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Lunedì, 18 Marzo 2019

Un Natale di serenità, per ritrovare se stessi

Un Natale diverso... la cui tiepida attesa restituisce la dimensione di un periodo di sofferenza. La Calabria, oggi più che mai, sembra lontana dall'assicurare le certezze di cui i calabresi avrebbero estremamente bisogno, eppure ritrovare il senso cristiano del Natale aiuterebbe a non disperdere la speranza.

Ai tanti giovani che lasciano la nostra terra, a quelli che hanno intenzione di farlo, a coloro che sono rimasti e hanno investito su sé stessi, auguro tanta forza, tanta ambizione. Spero trovino l’entusiasmo di essere propositivi e baldanzosi, capaci di dettare l'agenda del proprio futuro, e che rappresentino, soprattutto, uno stimolo per quanti sono costretti quotidianamente a combattere per difendere la propria dignità: per i lavoratori lsu/lpu calabresi, per i precari e per i fuoriusciti dal mondo del lavoro, per i dipendenti degli istituti socio-sanitari di Reggio Calabria e per tutti coloro i quali sono alla ricerca di una dimensione di vita all'altezza dei propri bisogni. Per i padri e le madri calabresi che soffrono, il mio auspicio è che, in questo periodo in cui ogni sensibilità è fortemente sollecitata, possano vivere e beneficiare della serenità e dell'essenza del Natale, come dono cristiano e occasione di comunità. Che possano ritrovarsi in famiglia, che possano riscoprirsi famiglia.

Segni che sconcertano e preoccupano, sembrano favorire un lauto disfattismo, ed è proprio in questo scenario che la sfida è più ardua: aggredire inquietudini e timori per restare a galla e non rinunciare a sognare.

I giovani calabresi non devono rinunciare ai loro sogni, non è giusto! Chi ha la responsabilità delle scelte, politiche ed istituzionali, dovrebbe ascoltare i loro fermenti e farsene carico. La governance della cosa pubblica, a tutti i livelli, dovrebbe interrogarsi e chiedere scusa.

Viviamo un tempo in cui sembrano annientarsi le aspettative; basti pensare che indipendentemente dalle credenze religiose, il Natale era il momento più surreale dell’anno, dove tutto veniva amplificato e armonizzato. Oggi sembra tutto appiattito in una declinazione asettica e razionale. 'Fiducia e futuro' non sembra essere un binomio calzante. Ma l'incertezza e la rassegnazione non devono avere la meglio sulla speranza, espressione di responsabilità sociale e costruzione del 'domani'. Questo tempo ha l'assoluta esigenza di autenticità e solidarietà. A chi soffre, a chi vive la povertà, a chi percepisce la solitudine e a chiunque ne abbia bisogno, rivolgo il sincero augurio di vivere il santo Natale come un momento per ritrovare sé stessi.