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Lunedì, 24 Settembre 2018

Il Sin (sito di interesse nazionale) di Crotone:2000 ettari, tra mare e terra, da bonificare e restituire alla città

Approvato dalla conferenza di servizi il Pob Fase 2 che prevede interventi nell'area ex industriale di Crotone, ma in 65 mila firmano per chiedere al Ministro di bloccarlo.

La conferenza di servizi che si è svolta il 25 giugno 2018 negli uffici del Ministero dell'Ambiente a Roma, ha segnato l'avvio del Pob fase 2 ( Progetto operativo di bonifica “Discariche fronte mare e aree industriali”).  Il progetto riguarda le aree di maggiore criticità del Sin di Crotone e prevede la rimozione delle discariche fronte mare e gli interventi di risanamento ambientale delle aree in cui ricadevano gli stabilimenti industriali. Saranno rimosse, oltre alle due discariche che complessivamente contengono circa 840 mila tonnellate di rifiuti (380 mila l’ex Fosfotec e 460 mila l’ex Pertusola) cui bisogna aggiungere circa 28 mila tonnellate nell’area ex fitorimediazione e quelle già rimosse con gli interventi di scotico, anche la Vasca delle Ferriti per 130 mila tonnellate, le due vasche della Zona Gessi per complessive 115 mila tonnellate, e la cosiddetta “Vasca del Commissario” per circa 10 mila tonnellate. Soddisfazione per l'avvio del Pob Fase 2 hanno espresso sia il Commissario straordinario per la bonifica Elisabetta Belli che a fine giugno ha concluso il mandato biennale che le è stato affidato nel 2016, sia il sindaco di Crotone Ugo Pugliese. “Rimangono- ha commentato Elisabetta Belli - prima del decreto del Ministero, due ultimi tasselli, quello del procedimento del Prefetto, ancora in corso, sulla gestione dei materiali Tenorm e quello della Via (valutazione d’impatto ambientale) di competenza della Regione Calabria. Non è ancora finita, ma siamo sulla buona strada. Posso dire con soddisfazione che questo è uno dei risultati più importanti di due anni di mandato”. Il Sito di Crotone-Cassano-Cerchiara è stato istituito nel 2001e l'area che ricade nel Comune di Crotone comprende: 1469 ettari di area marina (inclusa l’area portuale, circa 132 ettari) e 530 ettari a terra. L'area a terra è così suddivisa: una macro-area di circa 510 ettari, a pochi chilometri a nord dal centro abitato di Crotone che comprende le ex aree industriali, e che costituiscono oltre la metà del sito di Crotone, che contengono al loro interno i tre stabilimenti dismessi ex Pertusola, ex Fosfotec ed ex Agricoltura, gestiti da Syndial e l’area ex Sasol, successivamente acquisita da Kroton Gres 2000 Industrie Ceramiche S.r.l., fallita nel 2011; l’area archeologica, costituita da circa 82 ettari, pari al 15% del sito di Crotone; la fascia costiera antistante la zona industriale, compresa tra la foce del fiume Esaro a sud e quella del fiume Passovecchio a nord, in cui si trovano le discariche ex Pertusola ed ex Fosfotec e le aree demaniali fluviali e infine un’area di circa 20 ettari, a circa 6 chilometri a sud, nella quale si trova la discarica di Tufolo-Farina (che ha un’estensione di circa 7 ettari). Il sin di Crotone oltre alle aree sopra elencate, ricomprende siti nei quali è stato utilizzato il Cic ( conglomerato idraulico catalizzato), scorie di cubilot prodotte nello stabilimento Pertusola, miscelate con inerti ( sabbia silicea, loppa d’altoforno e catalizzatori). I siti in cui è stato utilizzato il Cic individuati dalla Procura della Repubblica nel 2004 sono in totale 20, e cinque, come detto, ricadono nell'area Sin, mentre le altre aree sono classificate extra Sin. I siti che ricadono nel Sin sono: il piazzale Liotti S.p.a. (stima cubilot presente: oltre 11 milioni di chili); il Touring Sport (anche in questo caso, la stima di cubilot presente supera gli 11 milioni di chili ); il cantiere Graziani Francesco S.r.l. (stima cubilot presente: oltre 104 mila chili); la strada consortile – Via Leonardo Da Vinci; le aree interne dello stabilimento ex-Pertusola e discarica in località “Armeria” (oltre 350 milioni di chili la stima delle scorie cubilot), a queste aree nel 2017 è stata aggiunta la Scuola Alcmeone in località "San Francesco" (stima cubilot presente: oltre 17 milioni di chili). I siti extra Sin ricomprendono: il campetto di calcio in località Lampanaro (stima cubilot presente superiore a 6 milioni di chili, dato comprensivo dell’intera area Aterp in località Lampanaro); il piazzale dell’Istituto tecnico-commerciale (stima cubilot oltre 600 mila chili); il piazzale ATERP in località Margherita (oltre 2 milioni di chili la quantità di scorie cubilot stimata). Nel mese di luglio è stato avviato al ministero dell’Ambiente l’iter di approvazione del progetto di rimozione e smaltimento del CIC nella scuola San Francesco di Crotone. Il progetto riguarda un’area di oltre 9 mila metri quadrati e prevede la rimozione di circa 14 mila metri cubi di CIC. Il costo stimato è di circa 12 milioni di euro. Si tratta del primo dei quattro progetti di bonifica delle aree prioritarie contaminate dal CIC (le altre sono gli alloggi Aterp in località Margherita, l’Istituto tecnico-commerciale “Lucifero” e gli alloggi Aterp in località Lampanaro) che il Comune dovrà trasmettere. L'estensione dell'area Sin e la contemporanea esistenza di zone interessate dalla presenza di Cic destano preoccupazione, ed i timori in questi anni sono stati alimentati da progetti infruttuosi e tentativi di consegnare alla città una semplice messa in sicurezza delle aree e non una reale bonifica del territorio. La bonifica del Sin di Crotone è stato al centro di un dibattito, spesso aspro, e anche in questa fase di avvio del progetto operativo ( Pob Fase 2), di quella che il commissario Belli nel salutare a fine mandato la città di Crotone, ha definito senza esitazione “ bonifica vera”, non sono mancate le critiche. Non accettano e non condividono quanto deciso dalla conferenza di servizi, i promotori del comitato la “ Collina dei veleni”, che hanno avviato una raccolta firme, una petizione diretta al Ministro dell'Ambiente Generale Sergio Costa per chiederne l'intervento. In poche settimane la petizione promossa dal comitato che fa riferimento all'ingegnere Vincenzo Voce, ha toccato quota 65 mila firme, segnale che il problema bonifica è fortemente sentito e che nonostante l'avvio del Pob Fase 2 lo scetticismo è ancora forte. E in questi giorni la richiesta di un incontro pubblico o almeno una conferenza stampa del primo cittadino per spiegare gli interventi previsti dal Pob Fase 2 è diventata più pressante. L'ingegnere Voce ha chiesto ai 41 giornalisti, che nelle passate settimane hanno sottoscritto un documento per sollecitare la politica nella vicenda Stadio, di fare la medesima cosa per la bonifica: chiedere al sindaco Pugliese ed all'assessore regionale all'Ambiente Antonella Rizzo di uscire allo scoperto sul Pob Fase 2 e sugli interventi e le modalità di esecuzione degli stessi. Un'assemblea pubblica potrebbe essere non solo utile ma questo punto necessaria, per fare chiarezza e per consentire ai cittadini di conoscere e comprendere gli interventi previsti da Pob Fase 2: zone grigie di non comprensione o di equivoci, non giovano al processo d bonifica e quindi alla città.