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Venerdì, 23 Agosto 2019

Istituita l’Area integrata dello Stretto. Battaglia: “Creato uno strumento di governo mirato, che consentirà di disciplinare meglio il trasporto integrato tra le due sponde”

Reggio Calabria e Messina finalmente considerate come un unicum territoriale, che conta oltre 1,2 milioni di abitanti, nella programmazione e nella gestione dei servizi di trasporto pubblico locale.

Questa la portata rivoluzionaria dell’accordo - siglato venerdì 1 marzo a palazzo d’Orleans, a Palermo, tra le Regioni Sicilia e Calabria, le Città metropolitane di Messina e di Reggio Calabria e la Conferenza permanente interregionale - che di fatto ha segnato la nascita dell’Area integrata dello Stretto, un organismo che si propone di interloquire con il governo centrale per concertare la razionalizzazione del trasporto delle persone e delle merci.
Una svolta epocale per il sistema di mobilità tra Calabria e Sicilia che cristallizza una forma di dialogo tra i soggetti istituzionali coinvolti mai sperimentata prima e che ha come obiettivo il rilancio delle prospettive di crescita e di conurbazione per le due Città metropolitane divise, caso unico in Italia, da un tratto di mare di appena tre chilometri.
Il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, l’assessore alle Infrastrutture della Calabria Roberto Musmanno, i sindaci delle Città metropolitane di Messina Cateno De Luca e di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà e il presidente della Conferenza permanente interregionale per le politiche dell’Area dello Stretto Domenico Battaglia hanno accompagnato con particolare convinzione ed entusiasmo la sottoscrizione dell’intesa che prevede l’istituzione di un bacino territoriale ottimale per la riorganizzazione e l’integrazione dei servizi di trasporto pubblico anche sul piano tariffario. Ma il riconoscimento istituzionale dell’Area integrata dello Stretto passa , principalmente, attraverso la designazione dell’ente di governo che si occuperà di coordinare gli interventi e dall’ottenimento di garanzie di adeguato e stabile finanziamento da parte del governo nazionale del principio di continuità territoriale: continuità interna, che consideri il trasporto marittimo veloce con tariffe assimilai a quelle del trasporto pubblico urbano, e continuità esterna attraverso i servizi aerei di linea effettuati tra l’aeroporto dello Stretto “Tito Minniti” e i principali aeroporti nazionali.
Tutti obiettivi intrinsecamente legati alle ambizioni di sviluppo di un’area geografica ricca di potenzialità di cui abbiamo voluto parlare con uno dei fautori e sottoscrittori dell’Accordo per l’istituzione dell’Area integrata dello Stretto, il presidente della Conferenza permanente interregionale Domenico Battaglia.

 Con il via libera alla istituzione del “bacino interregionale dello Stretto“ si punta a rivoluzionare, con strumenti burocratici e amministrativi adeguati, la mobilità dei cittadini delle due città metropolitane.

“Si tratta di un accordo storico che vede le Regioni Sicilia e Calabria e le due Città metropolitane, Reggio e Messina, sottoscrivere una intesa per la mobilità nello Stretto anche grazie al lavoro paziente svolto in questi anni, spesso a riflettori spenti, dalla Conferenza regionale che ho l’onore di presiedere. Si apre adesso una fase importante che ci consente di interloquire con il governo nazionale su tutta la materia del trasporto pubblico locale in cui chiederemo venga inserito anche il trasporto marittimo e i mezzi veloci di attraversamento il cui servizio di gestione, come è noto, viene affidato tramite gara dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Attraverso la creazione di uno strumento di governo mirato, che consenta di disciplinare meglio il trasporto integrato tra le due sponde, chiederemo di poter collaborare a più livelli. Il punto 5 e il punto 6 dell’accordo, inoltre, specificano la volontà di arrivare anche alla creazione di un titolo unico di mobilità, un unico biglietto, che abbia valore a Reggio Calabria come a Messina per mettere in collegamento le aziende municipalizzate delle due Città e tutta la interconnessione marittima e ferroviaria. Fatta la perimetrazione dell’intero bacino l’utenza dell’area dello Stretto godrà di queste significative prospettive”.

L’accordo oltre a semplificare e migliorare la mobilità nello Stretto rappresenta, più in generale, un’opportunità di crescita per Reggio e Messina.

“Abbiamo voluto che sotto la cornice istituzionale delle due Regioni si realizzasse il progetto di unire due Città metropolitane praticamente confinanti, caso unico in Italia, perché divise solo da un tratto di mare di appena 3 chilometri. Reggio e Messina rappresentano insieme un unicum di 1milione e 200 mila abitanti e questo accordo va nella direzione di creare valore aggiunto per le due realtà, storicamente unite anche sul piano culturale, nella prospettiva di promuoverne lo sviluppo economico, sociale e turistico e anche in un’ottica di crescita occupazionale. In questo quadro una rilevante importanza strategica sarà affidata anche allo scalo aeroportuale “Tito Minniti” che con un ampliamento del proprio bacino d’utenza potrà rilanciarsi ed essere più attrattivo. Siamo protagonisti di una pagina storica perché le istituzioni che hanno fortemente voluto questo accordo non avevano mai dialogato in questi termini prima, ragionando su questioni così importanti solo a compartimenti stagni”.

La Conferenza permanente interregionale per le politiche dell’area dello Stretto ha avuto un ruolo fondamentale per arrivare a questo risultato

“La Conferenza è stata istituita su un disegno di legge da me presentato nel 2015 e si è rivelato uno strumento prezioso per creare sinergie istituzionali, per programmare politiche condivise di valorizzazione e di conurbazione e per facilitare il dialogo. L’atto concreto della istituzione dell’Area dello Stretto ci ha consentito di centrare un primo importante obiettivo. Le due Regioni si impegnano, adesso, ad individuare il perimetro del bacino territoriale ottimale e a designare l’ente di governo che si occuperà di coordinare gli interventi. Ringrazio tutti gli enti sottoscrittori, e i loro rappresentanti, che si sono dimostrati interlocutori molto attenti”.