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Sabato, 21 Settembre 2019

A Matera, capitale europea della Cultura 2019, le tavole reggine di Antonello da Messina. Le opere concesse in prestito dalla Pinacoteca di Reggio Calabria per la mostra dedicata al Rinascimento nel Mediterraneo

Accanto ad un leone, San Girolamo di bianco vestito, in un paesaggio desertico e roccioso, con vegetazione spoglia, in ginocchio di fronte alla Croce, ai piedi della

quale giacciono un cappello cardinalizio ed un mantello rosso; più in là, libri adagiati su una pietra.

Visita dei tre angeli ad Abramo

Tre angeli in piedi, dietro di loro un tavolo circolare ed una lumaca. Anche questi soggetti sacri, fermati sulla tavola da Antonello da Messina nel XV secolo, stanno rappresentando la grandezza del Rinascimento nel Mediterraneo a Matera, capitale Europea della Cultura 2019. La sponda calabrese e quella siciliana dello Stretto protagoniste in Basilicata, nel nome di Antonello, pioniere in Italia della tecnica a olio, pittore geniale nato a Messina, come testimonia anche il nome, le cui tavolette, patrimonio del comune di Reggio Calabria, sono state scelte per la mostra a Matera.  "San Girolamo pentente nel deserto" (inventario 2080C, dimensioni cm 39,9x30) e "Visita dei tre Angeli ad Abramo" (inventario 2084C, dimensioni cm 21,4x29,3), ecco le due tavole a tempera mista del XV secolo, adesso concesse in prestito per la mostra “Il Rinascimento visto da Sud. Matera, l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra ‘400 e ‘500”, allestita al Museo Nazionale di Arte Medievale e Moderna della Basilicata, in Palazzo Lanfranchi, nella cornice delle iniziative di Matera, capitale europea della Cultura 2019.  Con il prestito di queste due opere di pregio, la pinacoteca civica di Reggio Calabria contribuisce ad un racconto originale e dalle mille sfumature del Mediterraneo, al centro della visione inedita del Rinascimento di Dora Catalano, Matteo Ceriana, Pierluigi Leone de Castris e Marta Ragozzino, curatori dell'esposizione. Ad intrecciare le fila di una storia artistica affascinante sono visioni ed ispirazioni che abbracciano l'Italia nella sua interezza, da Firenze a Palermo, e poi la Spagna, le Fiandre, la Provenza. Tra le duecento opere rappresentative del Rinascimento, in mostra fino a settembre presso il Museo Nazionale di Arte Medievale e Moderna della Basilicata in Palazzo Lanfranchi a Matera, capitale della Cultura 2019, anche quelle di Antonello da Messina (Messina, 1430 – Messina, febbraio 1479), uno dei massimi esponenti dell’arte del Quattrocento contaminata dalla pittura fiamminga, le cui opere sono esposte in tutto il mondo da New York, Washington e Baltimora fino a Berlino, Vienna e Londra, da Milano, Firenze, Genova e Roma fino a Palermo, Siracusa, Messina e Reggio Calabria. "Siamo particolarmente orgogliosi di aver potuto contribuire al prestigio di una mostra che sta riscuotendo un grande successo di pubblico. Prova ne è anche la richiesta di proroga dal 19 agosto al 15 settembre, che abbiamo già accordato, per la permanenza delle tavole reggine di Antonello Da Messina a Matera. 

San Girolamo penitente

Si tratta di due opere di pregio che ci avevano anche richiesto per la grande mostra antonelliana allestita a Palermo e che per mere ragioni di tempo non avevamo potuto concedere", ha spiegato Irene Calabrò, assessora alla Valorizzazione dei Beni Culturali del Comune di Reggio Calabria. Dunque, quale presidio culturale di provenienza di opere di carattere universale, la Pinacoteca civica di Reggio Calabria, in questo contesto, è al pari delle Gallerie degli Uffizi e del Museo del Bargello, del Mann e del Museo di Capodimonte di Napoli, dei Musei Vaticani e della Galleria Borghese di Roma, della Galleria Sabauda di Torino e, in ambito europeo, del Musée Jacquemart-André di Parigi, del Thyssen-Bornemisza di Madrid e del Museu Nacional de Arte Antigua di Lisbona. "Siamo molto contenti - ha proseguito l'assessora reggina Irene Calabrò - che le tavole reggine di Antonello siano divenute un simbolo della mostra e che la città di Reggio Calabria sia citata a pieno titolo al pari di gallerie e musei italiani ed europei per il patrimonio che custodisce e per l'Arte e la Cultura che rende fruibili. Uno degli aspetti maggiormente qualificanti di questa esperienza è che, accanto alla dimensione artistica espositiva pregna di prestigio, per la cornice che ospita le nostre tavole Antonelliane, e di significato, per la rivisitazione della storia mediterranea del Rinascimento, si ponga anche quella scientifica. L'Istituto superiore per la Conservazione ed il Restauro, infatti, si occuperà studiare e di intervenire sulle tavole a scopo di conservazione e studio, subito dopo l'esposizione a Matera. Dunque le opere rientreranno a Reggio Calabria, per tornare ad essere custodite ed esposte nelle apposite teche climatizzate della nostra Pinacoteca Civica, verso la fine dell'anno", ha concluso l'assessora reggina Irene Calabrò. 

Rinascimento Visto da Sud. L'Italia meridionale e il Mediterraneo tra '400 e '500 Matera 2019

Capace di contaminare gli artisti a lui contemporanei e di nutrire di stimoli sempre nuovi le dimensioni artistiche da lui esplorate, Antonello da Messina lega la propria storia artistica a Reggio Calabria anche per la prima commissione in autonomia, ad oggi documentata, giunta nel 1457 dalla confraternita di San Michele dei Gerbini di Reggio appunto; gli fu richiesto il gonfalone, realizzato sulla scia di quello eseguito per la confraternita messinese di San Michele a Messina (entrambi andati perduti). Questo è con ogni probabilità il periodo in cui Antonello operò anche in Calabria e dove si collocano le due tavolette di Reggio con “Abramo servito dagli angeli” e “San Girolamo penitente”, esposte nella Pinacoteca Civica di Reggio Calabria unitamente al “Ritorno del figliol prodigo” di Mattia Preti ed alla “Battaglia del Volturno” di Andrea Cefaly. Dalla Calabria alla Sicilia, con il suo ritorno in patria dove realizzò il dipinto in tempera grassa “Polittico di San Gregorio” conservato unitamente alla “Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione” presso il Museo regionale di Messina, che ospita anche le tele “Cristo deposto” e ”Madonna della Lettera” di Mattia Preti e le tele di Caravaggio “Adorazione dei pastori” e “Resurrezione di Lazzaro”. In Sicilia realizzò anche nel 1476 l”Annunciata di Palermo”, raffigurante Maria assorta nella lettura, con lo sguardo fermo e la mano sospesa. Un capolavoro oggi esposto presso palazzo Abatellis, sede della Galleria Regionale della Sicilia di Palermo.

Ritratto d'uomo (forse autoritratto di Antonello Da Messina) Nationla Gallery Londra

Nel tratto di Antonello Da Messina si condensano sensibilità e corporeità, luce e chiaroscuri, imponenza e dettaglio, con una forte e peculiare attenzione alla dimensione psicologica e umana. Tale è il riconoscimento dell'autorevole influenza del suo genio sull'arte rinascimentale. che i confini dell'arte di Antonello vanno ben oltre quelli italiani. Sicché la sua opera non è esposta solo a Reggio Calabria, Messina, Palermo, Siracusa, Como, Milano, Firenze, Pavia, Genova, Torino, Roma, Piacenza, Venezia. Altri suoi capolavori come “Ritratto d’uomo” e “Salvator Mundi”, prima opera firmata e datata Mille simo quatricentessimo sexstage/simo quinto viije Indi Antonellus / Messaneus me pinxit, sono infatti esposti alla National Gallery di Londra ed ancora sono conservati, tra gli altri, alla National Gallery di Washington la “Madonna Benson”, al Baltimora, Walters Art Museum la "Vergine leggente", al New York, Metropolitan Museum of Art l'"Ecce homo", al Monaco di Baviera Alte Pinakothek la "Vergine annunziata", al Louvre il “Cristo alla colonna” e il disegno “Gruppo di donne su una piazza, con alti casamenti”, al Muzeul de Artà di Bucarest la "Crocifissione di Sibiu” e al Musée Royal de Beaux-Arts de Anvers la “Crocifissione di Anversa”.