Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Mercoledì, 17 Ottobre 2018

“Ci impegneremo perché ciascun bambino non sia discriminato e abbia il diritto di vivere a pieno la sua vita”. Intervista al presidente dell'UNICEF Italia Francesco Samengo

In occasione della prima visita ufficiale in Calabria della massima carica italiana dell’Unicef, il calabrese Francesco Samengo, abbiamo raccolto le riflessioni circa le sfide che lo attendono, con particolare attenzione ai minori.

Inizia dalla sua terra e dalla sua gente - volontari e amici che lo hanno affiancato lungo oltre un ventennio di impegno a favore del superiore interesse dei bambini e del loro benessere - il nuovo percorso del calabrese Francesco Samengo, eletto Presidente di Unicef Italia lo scorso 25 luglio.
La Calabria, infatti, è stata teatro della prima visita ufficiale della massima carica italiana dell’Unicef grazie all’invito ricevuto dal Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria Antonio Marziale che ha organizzato due appuntamenti istituzionali, a Taurianova e nella sede del Consiglio regionale. L’avvio del nuovo incarico, alla guida della sezione italiana di un organismo in prima linea per la tutela dei minori a rischio nelle zone di guerra e nelle aree del mondo economicamente disagiate, si realizza così all’insegna della condivisione con istituzioni, società civile e volontari calabresi di nuovi obiettivi da raggiungere. Una dinamica di dialogo sulle istanze del territorio da cui trarre slancio e linfa per aprirsi a sfide sempre più pregnanti e di respiro globale per costruire un mondo a misura di bambino, che abbia come priorità il superiore interesse dei minori, la loro felicità, la loro integrazione e il loro benessere.


UNICEF lavora da oltre 70 anni per assicurare a tutti i bambini del mondo il rispetto dei loro diritti e garantire un pieno sviluppo che possa consentire loro di costruire società prospere e condizioni di pace. Quali sono le principali strategie messe in campo?
La lotta alla malnutrizione, l'assistenza igienico-sanitaria e medica, l'istruzione e la protezione sono i pilastri di base sui quali si fondano i programmi dell'UNICEF orientati ai principi della Convenzione ONU sui Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza per costruire un mondo a misura di bambino.
Secondo le nuove stime sulla mortalità che abbiamo reso note nei giorni scorsi, solo nel 2017 sono morti circa 6,3 milioni di bambini sotto i 15 anni, 1 ogni 5 secondi, spesso per cause prevenibili. La maggior parte di queste morti – 5,4 milioni – avvengono nei primi 5 anni di vita, e circa la metà sono di neonati. Dal 1990 ad oggi il mondo ha compiuto importanti progressi per salvare le vite dei bambini, ma noi come UNICEF vogliamo che il numero di bambini che muoiono per cause prevenibili o curabili arrivi a zero. La nostra "ricetta" consiste in soluzioni semplici come medicine, acqua pulita e vaccini, ma per garantire tutto questo abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti. Solo così, insieme, potremo cambiare questa realtà per ogni bambino.
Un tema fondamentale è la lotta alla malnutrizione infantile: ogni anno essa è concausa della morte di circa 3 milioni di bambini sotto i 5 anni; sono oltre 200 milioni i bambini malnutriti in tutto il mondo. L’UNICEF lavora per salvare i bambini che si ammalano a causa della malnutrizione, per prevenirne le cause ed evitare che altri bambini abbiano la stessa sorte. E proprio nel segno dell’aiuto e del sostegno concreto, il prossimo Natale lanceremo una grande campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi.

Su quali scelte ed iniziative Unicef Italia intende sensibilizzare il Governo nazionale affinché possa essere garantito ai bambini e agli adolescenti un futuro inclusivo e “resiliente” nel nostro Paese, laddove esistono ancora sacche di vulnerabilità dettate da povertà minorile e fenomeni di esclusione dai processi di sviluppo?
In tutto il mondo l’UNICEF si rivolge alle istituzioni affinché tutelino e promuovano i principi sanciti dalla Convenzione ONU sui Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza; in Italia da diversi anni, in occasione delle elezioni politiche, chiediamo a tutti i candidati di impegnarsi su alcuni temi per un’Italia a misura di bambini e ragazzi, a partire dalla riduzione della povertà. E proprio il primo punto dell’agenda della mia azione da Presidente dell’UNICEF Italia sarà dedicato ai bambini italiani e alla loro condizione che credo fermamente debba essere al centro dell’azione del Governo dei prossimi anni. Lo sarà e dedicherò ogni sforzo possibile aprendo una nuova fase di impegno dei nostri volontari. La povertà minorile in Italia non è solo privazione materiale, ma è soprattutto povertà di opportunità e di inclusione sociale. I bambini e i ragazzi che vivono in povertà subiscono svantaggi sul piano dell’istruzione, di cure sanitarie adeguate, di cibo sano, di alloggi salubri, di giochi, di sport e di vacanze. Chiediamo di dimezzare l’incidenza della povertà minorile entro il 2030, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Ci sono in Italia oltre 1 milione e 200 mila bambini e ragazzi che vivono in povertà assoluta (12,1% del totale). 2 milioni e 156 mila vivono in povertà relativa. È inammissibile. Sono dati allarmanti che non possiamo guardare con indifferenza. Occorre da subito stabilire un piano di investimenti e azioni che possano ovviare a questa situazione di disagio che non tende a fermarsi ma che anzi è in aumento rispetto al passato. Basti pensare, cito un dato, che la metà degli alunni (il 49%) delle scuole primarie e secondarie di primo grado non ha accesso alla mensa scolastica ed inoltre l’erogazione del servizio è fortemente disomogenea sul territorio italiano e le modalità di accesso spesso contribuiscono ad aumentare le disuguaglianze, a scapito delle famiglie più svantaggiate. La nostra attenzione però è rivolta anche i minorenni stranieri non accompagnati (Msna) presenti nel nostro Paese. Attraverso il programma dell'UNICEF One UNICEF Response abbiamo avviato una serie di attività e iniziative in diverse regioni in Italia per favorire il percorso di integrazione di questi bambini e giovani.


Come si sviluppa l’attività di UNICEF sul tema immigrazione?
La nostra struttura internazionale ha fatto tanto in questo anno su questo versante ma molto c’è ancora da fare e non nascondo una certa preoccupazione su quelle che saranno le nuove policy del futuro su un tema così delicato e che oggi è al centro del dibattito italiano ed europeo. Lo dico malgrado la sensibile riduzione degli sbarchi che certamente ha bloccato una parte del fenomeno mentre altre sfide restano aperte come quella dell’integrazione e dell’inclusione sociale, temi strategici ed unica via per rispondere alla paura che permea oramai tutta la nostra società. Occorre ripartire dall’ascolto di questi giovani che giungono in Italia, spiegare loro diritti e doveri, immaginare percorsi di integrazione reale che fino ad oggi invece non c’è stata forse perché questo tema, così delicato, è stato gestito in maniera troppo emergenziale generando molte delle problematiche che leggiamo ogni giorno sui giornali. Noi come UNICEF abbiamo accettato la sfida sul tema dei migranti in Italia, non solo assistendo la Guardia Costiera - a cui dedicherei il premio Nobel per la pace per i tanti uomini donne e bambini che hanno salvato in mare - ma anche proponendo progetti che puntano proprio a quell’inclusione senza la quale sarà sempre più difficile gestire la complessità. La legge Zampa è stata un grande passo avanti, unica in Europa. Oggi però è necessario vederla applicata. Se ancora tutti riteniamo che i minori non accompagnati debbano rappresentare una risorsa per il nostro territorio, in Italia sono 13 mila, non proprio una invasione, allora occorre accettare alcune sfide importanti come la persistenza di disomogeneità nell’applicazione degli standard minimi internazionali tra i centri di accoglienza per MSNA; un sistema di tutela volontaria ancora carente per difficoltà di coordinamento tra le Istituzioni e mancato rafforzamento dei Garanti Regionali; l’accesso ancora limitato ai percorsi di cura alternativi (affidi familiari); la carenza del sistema di protezione nel supporto psico-sociale, in particolare per i casi più vulnerabili; l’ancora alto numero irreperibili e insediamenti informali tra Roma e Ventimiglia e in altre regioni; le barriere che ostacolano l’inserimento scolastico e, come dicevo prima, la scarsa partecipazione ed ascolto dei MSNA nelle decisioni che li riguardano. Sono sfide di cui dobbiamo assolutamente farci carico e tra le quali quella del ruolo dei garanti locali e regionali assume un ruolo centrale. Mi batterò, di concerto con il Garante Nazionale, a tutti i livelli, affinché ne vengano sempre più riconosciute le prerogative ed i poteri. 


Prima di arrivare alla presidenza di Unicef Italia in qualità di presidente del Comitato Unicef della Calabria, incarico che ha ricoperto per quasi 20 anni, è stato protagonista di numerose iniziative che hanno prodotto importanti risultati per i minori della nostra regione. Alla luce della sua esperienza quale è il ruolo delle realtà territoriali per rispondere alle esigenze dei minori?
Le realtà territoriali sono fondamentali non solo per l'UNICEF, ma per tutta la comunità. Attraverso i Comitati Provinciali dell'UNICEF, presenti in tutte le Regioni d'Italia, portiamo avanti attività e iniziative che fanno dialogare la società civile, gli opinion leader del territorio e le realtà politiche.

Con il Presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto, il Garante Marziale, e il segretario regionale Unicef Marino

Vivere il territorio vuol dire conoscerlo, farne parte, fare in modo che le persone sappiano cosa si può fare, insieme, per favorire lo sviluppo di tutti i bambini, in Italia e nel mondo. Ad esempio, ricordo una delle ultime attività che ho svolto da Presidente Regionale UNICEF Calabria: la firma di una convenzione con il Garante per l'Infanzia della Calabria, Antonio Marziale, per promuovere la formazione, il sostegno e il monitoraggio dei tutori volontari per i minorenni stranieri non accompagnati nella regione. Ed ancora i protocolli d’intesa con i Tribunali per i minorenni di Catanzaro e Reggio Calabria per l’affido di minori stranieri non accompagnati (Msna), lo sportello di ascolto presso il Tribunale per i minori di Reggio, le convenzioni con le università e le prefetture, la forte sinergia con vari ordini professionali, l’Ufficio scolastico regionale e il Coni.


E in futuro?
Sono particolarmente fiero di annunciare che è già stato avviato il percorso con il Grande Ospedale Metropolitano "Bianchi-Melacrino-Morelli" di Reggio Calabria affinché diventi “Ospedale amico dei bambini”. Sarà il primo del Mezzogiorno ad avere questa connotazione. Anche questo è un traguardo importante che si inserisce tra i programmi che UNICEF Italia, attraverso le realtà territoriali, porta avanti: Ospedali e Comunità Amici dei bambini per promuovere la cultura dell'allattamento, i Baby Pit Stop, gli spazi sicuri in cui ogni mamma o famiglia può allattare o cambiare il proprio bambino, i Corsi di Laurea, le Scuole Amiche dei Bambini per sensibilizzare i più piccoli ai loro diritti. Inoltre, abbiamo il programma Città Amiche dei bambini, delle bambine e degli adolescenti. Proprio in questi giorni ho firmato con il Presidente dell'ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) Antonio De Caro un accordo per coinvolgere e sostenere i sindaci nella promozione di politiche e azioni concrete per l’infanzia e l’adolescenza a livello locale, in tutti i comuni italiani. Sempre sul territorio, vorrei ricordare le diverse iniziative in cui sono coinvolti centinaia di nostri volontari, come la Pigotta o la Festa dei nonni, che si svolgerà i prossimi 29 e 30 settembre in tante piazze d’Italia per celebrare i nonni, il valore della memoria, della famiglia e sostenere allo stesso tempo la campagna dell'UNICEF "Ogni bambino è VITA". Noi ci impegneremo perché ciascun bambino non sia discriminato, perché ciascun bambino abbia il diritto di vivere a pieno la sua vita. È un investimento per il futuro dell’Italia. Sono convinto che le nostre reti nazionali e regionali possano dare un contributo alla crescita di nuove generazioni consapevoli del nostro Paese, che facciano della non discriminazione, dell’uguaglianza e della libertà di espressione la ragione della loro futura convivenza. Mi piace ricordare una frase di Gianni Rodari per rimarcare la portata dell’impegno che tutti noi dovremmo condividere: “Quanto pesa una lacrima? La lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra”.