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Lunedì, 16 Dicembre 2019

Un ponte di trame, enigmi e misteri tra Reggio e Messina. Il sogno di Cristina Marra, professionista del "giallo"

Trame, enigmi, talvolta arcani segreti da svelare, e poi indagini ed indizi tutti da valutare, questi gli ingredienti, vincenti, della letteratura noir che cattura e coinvolge.

Un genere letterario di successo che non trova confini, dagli Stati Uniti alla Spagna e all'Inghilterra, passando per la Germania, per poi tornare in Italia. Cristina Marra, scrittrice, giornalista, organizzatrice di eventi, poliedrica professionista del giallo, ci accompagna attraverso questo accattivante genere e lo fa con una passione che nasce sin da bambina e grazie ad una formazione alla quale hanno contribuito tanti fattori, tra i quali il tessuto sociale reggino, che oggi diventa un originale percorso professionale.

 

Da dove nasce la sua passione per il 'crime'?

“La passione per il giallo nasce dalle mie prime letture, quelle dei grandi classici come Agatha Christie e Conan Doyle, che mi hanno fatto conoscere questo mondo e me lo hanno fatto amare. La mia passione è cresciuta negli anni tanto che ho presentato una tesi di laurea sull'influenza che il giallo anglosassone ha avuto su quello spagnolo, fino alla novella negra di VázquezMontalbán. Anche la mia esperienza da ragazza, al Rhegium Julii, è stata fondamentale. Ho fatto un bellissimo percorso, avevo 15 anni, e partecipavo molto alle varie iniziative, sino a creare un gruppo giovani”.

 Collabora con varie testate che si occupano del genere?

“Si, queste collaborazioni fanno parte del mio percorso. Collaboro con testate che si occupano di recensioni e interviste di autori di gialli e noir. Ho iniziato sul portale Milano Nera curando una rubrica dal titolo Animali in noir,per poi collaborare con Thrillernord e Global Press”.

Amore per animali e per il giallo, due grandi passioni che unisce dando vita ad un genere interessante ed originale.

“Si, amo molto gli animali, i gatti in particolare, e nella mia rubrica ho raccontato la figura degli animali nelle trame gialli e il loro ruolo, in alcuni casi fondamentale, per la soluzione del caso”.

Le sue esperienze nel settore sono innumerevoli, tanto che ha curato la direzione artistica di molti importanti eventi.

“Esatto, molti festival. Nel 2012, per due anni,vincendo il bando della Provincia, ho firmato, come direzione artistica, il Festival del Giallo di Cosenza, È stata una bella soddisfazione per me”.

Come si svolgeva?

“Le giornate constavano di tre momenti: le mattine erano dedicate agli studenti delle scuole superiori, ne abbiamo coinvolti circa 600, con lezioni di giallo tenute dagli scrittori ospiti. Venivano spiegate le tecniche investigative e narrative, i personaggi, la serialità nei thriller, gialli e noir. I pomeriggi si tenevano incontri e presentazioni a tema. Il primo anno il festival è stato dedicato alle città dei giallisti; il secondo alle figure dei detective. Le serate, invece, erano dedicate alle fiction tv ispirate a libri”.

 Svolge questa attività solo in Calabria?

“No.Una delle ultime esperienze, per esempio, è stata la direzione artistica di Ombre Festival di Viterbo. Ben 7 giorni per ogni edizione. Ho creato un’arena con un palco che ho intitolato a Giorgio Faletti, e per ogni edizione ho invitato una cinquantina di autori di gialli, italiani e stranieri, da JefferyDeaver a PetrosMarkaris, Maurizio De Giovanni, Mirko Zilahy. Oltre a curare la direzione artistica mi sono occupata anche della presentazione delle serate”.

 Avrà invitato e incontrato tanti scrittori…

“Ho avuto occasione di invitare Cesare Bocci, il Mimì Augello di Montalbano e abbiamo parlato del Camilleri televisivo; poi Giampaolo Morelli col quale abbiamo parlato di Lucarelli e del suo ispettore Coliandro, questo solo per fare qualche esempio. È stato un festival molto vario. Poi ho incontrato Maurizio De Giovanni, che ho invitato in vari eventi; l'ho intervistato quando era agli esordi, poi ha avuto tanto successo e oggi è uno scrittore di fama e talento, io ne ho seguito il percorso. Poi JefferyDeaver... ho avuto occasione di trascorrere una giornata con lui ed ho conosciuto, oltre la sua scrittura, la persona, completamente diversa da come immaginavo, tenero e sensibile, amante dei cani; è ricorrente la differenza di personalità, tra quella percepita tramite il romanzo e quella reale.  Poi PetrosMarkaris, che ho presentato più volte e che ho invitato nella sezione giallo al Tropea Festival. Il bello dei festival è anche questo, crea interessanti momenti di incontro e confronto”.

 Altri Festival?

“Il Nebbia Gialla a Suzzara, vicino Mantovano; poi lo scorso anno ho presentato gli scrittori tedeschi a Roma nel corso del Crimi Festival, evento dedicato alla narrativa poliziesca tedesca.Infine il Festival Lipari che si svolge sull’omonima isola e che quest'anno ha chiuso con successo la sua quarta edizione”.

 Quale genere è più di tendenza oggi?

“Direi il noir”.

 Credo che il triller/noir sia uno dei generi più difficili da scrivere per la ricercatezza della trama che deve essere fitta e articolata tra depistaggi e misteri. Mi sbaglio?

“No non si sbaglia.Si tratta di una delle strutture di romanzo più complicate da creare, soprattutto il giallo classico”.

 Qual è la differenza tra il giallo classico e noir?

“Nel Giallo c’è un omicidio e delle indagini che ricercano il responsabile, una struttura che prevede crimine, indagine e colpevole, che alla fine viene assicurato alla giustizia. Nel noir si parte dall'assassino e si indaga sulle motivazioni che lo hanno spinto a compiere il delitto. Assume importanza l'interiorità dello stesso e non sempre questo viene catturato”.

 Quando nasce il noir?

“Si parte da George Simenon con Maigret che indaga attraverso la figura del colpevole, entrando nella sua mente per capirne le ragioni, sino ad arrivare al noir più moderno. Non sempre l'assassino è un malato di mente, a parte il killer seriale”.

 Mi parli delle sue opere, dei suoi personaggi...

“Ho scritto racconti di antologia, la mia detective si chiama Alice Belvedere”.

 Anche i nomi hanno la loro importanza?

“Alice è ispirato ad Alice nel paese delle meraviglie, che amo molto, e Belvedere è un nome calabrese che nel contempo mi consente un bel gioco di parole perché lei molto bella, ma anche una brava professionista”.

 Dove sono ambientati i suoi racconti?

“Il primo racconto è stato inserito nell'antologia Delitti d'estate ed è ambientato a Scilla; poi è nato personaggio della mia protagonista e l'ho fatta girare: Gole dell'Alcantara in Sicilia; poi Tropea e, nell'ultima storia Alice è stata a Comacchio”.

Lei è anche curatrice di antologie, giusto? Quando ha iniziato?

“Ho iniziato nel 2012 per l’editore calabrese Falco, con l’antologia Vento noir, che vedeva protagonisti i venti: scirocco, maestrale, tramontana… che in un certo qual modo avevano a che fare col crimine. In quell’antologia c’era anche il contribuito di Maurizio De Giovanni che ha scritto racconto ambientato in Sicilia con lo scirocco, appiccicoso e umido;sa i venti creano quella confusione mentale che può spingere a commettere follie... L’anno successivo ho dedicato la raccolta agli animali, poi Crimini Sotto il sole, Meglio non morire d'estate e, infine, Omertà, della casa editrice L’erudita di Roma.

 Omertà? Un argomento importante…

Si, quest’ultima è un’antologia a cui tengo molto, che contiene in particolare un racconto di Francesco Caringella; ritengo sia un argomento molto importante da affrontare con i giovani, infatti è stata presentata in tante scuole, perché col termine omertà non si deve pensare solo a quella mafiosa ma a quella che si insinua nelle scuole, nelle professioni etc”.

 Come lavora per la realizzazione delle antologie?

“La prima cosa da fare per dar vita ad un’antologia è identificare la tematica, poi individuare gli scrittori da coinvolgere, infine metto insieme i racconti inediti”.

 Mi ha parlato di lezioni agli studenti delle scuole superiori, ecco, vorrei affrontare l’argomento giovani e il loro interessealla lettura. Il giallo forse potrebbe essere uno strumento per avvicinarli al mondo della letteratura, stimolandoli e facendo leva sulla loro curiosità?

“Devo dire di sì. Personalmente ho avuto bellissime esperienze nelle scuole, medie e superiori, tenendo lezioni sul giallo, e devo dire che ho visto un buon interesse.Il mistero incuriosisce”.

Ci vorrebbero racconti dedicati in maniera specifica ai ragazzi?

“Si, alcuni thriller potrebbero non essere adatti a loro, ma l’editoria italiana offre tantissimo per bambini e per ragazzi. Comunque la fascia di età che risulta leggere meno è quella dopo i diciotto anni”.

Parliamo di concorsi, neanche questa interessante esperienza manca all’appello dei suoi numerosi impegni professionali…

“Si, ho fatto parte di giurie di editi e di inediti, ho avuto modo di leggere tanti autori, alcuni anche amici, e ho espresso il mio parere”.

 Su cosa si basa per esprimere la sua preferenza?Si fa trasportate dall’emozione che il libro trasmette o ne guarda la struttura e la tecnica in modo oggettivo?

“Entrambi. Mi lascio trasportare dal cuore ma presto attenzione anche alla struttura narrativa, alla tecnica e alla trama. Il fattore tecnico non può essere trascurato”.

Quando uno scritto diventa romanzo di successo?

“La tecnica narrativa, come dicevo, è indispensabile. Poi è innegabile che ci siano scrittori che hanno un loro talento innato, che non si impara e non si insegna, è un quid in più. Azzeccare un personaggio, poi, è fondamentale, facendo breccia nel cuore del lettore”.

 Propositi e progetti?

“A parte ciò che già fa parte della programmazione della mia attività mi piacerebbe avvicinare Reggio Calabria a Messina, con un ideale ponte giallo che consenta intensi e interessanti scambi culturali tra le due città”.