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Martedì, 20 Novembre 2018

L’ Ordine del giorno di Reggio Calabria per un’Europa “radice del nostro presente e del nostro futuro”. Gli interventi di Irto, D’Amelio, De Michelis, Caponetto, Ripepi e Fanelli

La plenaria della Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali e delle Province autonome, svoltasi a Palazzo Campanella sede dell’Assemblea legislativa calabrese, ha lasciato tracce documentali preziose che influenzeranno il dibattito su temi e argomenti di stringente attualità.

E’ stata approvata la Risoluzione “sul ruolo dei Presidenti di Regione nella ricostruzione post sisma” e un importante Ordine del Giorno sul “quadro finanziario pluriennale, sulla Politica di coesione e sulla Politica agricola comune UE 2021-2027”. Documenti che “Calabria on web” mette a disposizione dei lettori nella loro stesura integrale. A seguito dei lavori della plenaria della Conferenza, si è tenuto nell’auditorium ‘Nicola Calipari’ di Reggio Calabria il convegno - moderato dal portavoce del Presidente Irto Giampaolo Latella - su “Politiche di coesione e Pac post 2020: prospettive e sfide per l’Italia e per le regioni.” E’ stato un confronto che ha registrato interventi di spessore con approfondimenti puntuali sulle relazioni Europa-Italia e che ha visto una poderosa partecipazione di amministratori locali e funzionari pubblici. La Calabria, regione simbolo delle criticità e dei punti di forza del Mezzogiorno e cuore vibrante del Mediterraneo per la sua eccellente posizione geopolitica, chiede non meno ma più Europa per il proprio sviluppo economico e sociale. Il concetto è stato sottolineato a chiare note dal presidente Nicola Irto nel corso del suo intervento d’apertura dei lavori: “La bozza di riordino delle risorse così com’è - ha detto - non va bene; il confronto tra le regioni, la Commissione e le altre istituzioni europee riguarda strettamente le prospettive di sviluppo delle comunità regionali e delle aree urbane che, a nostro avviso, non sono garantite dall’impostazione data al quadro finanziario pluriennale, alla politica di coesione e alla politica agricola comune per il settennato 2021-2027”. Ad avviso del Presidente dell’Assise calabrese, Il Mezzogiorno e la Calabria hanno l’esigenza, istituzionale e politica, di un maggiore riconoscimento da parte dell’Europa: “Riteniamo sbagliata la riduzione del bilancio della politica di coesione, della politica agricola comune e dei programmi di cooperazione territoriale. Consideriamo poco lungimirante la scelta del principio della flessibilità del bilancio e difficilmente attuabile la revisione del bilancio di metà periodo, considerata la natura degli investimenti strutturali che sono, per definizione, oggetto di una programmazione di medio - lungo periodo; così come la pensiamo diversamente sulle modifiche ai termini di rendicontazione della spesa certificata, che aumenteranno il disimpegno delle risorse ma difficilmente accelereranno i processi”. Sulla stessa lunghezza d’onda, l’intervento di Rosa D’Amelio, presidente del Consiglio regionale della Campania e coordinatrice della Conferenza, la quale ha rivendicato con decisione la centralità delle Regioni all’interno del dibattito e dei negoziati europei: “I tagli ai fondi per l’agricoltura e per le politiche di coesione sono insostenibili. Soprattutto per il Sud. Le Regioni dovranno avere un ruolo fondamentale d’indirizzo, e dovranno evitare un ulteriore accentramento della programmazione delle risorse. Inoltre, dovranno avere la capacità di contrattazione politica, affinché vengano esclusi dal Patto di Stabilità i cofinanziamenti nazionali e regionali e quindi, evitare il paradosso per cui le Regioni avranno risorse finanziarie da spendere, ma non potranno farlo”. L’intervento di Nicola De Michelis, capo di Gabinetto della Commissaria europea per la politica regionale e urbana Corina Cretu, ha evidenziato tecnicamente e con dati alla mano, che in Italia esiste un’oggettiva difficoltà nella spesa dei fondi europei, nonostante le regole siano uguali per tutti i 28 Paesi membri. Da qui, l’invito è rivolto ad amministratori e funzionari pubblici: “Iniziate a lavorare alla programmazione 2021/2027, perché a differenza di Paesi dell’est Europa, lo scatto in avanti non c’è stato. La coesione sociale, economica e territoriale passa da qui. Dalla qualità della spesa in settori strategici come la ricerca, l’innovazione digitale, nuove tecnologie e trasporti sostenibili.” Dalla relazione di De Michelis, infatti, emerge che negli ultimi dieci anni nelle regioni italiane, in media, sono stati persi 10 punti percentuale di Pil. Da par suo, il direttore generale dell’Agenzia per la coesione territoriale Antonio Caponetto, ha spiegato che il suo mandato è centrato sulla riorganizzazione dell’Agenzia (un’ottima notizia per i Comuni e per gli enti intermedi!, ndr) in funzione di servizio rispetto alle esigenze dei territori: “Il nostro Paese - ha spiegato - in materia di fondi europei, si muove lentamente e su un’articolata pluralità di livelli di governo (regioni, province, comuni, città metropolitane). E questo, di certo, non facilità la spesa delle risorse.” Antonia Ripepi, funzionaria del Ministero per le Politiche Agricole, ha espresso preoccupazione sui tagli di bilancio, definendoli “irragionevoli”, sulle risorse FEAGA (Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia) - 1,2 %, addirittura sul FEASR (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) - 28% e sul FEAMP (fondo per la politica marittima e della pesca) - 13%. Le conclusioni, affidate a Micaela Fanelli, membro della Commissione COTER del Comitato delle Regioni, hanno messo in luce le prospettive e le preoccupazioni con le quali la Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali ha lavorato in questi mesi: “Prendendo spunto dalla parole del presidente Irto, ‘L’Europa è la nostra radice, il nostro presente e il nostro futuro’, non posso nascondere le apprensioni che riguardano i tagli dei fondi PAC e delle Politiche di coesione, ma anche le proposte di regolamenti della Commissione Europea, tese a sminuire la capacità delle regioni di programmare gli interventi sui propri territori. Il mio appello è rivolto - attraverso la Conferenza, straordinario strumento di congiunzione tra le Assemblee legislative regionali - a tutti i Presidenti ad intervenire, proprio in questa fase ascendente, per rappresentare all’Europa le specificità dei territori. La mia proposta è di presentare un ordine del giorno a tutte le Assemblee regionali per chiedere all’ Europa la chiusura dei negoziati per la rivisitazione della sua politica economica, prima delle elezioni europee.” Se la Risoluzione “sul ruolo dei Presidenti di Regione nella ricostruzione post sisma” può senz’altro considerarsi un ottimo risultato della giornata di dibattito e confronto della Conferenza, l’Ordine del Giorno approvato sul “quadro finanziario pluriennale, sulla Politica di coesione e sulla Politica agricola comune UE 2021-2027”, costituisce il punto di massima espressione delle Regioni italiane nelle complesse relazioni con l’Unione europea. E’ auspicabile che l’ “Ordine del Giorno di Reggio Calabria” su alcuni degli strumenti cruciali per la coesione sociale e il riscatto del Mezzogiorno italiano ottenga con tempestività gli esiti sperati, perché è così che il Progetto - Europa può riaffermare il suo indiscusso valore storico e aprirsi con fiducia alle sfide del presente e del futuro.