Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Martedì, 15 Ottobre 2019

Dal ’68 alla legge Basaglia: il successo di Leggere&Scrivere che fa numeri da capogiro. Gilberto Floriani: “La versatilità è il nostro punto di forza”

Sono numeri da capogiro. La settima edizione del Festival Leggere&Scrivere che si è appena conclusa lancia Vibo Valentia nell’empireo degli appuntamenti culturali di maggiore prestigio a livello nazionale. 

Pietrangelo Buttafuoco al Festival

Cinque giorni, 4 sale, 220 tra incontri e dibattiti oltre 300 ospiti per una kermesse che ha visto la presenza di oltre 30.000 spettatori: dalle scuole agli opinion maker, passando per un pubblico eterogeneo che si è confrontato alternando intellettuali, artisti, studenti, insegnanti, educatori, docenti, semplici cittadini, professionisti, artigiani, imprenditori; tutti alla pari, ospiti e protagonisti del festival. E, come se non bastasse, c’è da aggiungere che Leggere&Scrivere si è affermato anche come evento social: i profili Facebook e Instagram hanno avuto un aumento del 30% di interazioni rispetto all’anno scorso.
E poi, i 40 appuntamenti per lo spazio Leggere&Scrivere Junior, occasione per far scoprire il mondo dei libri ai bambini e stimolare la loro fantasia; i tanti workshop, laboratori e una ricca serie di altre iniziative.
Ma non c’è dubbio che il successo è stato garantito dalla spettacolare sequenza di ospiti che si sono alternati nei 5 giorni, con tutte le sale stracolme di persone e gli eventi sold-out quando è stato il momento di personaggi come Adriano Sofri, Pietrangelo Buttafuoco, Tommaso Labate, Roberto Vacca, Luciano Violante e Marta Cartabia; e poi, il recital di Ascanio Celestini e Alessio Lega, quello di Stefano Benni con Paolo Damiani, la serata in musica con Danilo Rea. 

Gli autori de L'Ape furibonda conversano con Maurizio Bonanno

Il momento frizzante della presentazione de “L’ape furibonda”, quando i tre autori, coinvolgendo una sala stracolma – Claudio Cavaliere, Bruno Gemelli e Romano Pitaro – hanno dialogato in maniera leggera e profonda per ricordare le figure di undici donne di Calabria che, con il loro carattere forte, hanno segnato momenti di storia che devono essere ricordati.
E, come se non bastasse: Sandra Milo con Giorgia Wurth, Ritanna Armeni, Luciana Castellina, Jas Gawronski, Emanuele Trevi. E le circa 600 persone ad applaudire Nicola Gratteri, che hanno gremito all’inverosimile l’Auditorium dello Spirito Santo. Il finale, sabato sera, con il recital di Cesare Bocci.
E Vibo Valentia si è risvegliata partecipando in massa, lasciandosi coinvolgere da un Festival che ha ridato anima e dimensione sociale ad una comunità. Di lettori, di amanti del libro, innanzitutto. Ma anche una comunità di persone, di ogni età, che ha condiviso una certa idea di cultura, fatta di dialogo, confronto, curiosità, empatia.
“Ci piace viverci come una comunità - ha confermato l’ideatore e direttore artistico del Festival, Gilberto Floriani - Il Festival ha dimostrato di essere anche quest'anno un caleidoscopio attraverso il quale questo patrimonio culturale è stato filtrato".
“La versatilità è stato il nostro punto di forza – ha aggiunto Floriani - saper coniugare letteratura, attualità, ma anche musica, sapori, nuove tendenze. Un panorama che ha spaziato dalla filosofia al jazz, dalla storia all’enogastronomia”. Il Festival Leggere&Scrivere quest’anno è andato oltre, perché non ha trascurato due temi di importanza storica che caratterizzano questo 2018: i 50 anni del Sessantotto e i 40 anni della Legge Basaglia.  “Si tratta di due anniversari – ha spiegato Maria Teresa Marzano, l’altro direttore artistico del Festival Leggere&Scrivere - che abbiamo affrontato come è nella tradizione della rassegna: approfondimento culturale, ma anche spazio per riflettere, con la musica e lo spettacolo come nel caso della performance di Ascanio Celestini con Alessio Lega, dedicato alla malattia mentale”. 

I direttori artistici del Festival Gilberto Floriani e Maria Teresa Marzano

E non è tutto! Perché il Festival è stato arricchito da momenti artistici particolari, con la specifica sezione, diretta da Antonio La Gamba, che ha proposto un interessante alternarsi di giovani e rinomati, e poi, dal canto suo, ha presentato l’installazione Uomo Arca, modello in scala di un progetto internazionale di un’opera scultorea multimediale da lui realizzata. La parte riservata alle opere dei ragazzi del liceo artistico di Vibo Valentia e della Bottega Aperta Limen, ulteriore segno dell’attenzione del festival per le nuove generazioni.
Il senso di questa presenza artistica all’interno del Festival, la spiega il direttore della sezione artistica, Antonio La Gamba: “La Calabria è terra d’arte, vive un fermento creativo che il festival ha trasmesso” . I tanti che hanno gremito le storiche stanze di Palazzo Gagliardi hanno potuto ammirare anche le mostra dedicata ad Alfredo Pino, uno degli artisti più rappresentativi del territorio; quella con le opere di Giovanni Curigliano di Maierato, quella riservata ai dipinti e agli intarsi in legno di Francesco Marcello. Ed, ancora, le esposizioni di Michele Palano e di Massimo Polia. La mostra Revolution a cura di Francesca Procopio e le installazioni: La mia casa di Anna Corcione; Verbo di Francesco Scialò e il libro d’artista Dall’alba al tramonto di Roberta Grosso.

Lo strano incontro tra Sofri e Sandra Milo

E non è mancata la musica, con l’omaggio, per il secondo anno consecutivo, alla violinista vibonese Greta Medini, scomparsa prematuramente nel 2016: “La memoria di Greta - ha ricordato il responsabile della rassegna musicale per il Festival Leggere&Scrivere, Giovanni Puddu - è stata onorata con un programma che ha visto esibirsi nella chiesa di San Michele artisti dal calibro internazionale. Un’altra conferma che arriva dal festival – ha aggiunto Puddu – è che non basta pensare, ma serve agire per far crescere il territorio”.
C’è un piccolo-grande segreto che iuta a spiegare il successo organizzativo del Festival. Ed a svelarlo è il direttore Gilberto Floriani: “Mi piace sottolineare l’impegno del Sistema Bibliotecario Vibonese per il festival. Il Sistema è l’anima del Festival, quando un’edizione finisce si pensa subito all’edizione seguente: un impegno quotidiano nel quale il Sistema Bibliotecario Vibonese dedica ogni giorno le sue energie”.
Ed ecco che, non paghi del successo ottenuto, lo staff guarda già al futuro prossimo, con i due direttori, Maria Teresa Marzano e Gilberto Floriani, che precisano le loro idee in proposito: “Il rapporto tra cultura e territorio deve essere il vero filo rosso di ogni iniziativa de il festival vuole procedere su questo solco, anche pensando alla prossima edizione”.
“Alla fine della settima edizione, il festival afferma una sua identità precisa, maturata anno dopo anno. L’obiettivo – rivela Maria Teresa Marzano - è continuare su questo format, sapendo cogliere nuovi stimoli per innovare e per crescere. Questo è il percorso su cui ci muoviamo verso il futuro”.
Gilberto Floriani va oltre e si lascia andare ad un vero e proprio annuncio: “Per l’edizione del prossimo anno, pensiamo di puntare su un ospite straniero per proiettare il festival in una dimensione internazionale”.
Non rimane che attendere il 2019!