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Lunedì, 18 Novembre 2019

Il Progetto - Gutenberg compie 17 anni. La magia della Fiera del libro (dal 20 al 25 maggio) con “Dedalo e Icaro"

Diciassette anni e non sentirli. A muovere le fila del progetto Gutenberg, lanciato nel 2003 dall’allora preside del Liceo Classico Galluppi di Catanzaro, Armando Vitale, che oggi è presidente dell’associazione Gutenberg Calabria e della fondazione Imes Catanzaro, c’è ancora l’entusiasmo del primo giorno.

Armando Vitale

In quegli anni - Vitale lo ricorda ancora - «si avvertiva forte la necessità di trovare un filo conduttore importante e robusto in una scuola che si trasformava lentamente in un progettificio. Ecco perché - ha rivelato - chiesi che venisse messo al centro il libro e l’incontro con gli autori che, com’è noto, sprovincializza ed emoziona». Questa la molla di un’iniziativa che negli anni è cresciuta e si è rafforzata anche grazie alla volontà di scegliere un tema per ogni edizione e fare della scuola qualcosa di più di quello che Vitale bolla come un semplice «luogo aridamente nozionistico». Chi siamo, qual è la civiltà di cui godiamo, quali sono i rischi che corre, dove andiamo: questi gli immancabili interrogativi di un progetto che punta a far sì che la società si interroghi sulle grandi ambiguità del mondo contemporaneo. E quest’anno, dal 20 al 25 maggio, la magia della Fiera del libro sarà riproposta attraverso il tema “Dedalo Icaro” perché - come Armando Vitale ha voluto precisare - «viviamo in un caotico labirinto e abbiamo bisogno della razionalità rappresentata da Dedalo per uscirne con pazienza e intelligenza». D’altronde, l’ex preside innamorato dei libri ricorda ancora come «l’idea nacque per difendere la civiltà gutenberghiana, la civiltà che ci ha insegnato a leggere, a interrogarci, a utilizzare il libro come luogo di domande». E la sfida di un progetto che partì dal Liceo Classico del capoluogo di regione, prendendo il nome dal tipografo tedesco che inventò la stampa a caratteri mobili, e che oggi si è esteso a macchia d’olio, arrivando a coinvolgere anche la scuola primaria, è più attuale che mai: «Lavorare affinché gli studenti sappiano domandare e domandarsi cosa fare per capire e migliorare il mondo». In effetti, il progetto Gutenberg lo dimostra e il presidente Vitale ne è fiero, «anche i bambini, superata la prima timidezza, sanno confrontarsi con gli autori di libri adatti alla loro età e lo fanno con entusiasmo, facendo domande, prendendo il microfono in mano». Gutenberg, in sostanza, è la molla che lancia quello che Vitale chiama «l’apprendistato della parola meditata», a tutto vantaggio di tanti giovani che ne sono protagonisti e che nella Fiera del libro si identificano anche costruendo il servizio d’ordine, accogliendo e intervistando autori che con loro si confrontano sulle inquietudini del nostro tempo. Curiosità e intelligenza sono gli irrinunciabili ingredienti di un incantesimo che ogni anno si ripete, puntuale come un orologio svizzero, anche grazie all’andirivieni di scrittori che cercano di rafforzare la razionalità, ma anche di imprimere una spinta di generosità. Tutto mentre il padre del progetto continua ad augurarsi «che gli studenti ritrovino uno slancio utopico che pure - ha voluto spiegare - va temperato dal senso della realtà per non trasformarlo in una spinta cieca e sciagurata che, esattamente come accadde a Icaro, porterebbe gli studenti a bruciarsi le ali». E i nomi di quest’anno sono all’altezza di una sfida sempre più ambiziosa. 

Sul palco c'è Piergiorgio Odifreddi

Tra gli altri Alberto De Bernardi, storico dell’università di Bologna che ragiona su fascismo e antifascismo consapevole com’è dei rischi che la democrazia contemporanea corre, ma allo stesso tempo concentrato su solide argomentazioni che gli fanno ritenere che il fascismo non stia tornando. E poi Carlo Alberto Redi, il famoso biologo e zoologo che alla Fiera del libro verrà, con la collega Manuela Monti, per affrontare il tema delle razze e dimostrare che in natura non esistono, ma anche e forse soprattutto per rinvigorire lo spirito democratico e antirazzista. Di immigrazione in senso stretto poi parlerà lo scrittore Carmine Abate, lo farà attraverso il suo ultimo libro, “Le rughe del sorriso”, che dovrebbe essere proposto al Premio Strega. Con loro anche il filosofo milanese Mauro Bonazzi, che è stato addirittura chiamato a Utrecht, in Olanda, e uno scrittore che piace molto ai ragazzi ovvero Pif, nome d’arte di Pierfrancesco Diliberto, che alla Fiera porterà il suo ultimo volume “…che Dio perdona a tutti”. Gutenberg è un progetto che fa riferimento alla contemporaneità, ma Vitale ripercorre per flash una storia lunga diciassette anni,  passata attraverso temi quali “L’occidente e l’altro”, “Memoria, identità, futuro” o “L’ordine e il caos”, e lo fa con l’orgoglio di chi sa che «il filo che l’attraversa è molto robusto e regge all’urto delle diverse edizioni, dei problemi che sembrano attenuarsi e di quelli che si acuiscono». Impressi nella memoria ci sono tanti piccoli frammenti di un esperimento che sta per diventare maggiorenne. Tra questi anche un piccolo miracolo che, quando il progetto muoveva i primi passi, portò i ragazzi al Quirinale. Un sogno arrivato all’improvviso e realizzato saltando tutti i rigidi step che il cerimoniale della presidenza della Repubblica impone. L’allora capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, fu letteralmente conquistato da un articolo dal titolo “I ragazzi della città del libro”, scritto su Repubblica da Umberto Galimberti che a Catanzaro non voleva proprio venire e che cedette soltanto grazie  all’insistenza di Armando Vitale, ma che poi restò colpito dalla ricca biblioteca del Galluppi e da quel salone stracolmo di ragazzi che lo travolsero con interventi ragionati e colti al punto da scrivere quell’articolo che conquistò il presidente della Repubblica. D’altronde, Gutenberg è un progetto unico in Italia, non c’è regione che metta insieme tante scuole e porti centinaia di ragazzi a ragionare su un determinato tema incontrando tanti autori in pochi giorni.  Chiaro l’obiettivo: «Fornire ai ragazzi quelle risorse mentali che consentano loro di non essere passivi o preda di chiunque predichi qualcosa». E, in effetti, Vitale di una cosa è certo: «Se vogliamo che i ragazzi crescano intellettualmente sani e integri, se vogliamo una generazione con gli occhi aperti, che sia davvero capace di interpretare questo mondo, dobbiamo fare degli studenti soggetti pensanti». L’avventura, dunque, continua a macinare successi puntando sui libri cartacei, ma senza aver paura della tecnologia che avanza e nella convinzione che «una piena integrazione tra volumi cartacei ed elettronici sia auspicabile perché, se gli ebook garantiscono velocità e comodità di consultazione, i testi tradizionali permettono i tempi lenti, la lettura più articolata, la possibilità di prendere appunti». Tutte buone abitudini che si stanno perdendo e che il numero uno di Gutenberg Calabria punta a recuperare, confortato dai numeri che la Fiera fa registrare ogni anno, anche per «ridare ai ragazzi quei filtri critici che consentirebbero loro di affrontare quella quantità incredibile di veleni che ogni giorno assorbono rispetto, ad esempio, alle fake news».