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Giovedì, 21 Febbraio 2019

Giallo, rosso e verde. A San Luca riparte lo sport, riallacciando il filo mai spezzato della storia

Riparte il calcio a San Luca, dove da circa un anno e mezzo si respira di nuovo grande entusiasmo.

È ripartita da poco l’esperienza sportiva nel centro aspromontano dopo anni di oblio e lo ha fatto nel migliore dei modi, finendo, dopo un primo quasi scontato anno sabatico, di rodaggio, già sotto i riflettori di una regione e di un Paese che piano piano si vanno abituando a nuovi accostamenti, per una volta diversi da quelli consegnati sino ad oggi ad un fragile e bramoso immaginario collettivo. Niente immagini di agenti in assetto anti sommossa, niente lampeggianti o sirene, niente donne vestite a lutto, niente vetrine di ristoranti bavaresi dai nomi scritti in italiano, niente più stereotipi nelle immagini che da oltre un anno riempiono gli occhi del popolo social, e non solo. Per loro solo istantanee dai colori vivi, accesi, che in questo caso coincidono con il giallo, il rosso ed il verde. Non sono colori scelti a caso, per valore cromatico e cronologico, lo capiremo presto come questi colori racchiudano il senso di una narrazione che parte da lontano, senza obblighi di sancire alcun riscatto, perché a San Luca, ai piedi di quelle montagne che guardano allo Ionio con bonario ed austero distacco, non si cerca riscatto, si pratica la normalità e lo si fa in nome dello sport, con un occhio al futuro e con uno sguardo attento ad un presente che necessita di attenzione, di empatia, di ritrovata passione e di contatto umano, elementi da sedimentare con fatica quotidiana. Tutto questo lo sa bene Francesco Giampaolo, giovane avvocato alla guida del sodalizio sanluchese in questa importante fase di rinascita sportiva. Normalità, sport, valori, passione, sono concetti che tiene ad evidenziare in modo quasi ossessivo l’Avvocato Giampaolo, lo capiamo sin da subito, quando dopo le presentazioni iniziamo la nostra chiacchierata. Siamo andati a trovarlo nel suo studio di Bovalino in un uggioso pomeriggio di febbraio, uno di quelli dominati da uno scirocco feroce, da una foschia opprimente che libera la visuale verso la montagna solo a tratti, disvelando il bianco dei rilievi, quelli di Montalto, Meterazzelli, Prache di Cucco e Pietra Castello, avvicinando l’Aspromonte al mare assai più di quanto non capiti in altri luoghi della provincia reggina. È uno studio ampio, luminoso, accogliente quello di Francesco Giampaolo, emana una luce che sembra voler suggerire una fresca e confortante metafora in vista dell’argomento che ci accingiamo ad analizzare. È tornato il calcio a San Luca e lo ha fatto portando con se come elemento essenziale la passione della gente che è tornata ad assiepare le tribune di uno stadio diventato ideale e simbolico luogo di partenza e di approdo, crocevia di memoria, di futuro e di speranze. È importante quello stadio, riveste un ruolo fondamentale nella nostra narrazione, lo capiremo dalle parole del presidente, ma prima facciamo un doveroso passo indietro cercando di riallacciare il filo mai spezzato di una storia lunga ed a tratti esaltante. Locri 46, Gioiese 42, San Luca 37. Questo il podio alla fine del torneo di promozione 1987/88. Un’altra Calabria, un altro mondo, un altro calcio, due punti a vittoria, la numerazione delle maglie rigorosamente dall’uno al sedici e poi il portiere che prendeva la palla con le mani sul retropassaggio del compagno. C’è un substrato di romanticismo nel ripensare a quelle immagini, un effetto vintage dal sapore dolce e melanconico. Non tragga in inganno però il terzo posto del San Luca alle spalle di Locri e Gioiese perché quello per l’undici sanluchese fu un torneo esaltante vissuto in un estenuante testa a testa con il Locri durato per quasi tutta la stagione alla rincorsa del salto di categoria che, non ancora nata l’Eccellenza, valeva l’accesso diretto al campionato interregionale.

il presidente Giampaolo con mister Panarello

La ricordiamo assieme al presidente, all’epoca giovane studente e tifoso, quell’annata strepitosa che vide naufragare le speranze di raggiungere la vetta della classifica nel modo più beffardo possibile, nello scontro diretto finito in parità proprio sul terreno amico davanti a migliaia di sostenitori. 1-1 il punteggio al termine di una battaglia all’ultimo sangue che i padroni di casa terminarono in nove uomini. Prima di allora il Locri aveva visto concretamente vacillare le proprie certezze. Era il 24 gennaio 1988 quando la capolista pareggiando a reti bianche sul campo di Villa San Giovanni vedeva ridotto ad una sola lunghezza il distacco dall’immediata inseguitrice San Luca che espugnava col risultato di 2-1 il difficile terreno di Melicucco. Era il San Luca dei vari Pullano, Giorgi, Favasuli, Romeo, Pipicella, Rossi, una squadra che, salvo qualche sparuto innesto, si presentava quasi del tutto autoctona, una corazzata capace di produrre automatismi e ritmi di gioco straordinari. Per ritrovare una simile continuità di risultati, un gioco spumeggiante ed un seguito di pubblico degno di altre categorie dobbiamo mandare in avanti il nastro di oltre trent’anni, tornando al presente, catapultati nello studio dell’Avvocato Giampaolo e cui chiediamo come, dove e quando nasce questo nuovo sogno. “Dire che siamo partiti da zero - spiega Giampaolo - non rende bene l’idea, sarebbe più corretto dire che siamo partiti da sotto zero, praticamente dal nulla, da un’idea che prende corpo proprio dal nuovo stadio e dalla sua inaugurazione nel mese di aprile del 2017, è qui ritroviamo i tre colori cui facevamo riferimento, il giallo ed il rosso sono i colori sociali, il verde è quello del nuovo rettangolo di gioco. Quella mattina, eravamo tutti in tribuna assieme a tantissime autorità e tanta gente di San Luca ad assistere ad un evento assai raro dalle nostre parti, la gara tra le nazionali dei cantanti e dei magistrati. Il colpo d’occhio nel vedere quel manto erboso, quello stadio stracolmo, quegli striscioni, ha rimandato la nostra mente a quelle immagini di trent’anni addietro, accendendfo un’idea di rinascita. L’estate successiva, partendo dal nulla abbiamo acquisito il titolo sportivo della Pro Pellaro, iscrivendoci al campionato di promozione e partendo come era facile attendersi a singhiozzo, inanellando una serie di risultati negativi che non ci hanno certo scoraggiato. Abbiamo lavorato con la dirigenza nell’intento di costruire qualcosa di importante in prospettiva, un progetto a lunga gittata dove l’aspetto sportivo e quello della comunicazione potessero viaggiare di pari passo consegnando un’immagine positiva e non edulcorata di una San Luca che attraverso lo sport vuole esprime i suoi migliori valori. Lo abbiamo fatto consegnando sia il parco giocatori che la parte legata alla comunicazione del brand San Luca nelle mani di uno staff di professionisti abituati a confrontarsi con realtà di categoria superiore. Con un distacco siderale dalla seconda in classifica, scongiuri a parte la questione relativa al campionato in corso sembra potersi considerare archiviata, quali obiettivi vi ponete per un prossimo futuro e soprattutto quanto state investendo in termini di impegno e di risorse nel settore giovanile? “dice bene quando parla di scongiuri, e non perché sia eccessivamente scaramantico, quanto perché il calcio sa essere fedele metafora della vita, imprevedibile. Come società siamo stati chiari su un punto da cui non intendiamo prescindere.

Il capocannoniere Bruzzaniti

I giocatori e lo sfaff sanno bene che anche se si dovesse vincere il torneo con largo anticipo, la dirigenza e la tifoseria si attendono il massimo impegno sino all’ultima giornata, un impegno dalla valenza assolutamente non anacronistica, nel quale, in ossequio ai più vivi valori sportivi, vogliamo individuare serietà e correttezza nei confronti delle altre società che da un nostro eventuale calo di tensione potrebbero vedersi danneggiate o per contro ingiustamente favorite. Per quanto riguarda l’immediato futuro, il torneo di Eccellenza, massimo torneo regionale, al quale speriamo di partecipare il prossimo anno, è certamente un banco di prova impegnativo che vorremo affrontare però col giusto piglio, non partendo con proclami di salvezza, cercando di lottare sin da subito alla pari con tutti. Per quel che concerne invece il settore giovanile, è evidente come sia un aspetto cui teniamo particolarmente in chiave futura ma anche nel presente, i ragazzi della Juniores stanno ben figurando nel campionato di categoria dove sono in lizza per la prima posizione. Ma cosa ancora più importante parlando di settore giovanile, sta nell’essere riusciti ad avvicinare tantissimi ragazzi di San Luca allo sport, sottraendoli da una quotidianità sicuramente anonima ed improduttiva, allenandoli all’empatia ed alla civile competizione prima ancora che dal punto di vista fisico e tecnico, questo ritengo sia uno dei più bei messaggi che potessimo mandare, un segnale di speranza vera in vista di un prossimo futuro che stiamo contribuendo a vario titolo a costruire per noi e per la nostra comunità”.