smesso di credere nella possibilità di vincere, forti della loro preparazione e del fatto che nel loro studio nullaera stato lasciato al caso, ma anzi pianificato a perfezione per affrontare insieme un proficuo lavoro di squadra.
Campioni di lettura, ma anche di lealtà, i crotonesi hanno svolto tutte le prove con una correttezza impeccabile, senza subire mai un richiamo e comportandosi proprio, è il caso di dire, come degli alunni modello. E nonostante la soddisfazione nel poter passare a testa alta davanti agli sconfitti, la trasmissione televisiva è stata anche lo spunto per rafforzare amicizie, condividere esperienze e conoscere colleghi che vivono in realtà diverse.
A loro, che amano la lettura dei classici e dei romanzi storici, perchè, per loro convinzione, "prima di leggere i contemporanei bisogna avere le basi", a loro che sono il futuro del nostro Paese, a loro che considerano i banchi di scuola come un investimento per la vita, a loro che vorremmo fossero il modello di una Calabria virtuosa.