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Venerdì, 17 Agosto 2018

I tesori enogastronomici calabresi alla ribalta dei media. Il ricchissimo paniere dei gioielli agroalimentari negli articoli del New York Times, Le Parisien e La Repubblica

Il tesoro enogastronomico calabrese vede finalmente la luce e riceve la giusta attenzione dai media nazionali e internazionali, dopo essere stato menzionato nell'articolo del New York Times del 2017 che ha inserito la Calabria come l'unica regione italiana della classifica delle 52 mete turistiche imperdibili, consacrandola alla 37a posizione per le sue bellezze paesaggistiche e per la sua straordinaria tradizione enogastronomica.

Un riconoscimento della pietra miliare del giornalismo internazionale che non è rimasto isolato ma anzi ha dato vita a un interesse verso il ricchissimo paniere dei gioielli agroalimentari, tenendo presente che sono ben 269 i prodotti calabresi inseriti nell’elenco Pat del Mipaaf, da parte di altre autorevoli testate come 'Le Parisien', 'La Repubblica' e prestigiosi settimanali nazionali, giornali on line o reti televisive d’eccellenza.

Scrivere e parlare di cibo è l’occasione per raccontare se stessi agli altri, per far esplorare la propria storia del territorio e scoprire l’identità dei rituali e dei gesti che danno vita ai prodotti e che accompagnano la tradizione gastronomica calabrese per come è stata già narrata in passato dallo scrittore Edward Lear, che scelse di visitare l’Aspromonte e le aree collinari di Reggio Calabria, offrendo al turista un viaggio sensoriale caratterizzato da gusti, sapori, odori, musiche, ballate e canti della tradizione popolare e proponendo la visione di un patrimonio artistico-culturale di incomparabile valore.  Dal passato ai giorni nostri, dalla tradizione alla sperimentazione gastronomica contemporanea che guarda al futuro ponendo la cucina calabrese non più basata solo sulla notissima 'Nduja e sull'incredibile produzione di Bergamotto, ma anche e soprattutto sull'agricoltura biologica e la riscoperta di vitigni autoctoni come il Magliocco, il Mantonico bianco, il Gaglioppo e il Greco.

Per Le Parisien la nostra splendida terra è calma e sublime ma è sconosciuta ai turisti. Quei turisti - tedeschi, olandesi o americani - che d’estate si danno da fare per assaggiare la sua cipolla rossa-IGP, visitando i maggiori luoghi culturali, immergendosi nelle acque turchesi delle spiagge selvagge e sabbiose. Il giornale francese evidenzia anche i tanti i punti di forza e sottolinea che tutti possono trovare delle attrattive in questa regione del Sud Italia, dal "tesoro nascosto" di Caminia Bay al "più bel chilometro d'Italia" nella città di Reggio famosa per il suo bergamotto, alle aspre montagne che raggiungono fino a 2000 m di altitudine attirando escursionisti di tutti i livelli interessati anche dai funghi o dalle bacche.

Nell’itinerario gastronomico pubblicato da la Repubblica si fa riferimento all’enogastronomia francese che non è l’unica che si può fregiare di eccellenti tartufi, bollicine o formaggi, perché la nostra Sila, cuore verde della Calabria, altopiano più grande d'Europa, è terra che merita di essere scoperta come tappa di turismo enogastronomico. La meta sciistica di pugliesi, siciliani e lucani, oltre ad avere l’aria più salubre d’Italia, è degna dei fasti della terra che fu Enotria per la produzione di uno spumante brut bianco metodo classico da uve Chardonnay coltivate a 1.230 metri d’altitudine.

Un nuovo tassello nella già ricca offerta vitivinicola calabrese, che genera ancora primati per essere la regione con più vitigni autoctoni in Europa e l’unica regione d’Italia ad avere 123 vitigni riconosciuti.

Si descrive una transumanza dalla Sila allo Jonio e di un habitat unico come il Reventino, area di tartufi e ricca di sorprese e si ha l’impressione di trovarsi in dei luoghi che non hanno ancora la consapevolezza dei propri primati e delle potenzialità, in quanto la Sila è già stata dichiarata prima riserva della biosfera in Calabria e l’Ente parco si batte per la candidatura Unesco a patrimonio mondiale dell’umanità.

Un viaggio sensoriale alla scoperta dell’offerta enogastronomica di qualità dei prodotti dop e igp, De.c.o, doc e igt e dei presidi slow food di una terra ricca di eccellenze e che ha dato anche i natali alla Dieta Mediterranea, riconosciuta patrimonio immateriale dall'Unesco per il suo equilibrio di nutrienti e il giusto apporto calorico dei cibi, che si inserisce come punto di riferimento nelle iniziative ministeriali dell’Anno del Cibo Italiano per rafforzare l’immagine della Calabria come destinazione turistica. A tal fine è stata organizzata una mostra “Abemus in cena. A tavola con i romani” al Museo Nazionale di Reggio Calabria che è stato un “invito a tavola” in un viaggio straordinario della memoria di 49 meravigliosi reperti, alcuni dei quali sono stati presentati per la prima volta al pubblico. Un connubio perfetto tra arte e cultura ed enogastronomia come motore per la valorizzazione dei territori e delle tradizioni calabresi che deve contare su una strategia mirata in un momento di forte attenzione mediatica internazionale. In questo contesto, la Regione Calabria ha presentato a The New York Times Travel Show il brand “Rosso Calabria”, finalizzato alla valorizzazione dei prodotti di qualità, dei territori e della cultura con l’ambasciatrice dell'enogastronomia calabrese nel mondo, Lidia Bastianich, scelta anche come emblema dell’italianità in America. Un primo evento nel territorio statunitense che ha dato il via a una partnership speciale allo store Eataly di New York Flatiron per promuovere più 80 prodotti agroalimentari che sono l’orgoglio di una terra ricca di storia, cultura e natura, fino ad ora solo alla portata di coloro che visitavano la Calabria.