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Venerdì, 15 Novembre 2019

6 settembre ‘43: la pagina più triste della violenza nazista del Terzo Reich in Calabria. Rizziconi: la piazza affidata al Lions Club Gioia Tauro–Piana

Il 6 settembre 1943: una data storica che la comunità di Rizziconi non vuole dimenticare anche se è la pagina più triste della violenza nazista del Terzo Reich in Calabria che, 

con un bombardamento sulla popolazione inerme, ha causando la morte di 17 persone, in maggioranza bambini, donne e anziani, lasciando per le strade del popoloso centro della Piana di Gioia Tauro oltre 60 feriti. E lo fa con una cerimonia di consegna e affido da parte dell’Amministrazione comunale di Rizziconi al Lions Club Gioia Tauro – Piana della Piazza simbolo “Caduti 6 settembre 1943” mediante la sottoscrizione di un protocollo d’intesa, che è stato siglato presso la sala del Consiglio comunale tra la responsabile dell’Area Tecnica Domenica Porpiglia, il presidente del Lions Club Giuseppe Ribuffo e il presidente del comitato “Cittadinanza Attiva” dello stesso Club Ferdinando Iacopino.

Alla presenza delle più alte cariche lionistiche sia distrettuali che circoscrizionali, del comandante interinale della stazione dei Carabinieri e delle sezioni di Gioia Tauro e Taurianova dell’Associazione Nazionale Carabinieri e di tutte le associazioni operanti sul territorio e qualche giorno prima del 75° anniversario dell’eccidio nazista si costituisce la base giuridica per una collaborazione di “cittadinanza attiva” tra cittadini, singoli e/o associati e la Pubblica Amministrazione per esaltare i principi di “sussidiarietà orizzontale”, di cui all’art. 118 della Costituzione quale patrimonio dell’intera collettività urbana.

Uno sterminio per rappresaglia e con i tedeschi in fuga inserito come l’unica strage nazista in Calabria nello storico “Atlante” grazie a un accordo bilaterale tra Governo della Repubblica Federale Tedesca e Governo Italiano che ha consentito di censire gli episodi di violenza contro i civili commessi dai nazisti durante la seconda guerra mondiale e una ricerca portata avanti dall’Anpi e dall’Insmli, con la collaborazione di studiosi provenienti dalle Università di Bologna, Napoli, Pisa e Siena.

Ma la brutalità nazista su Rizziconi è emersa ed è stata ricostruita con un lavoro certosino dal “Comitato 6 settembre 1943”, coordinato da Donatella Arcuri e coadiuvata da Antonino Catananti, che hanno svolto alacremente una ricerca per raccogliere le testimonianze dei sopravvissuti, di chi è intervenuto per i primi soccorsi e i vari articoli che sono stati pubblicati per conservare, tramandare e ravvivare la memoria e i ricordi alle future generazioni con senso di civiltà e rispetto verso le vittime innocenti della strage.

 “Il Lions Club Gioia Tauro – Piana ripudia ogni forma di violenza – afferma Iacopino – ed è orgoglioso di diventare il custode di quel luogo simbolo e si adopererà per custodire e mantenere viva la memoria di quelle vittime innocenti, ricordando e lasciando in eredità alle nuove generazioni della Calabria e del Paese la cittadina di Rizziconi come luogo della memoria e per affermare i valori della pace e della libertà contro la follia della guerra e della prevaricazione, impegnandosi sin da subito per la commemorazione religiosa e civile.

Il commissario Aldo Lombardo si è soffermato sulla richiesta ricevuta dal Lions Club Gioia Tauro – Piana affermando“che è stata accolta per la valenza dell’iniziative che saranno intraprese con il protocollo d’intesa sia per valorizzare, prendersi cura e abbellire la piazza emblema della strage, sia per la capacità delle azioni che potrà avviare un’associazione ben strutturata e organizzata in memoria e ricordo del sacrificio di 17 vittime e delle angherie che ha dovuto subire la comunità di Rizziconi”.

La sottoscrizione del protocollo d’intesa ha creato le condizioni per ricordare solennemente nel tempo, ancora una volta, degli avvenimenti come quelli di Rizziconi del settembre ’43 per suggellare nella coscienza popolare sentimenti profondi di valori assoluti determinati da un doloroso episodio, invitando tutti a meditare sull’assurdità della guerra e a persuadere sul ripudio di ogni forma di violenza e di sopraffazione.