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Venerdì, 06 Dicembre 2019

CALRE, dal Gruppo di lavoro ‘Better regulation & policy evaluation’ alla Carta Europea. Irto: “La valutazione delle politiche pubbliche, fattore strategico per il futuro della nostra democrazia”

L’acronimo CALRE identifica la “Conferenza delle Assemblee Regionali Legislative dell’Unione Europea (UE)”.

I Presidenti rappresentano le rispettive assemblee, e la Conferenza è costituita a tempo indeterminato.  La Dichiarazione di fondazione di Oviedo del 1997 traccia le linee guida della sua mission, ossia quella di approfondire i principi democratici e partecipativi nell’ambito dell’ordinamento dell’Unione europea, al fine di difendere i valori e i principi della democrazia regionale e rafforzare i legami tra le Assemblee legislative regionali.

La CALRE è composta da sei organi: il Presidente, il Vicepresidente, il Comitato Permanente, l’Assemblea Plenaria, il Segretario Generale e i Gruppi di Lavoro.  Uno di questi, l’Assemblea Plenaria, costituita da tutti i parlamenti regionali aderenti alla CALRE, ha la facoltà di istituire i Gruppi di lavoro su richiesta del Comitato Permanente.

In virtù di questo dispositivo regolamentale, in occasione dell’Assemblea Plenaria della CALRE, tenutasi nei giorni 21 e 22 novembre 2018 presso l’Assemblea Legislativa della Regione Autonoma delle Azzorre con sede ad Horta, per la prima volta nella storia del regionalismo calabrese, il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto è stato nominato Coordinatore del Gruppo di lavoro “Better Regulation & Policy Evaluation”.

Irto ha inoltre partecipato al Comitato permanente Calre, presieduto da Donatella Porzi, alla presenza del presidente del Comitato europeo delle Regioni.

Da segnalare che in occasione della Plenaria della Calre (novembre 2017), nel corso della quale è stata approvata la Dichiarazione di Siviglia, appunto perché celebrata nel capoluogo della regione spagnola dell’Andalusia, sono stati ratificati all’unanimità due emendamenti proposti dal presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto.

Con il primo, la Conferenza si impegna a individuare uno spazio in cui “coinvolgere direttamente i rappresentanti del mondo studentesco e universitario, delle sezioni giovanili dei partiti e dell’associazionismo, allo scopo di partecipare al dibattito sugli affari europei”. Con il secondo emendamento approvato su richiesta del rappresentante della Calabria, la Conferenza si impegna a semplificare i rapporti tra gli organismi europei che si occupano delle politiche regionali, rendendo più immediate le comunicazioni e meno burocratiche le relazioni. 

Un altro aspetto dall’alto valore politico ed istituzionale è che, durante il corso della Plenaria della Calre di Horta (Regione Autonoma delle Azzorre), è arrivato il via libera all’emendamento del presidente Irto alla risoluzione sul report finale della “Task Force sulla sussidiarietà, proporzionalità e fare meno in modo più efficiente”. Il testo proposto dal Presidente del Consiglio prevede di anticipare il coinvolgimento dei parlamenti regionali già in fase di redazione del programma annuale della Commissione europea. Il Presidente Irto dunque, nella qualità di coordinatore del gruppo di lavoro “Better Regulation & Policy Evaluation”, convocò la prima riunione il giorno 12 aprile 2019 presso la sede del Comitato delle Regioni, a Bruxelles. In quell’occasione illustrò il programma del Gruppo di lavoro.

Ma andiamo per gradi.

Al momento del suo insediamento alla guida del prestigioso organismo che si riunì a Bruxelles, a Palazzo Jacques Delors, sede del Comitato europeo delle Regioni, il Presidente Irto avanzò una prospettiva programmatica per un percorso precettistico e normativo di almeno un anno - periodo del suo mandato alla guida del Gruppo di lavoro - che potesse contribuire ad uniformare la valutazione delle politiche pubbliche nelle Regioni europee. In particolare all’esito dell’incontro del 12 aprile è emerso il comune intento di realizzare un documento denominato Carta europea sulla Better Regulation, al fine di uniformare la valutazione delle politiche pubbliche nelle regioni europee, da realizzarsi entro il mese di novembre 2019, nel solco già tracciato dalla Carta di Matera che in Italia, nell’ambito del Progetto CAPIRE (Controllo delle Assemblee sulle Politiche e gli Interventi Regionali), rappresenta un punto di riferimento importante nella materia.

Si segnala a tal proposito che il Presidente Irto è coordinatore a livello nazionale del progetto “Capire”.

Il progetto di una Carta Europea, secondo il Presidente Irto, sul solco della Carta di Matera, avrebbe favorito fisiologicamente la costruzione di un'amministrazione migliore: più vicina alle esigenze dei cittadini, capace di ascoltare e di mettere in discussione le proprie scelte laddove gli effetti delle decisioni si discostino dai risultati attesi.  

Hanno preso parte alla discussione offrendo un apporto di alto livello, tra gli altri, il Segretario generale del Consiglio regionale della Calabria Maurizio Priolo che ha sottolineato l’importanza della specificità delle competenze degli operatori della pubblica amministrazione - “Occorre creare e formare nuovi profili professionali, in grado di sviluppare la capacità della ‘Valutazione’, approccio indispensabile per consentire al legislatore di adottare decisioni informate e consapevoli”. Tre gli ulteriori obiettivi indicati dal presidente del Consiglio regionale, in qualità di Coordinatore del Gruppo: creare una rete di referenti territoriali; intensificare l'utilizzo delle clausole valutative nelle leggi regionali e in ultimo, non certo per importanza, rafforzare la comunicazione esterna dei risultati delle politiche pubbliche, diffondendo così la cultura valutativa".   

Nel corso del suo intervento a Bruxelles il Presidente Irto ha sottolineato l’importanza del lavoro del Gruppo ‘Better regulation & Policy Evaluation’ - "Il tema portante della valutazione delle politiche pubbliche è uno dei più attuali e strategici per il futuro della nostra democrazia. La politica non può essere autoreferenziale ma deve misurare gli effetti delle proprie scelte, andando avanti se le decisioni sono giuste e rimettendo tutto in discussione se i risultati non sono quelli attesi. Le istituzioni, soprattutto a livello europeo, pagano un pesante scotto sul versante della credibilità e della fiducia dei cittadini. I dati elaborati dal Comitato delle Regioni certificano come la distanza dal 'palazzo' colpisca soprattutto i giovani. Per invertire questa tendenza è indispensabile avvicinare le istituzioni ai cittadini e l'unico modo per farlo è rafforzare gli strumenti di partecipazione democratica: coinvolgere un'ampia platea di stakeholder nella fase di preparazione delle leggi e, dopo, valutare in maniera oggettiva la portata delle decisioni. Un approccio che il Consiglio regionale della Calabria, in questi anni, ha sperimentato - ha concluso Nicola Irto - e che intendiamo portare avanti con convinzione".

Nel secondo incontro, nel quale la seduta del Gruppo di Lavoro si è tenuta a Roma il 20 settembre 2019 presso la sede del Consiglio regionale del Lazio, Irto ha coordinato il processo, attraverso un appassionato e coinvolgente dibattito, di stesura della “Carta europea sulla better regulation”.

Il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, introducendo i lavori ha sottolineato l’importanza di un momento di approfondimento sulle strategie necessarie per aumentare l’impatto della cultura valutativa e per offrire l’opportunità di trarre nuovi spunti di riflessione.

Il Prof. Domenico Marino, docente di Politica Economica dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha evidenziato la necessità dell’aggiornamento della Carta di Matera, proprio per appianare e risolvere un rapporto conflittuale fra aspetti procedurali (legati all’individuazione di un sistema di preferenze) e aspetti sostantivali (legati, cioè, all’oggetto da valutare).

Anche la Prof.ssa Nicoletta STAME, docente di Politica sociale presso l’Università di Roma ‘La Sapienza’ rimarca alcuni ‘limiti’, nella formulazione iniziale e nella pratica successiva della Carta di Matera; ossia la discrasia tra controllo e valutazione, e il riferimento non del tutto oggettivo rispetto alle effettive competenze delle “strutture tecniche altamente specializzate”. Il contributo della professoressa Stame ha avuto un approccio costruttivo in quanto ha evidenziato dei problemi ma al contempo ha offerto suggerimenti per darne soluzione.

‘Appunti’ che troveranno sintesi nella Carta Europea, e ai quali si sono aggiunti i contributi del Prof. Stefano Palmieri, Economista, Area Politiche europee ed internazionali della Confederazione Generale Italiana del Lavoro e del dott. Claudio Collova - Policy Analyst dell’European Parliamentary Research Service (EPRS).

La better regulation costituisce ormai da tempo parte integrante delle strategie delle istituzioni dell'Unione europea per migliorare la qualità della regolamentazione, con l’obiettivo di diffondere l’analisi e la valutazione delle politiche pubbliche a diversi livelli di governo, in particolare nelle Assemblee legislative.

Per questo nel corso del suo intervento a Roma, il Presidente Irto ha ribadito l’imprescindibilità della Carta di Matera e al contempo la necessità di un documento che regolasse e promuovesse la cultura della valutazione all’interno delle Assemblee legislative regionali – Il rafforzato ruolo delle Regioni nelle procedure decisionali e nella formulazione delle politiche dell’Unione, impone che le Regioni si mettano nelle condizioni di potenziare gli strumenti a propria disposizione al fine di garantire una produzione legislativa sempre più efficace. Un obiettivo che va perseguito attraverso una maggiore qualità della normazione, indissolubilmente legata alla valutazione delle politiche all’interno delle Assemblee legislative regionali. La Carta di Matera costituisce infatti il documento imprescindibile per chiunque intenda fare valutazione ed allo stesso tempo, svolge un ruolo necessario nel consolidamento dell’attività di controllo sull’attuazione delle leggi e sulla valutazione delle politiche pubbliche”.

Nasce dunque la Carta Europea sulla Better Regulation

Un documento di riferimento nelle politiche di attuazione amministrativa che non vuole essere un modello rigido da applicare in modo univoco per ogni valutazione che si intende condurre, proprio perché l’attività valutativa è in continuo divenire in rapporto alle esigenze del territorio ed al mutevole contesto sociale, economico ed istituzionale in cui si sviluppa una policy.

Ogni problema di decisione o di scelta ha infatti le sue specifiche caratteristiche che devono necessariamente essere incluse nella procedura di valutazione e richiede pertanto una metodologia specifica, non esistendo un metodo che possa essere considerato come universalmente valido.

La Carta Europea sulla Better Regulation si propone di contribuire a uniformare la valutazione delle politiche pubbliche nelle Regioni europee, come già ampiamente specificato nel solco già tracciato dalla Carta di Matera che in Italia, nell’ambito del Progetto CAPIRE rappresenta un punto di riferimento importante nella materia e della quale si condividono ampiamente i contenuti.

Non si tratta dunque di un’imposizione di un metodo, ma di uno strumento di condivisione della promozione della cultura valutativa e dell’importanza delle politiche di valutazione.

La Carta non ambisce ad essere un ‘codice’ valutativo, ma si propone di garantire il futuro delle politiche pubbliche attraverso la considerazione dell’importanza e dell’opportunità del fare valutazione.