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Venerdì, 23 Agosto 2019

Le vasche di Cassiodoro: spettacolo d’indicibile bellezza

Per raggiungerle, se non si è muniti di un'imbarcazione, bisogna faticare non poco, attraversare la scogliera ai piedi della mitica Rotonda di Copanello, inerpicarsi sulle ripide scalette in pietra

o quel che resta di esse, percorrere i restanti circa 200 metri di sterpaglie e fitta vegetazione stando attenti a non incappare in qualche rettile ma, alla fine di questo percorso decisamente accidentato, si para, agli occhi dei coraggiosi che hanno deciso di intraprendere questa passeggiata, uno spettacolo dall' indescrivibile bellezza. Questo sono le Vasche di Cassiodoro, uno spettacolo dall'indescrivibile bellezza che stupisce ogni volta anche gli habituée di questi luoghi incantanti, anche chi non lascia trascorrere neanche un'estate senza il desiderio di sedersi su uno di questi scogli levigati dal mare verde smeraldo, immergersi nei suoi pensieri godendo di un panorama unico. Queste autentiche piscine naturali, ricavate dalla roccia ed aperte sul mare Jonio, sorgono ai piedi dei resti della chiesa di San Martino di Staletti al cui interno un sarcofago in pietra pare ospiti la tomba di Flavio Magno Aurelio Cassiodoro, filosofo e politico romano nato presumibilmente nel 485 D.C nella vicina Scolacium, oggi Squillace. A lui la storia attribuisce la costruzione delle Vasche, pare infatti che le stesse ricoprissero un ruolo di fondamentale importanza nel "Vivarium", il monastero fatto erigere proprio da Cassiodoro all'interno del quale si era dediti alla pratica dell'allevamento dei pesci ed intorno al quale gravitava una intensa vita sociale e culturale; qui, infatti, sembra vennero trascritti importanti documenti, fondamentali per la crescita e l'arricchimento delle società future. La mitologia colloca poi questi luoghi in diretta corrispondenza con Ulisse, la leggenda infatti narra che l'eroe Acheo di ritorno nella sua Itaca dopo la conquista di Troia, proprio qui sarebbe naufragato incontrando la principessa Nausicaa; una storia millenaria dunque, quella delle Vasche, ricca di aneddoti importanti che però non hanno impedito il disinteresse pressochè totale di un sito dal fascino unico ed inimitabile. Nonostante l'evidente stato di abbandono in cui versano oggi però le tre Vasche, fatte di scogli di granito, continuano a regalare suggestioni impagabili a chi decide di trascorrervi del tempo; acque cristalline, una flora ed una fauna marine ricchissime e dalla rara bellezza, nuotare in questo angolo di Calabria regala la piacevole impressione di essere tutt'uno con la natura selvaggia, quella in cui l'uomo ha come l'impressione di "essere di troppo". La prima, perfetta nella forma sferica, ricca di scogli levigati dalla risacca, una sorta di meravigliosa scultura realizzata da Madre Natura, la seconda, dalla forma strana e la terza, la famosa spiaggia di scogli, una distesa di sassi dalle svariate forme che scendono lentamente in acqua. Sono rimaste li per secoli, le Vasche di Cassiodoro, nel corso dei decenni scorsi ci hanno provato in mille modi diversi a svilirne la bellezza "creando" discariche abusive, mostri di cemento armato; l'incuria e l'abbandono percepibili in ogni passo di quella che un tempo era la passeggiata più bella e suggestiva della costa jonica e, perchè no, dell' intero Stivale, oggi è ridotta ad un ammasso di sterpaglie, vetri rotti ed inferriate divelte ed arrugginite che si affacciano su un mare cristallino. Altri luoghi della Penisola, meno affascinanti e meno "portatori sani" di una storia importante, rivestono un ruolo determinante nelle dinamiche votate allo sviluppo turistico del territorio, le Vasche no. Sono li, solitarie e selvagge ad aspettare che qualcuno, restio ad accontentarsi delle lunghe e forse tutte uguali distese di spiaggia, comode, dotate di ombrelloni tutti colorati allo stesso modo, di passerelle, lettini e sdraio, si avventuri qui, a tuffarsi in queste acque limpide, dagli scogli erosi da sole e salsedine, rispettoso di quello che rimane immutato nei secoli. A dispetto dell'agire, inconsulto, dell'uomo e forse, pensandoci bene, è bene che tutto rimanga cosi.