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Martedì, 20 Novembre 2018

Biodigestore: in Calabria la prima azienda che realizzerà le macchine per produrre biometano

La domanda che spesso ci si pone è se in Calabria si possa creare sviluppo, e se un altro Sud è possibile.

Ribaltando il punto di vista tradizionale, che colloca il Mezzogiorno al centro del dibattito pubblico solo per i suoi problemi, vogliamo provare a riferire una storia positiva, a testimonianza dell’idea che esistono uomini e donne capaci di fare la differenza. Anche in Calabria. Raccontiamo dell’azienda Calabra Maceri e Servizi S.p.A. con sede a Rende (Cosenza), dove il fattore umano, lo spirito del lavoro, la dedizione al far bene si è trasformato in sviluppo reale. L’azienda rendese ha inaugurato il Biodigestore: un macchinario – detto in modo semplice – per la produzione di biometano attraverso un processo di compostaggio che avviene per via anaerobica (cioè in assenza di ossigeno), utilizzando i rifiuti organici domestici. Energia high – tech, insomma, il cui risultato sono quarantamila tonnellate di biometano, puro al punto da essere utilizzato per autotrazione, immesso direttamente nella rete SNAM, in un processo di riciclo dei rifiuti che consente la riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera. Contemporaneamente, il biodigestore crea 20mila tonnellate di ammendante compostato, cioè un fertilizzante di primissima qualità, tecnicamente definito “Terrasana Bio”, utilizzabile per il rilancio dell’agricoltura biologica. Dodici i milioni di euro per un investimento che ha messo insieme due università, i tecnici di Calabra Maceri e la Provedal, società di ingegneria francese, per la realizzazione dell’impianto, che è in grado di trasformare le 40 mila tonnellate annue di rifiuti organici in 4,5 milioni di metri cubi di biometano. Tecnologia impiegata nel miglior modo per recuperare il gap sulla raccolta differenziata che, in Calabria, è stata introdotta circa sei anni fa, con una quota iniziale che si attestava sotto al 15% e che ad oggi ha toccato il 42%. Gli altri due impianti esistenti in Italia collegati alla rete di Snam sono quelli di Montello (Bergamo) e Sant’Agata Bolognese. La Calabra Maceri di Rende continua a lavorare su progetti che ruotano intorno a quello principale dell’impianto di biometano, che è certamente la risposta solida e positiva al trattamento dei volumi crescenti di rifiuti raccolti in modo differenziato e alla necessità di contribuire al miglioramento della qualità dell’aria, restituendo energia alle famiglie e alle imprese. Una sfida, come sfida stessa è stata aver interamente progettato l’impianto in Calabria e averlo costruito quasi totalmente nella nostra regione. Frutto di cospicui investimenti in ricerca e tecnologie che ha dato vita alla “W2M – Waste to Methane srl”, società che progetterà e realizzerà biodigestori costruiti in Calabria. «Siamo certi di aver progettato qualcosa di qualitativamente molto elevato e il nostro obiettivo, oggi, è di poter trasformare le nostre conoscenze in qualcosa di concreto. Realizzare biodigestori calabresi utilizzando il nostro know-how, questa è la sfida» dichiara Giuseppe Zanardi, Project Manager Calabra Maceri e servizi S.p.a. «In Italia non esistono aziende che realizzano questo tipo di tecnologie, la maggior parte delle componenti – ha poi aggiunto l’ingegnere Zanardi – vengono realizzate in Europa, e poi assemblate in Italia. Noi vogliamo costruire tutto qui. È la prima società di questo tipo in Italia e vogliamo che tutto si realizzi in Calabria». Idee sulla strada giusta, quelle che porteranno lavoro e indotto, diventando riferimento per l’intero Paese. Intanto, all’interno dell’azienda, che comprende per la maggiore giovani ingegneri calabresi, si lavora nel laboratorio realizzato per le verifiche interne: qui si segue tutto il procedimento di produzione, ma si fa soprattutto ricerca e innovazione. La filosofia aziendale è racchiusa nello slogan scelto per la pubblicità: “Biometano, gli altri ne parlano noi lo produciamo”. Dal dire al “fatto”, insomma. Nella logica che, essere competitivi sul mercato, non è una questione di dimensioni, ma è la velocità di innovazione a fare la differenza. Le piccole imprese locali dovranno quindi essere in grado di sviluppare una strategia di collaborazione più articolata, orientare la progettazione per potenziare l’attrattività.
Un passo in più, in avanti, in un Paese dove il nodo del dualismo Nord Sud è ancora tutto da sciogliere, ma con un Mezzogiorno, e una Calabria in particolare dove, pure in assenza di un tessuto produttivo compatto, realtà come la Calabra Maceri spicca con risorse lavoro del luogo e sviluppo ecosostenibile.