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Martedì, 15 Ottobre 2019

Presentata la sintesi dell'attività dell'Ufficio del Garante dell’Infanzia. Oltre ottocento segnalazioni e richieste d'aiuto

Quest’oggi è stata presentata a Palazzo Campanella la sintesi dell’attività dell’Ufficio del Garante dell’Infanzia e adolescenza della Regione Calabaria, della decima legislatura.

Ad illustrare i dati, il Garante Antonio Marziale: “In una società evoluta non dovrebbe esistere” e il Presidente del Consiglio Irto: “Proteggere l’infanzia vuol dire proteggere il futuro delle nostre comunità”.

Più di ottocento segnalazioni e richieste di aiuto, oltre settecento i tutori per minori stranieri non accompagnati formati e l’istituzione della prima terapia intensiva pediatrica della Calabria presso l’ospedale “Annunziata” di Cosenza.

Marziale ha pubblicamente ringraziato il Presidente e l’intero Consiglio per aver invertito una tendenza, con la sua nomina a Garante: “E’ stata premiata e valorizzata la mia esperienza e la mia vocazione, piuttosto che la mia appartenenza politica. Irto, scegliendo me ha scelto un Garante on the road, che portasse risultati.” E ha aggiunto: “Abbiamo il primato insieme al Lazio, della formazione dei tutori per i minori stranieri non accompagnati. Siamo stati la regione che per prima, come Garante, si è costituita parte civile contro gli abusi su una bambina. Abbiamo investito il nostro impegno sulla Ciambra di Gioia Tauro, abbassando drasticamente il fenomeno della dispersione scolastica”.

Il presidente Nicola Irto si è dimostrato soddisfatto del lavoro dell’Ufficio del Garante: “contento di raccontare le cose fatte”. “È stato un metodo di lavoro che ci siamo dati: non slogan ma risultati. Non solo abbiamo fatto dei passi in avanti in una regione che anche da questo punto di vista rappresentava un'emergenza, ma la Calabria ha rappresentato un modello da seguire. Molte regioni hanno guardato al lavoro del Garante calabrese come ad un esempio”, chiosando però - “ancora molte cose vanno fatte e probabilmente andavano investite più risorse sulle politiche per l’infanzia”. “Stiamo lavorando - ha spiegato Irto - su uno schema di regolamento nazionale che vuole essere una cornice larga affinché tutti i garanti possano avere lo stesso recinto di diritti di agibilità e la stessa dignità".

Infine, sull’ istituto del Garante, Irto ha concluso: “Lasciamo un'eredità pesantissima. Si partiva da una condizione di grande vuoto, oggi c'è una figura riconosciuta, c'è un Consiglio che ha aperto le porte anche alle manifestazioni di approfondimento sulle politiche dell'infanzia e sui diritti degli adolescenti. Su questo bisogna continuare senza fermarsi. Auspico che - ha detto - l'autorevolezza dell'ufficio del Garante non si perda. Deve finire l'epoca in cui le nomine diventano appannaggio della politica”.