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Venerdì, 17 Agosto 2018

Da un ‘non luogo’ a rinascita sociale. Musolino: “Non combattiamo solo le mafie, ma anche la marginalità”

Murali contro la paura. ‘Capaci’ di resistere. Questo lo slogan ideato dall’ associazione nazionale magistrati in occasione

della commemorazione della morte di Giovanni Falcone. Una location dall’alto valore simbolico, Arghillà - periferia nord di Reggio Calabria - ha fatto da scenografia ad un momento di incontro tra magistrati, associazioni e cittadini. Un connubio vincente che ha catalizzato l’attenzione di centinaia di persone ritrovatesi nella piazza don Italo Calabrò. Un quartiere, quello di Arghillà nord, scaraventato mesi fa, alle cronache nazionali per il suo degrado e per la sua concentrazione popolare di alloggi divenuta ingestibile per via dell’abusivismo e soprattutto per la crescita feroce di episodi di microcriminalità. Un servizio della trasmissione televisiva de “Le Iene” lo definì un ‘non luogo’. Ad oggi, con un processo di bonifica sociale ed urbana, portato avanti da mesi dall’ amministrazione comunale, si è restituito alla comunità un quartiere rinato e accessibile, letteralmente parlando.
Laddove il buio, l’incuria e la sporcizia regnavano sovrane adesso si respira speranza. Un percorso concluso? Assolutamente no. Tanto c’è da fare, ma altrettanto s’è fatto. E la scelta dell’Anm certamente premia lo sforzo straordinario di chi - amministrazione, parrocchia e associazioni - ha creduto nella rinascita urbana e sociale di un quartiere che respirava fumo di carcasse di automobili.
Il procuratore Nicola Gratteri: “Bellissima iniziativa. Importante aver pensato ad un evento di questo spessore in periferia. Un segnale forte. Ma accanto a questo, occorre altro per far rinascere un quartiere. Le istituzioni devono essere costantemente presenti nella risoluzione dei problemi. Dai più piccoli ai più complessi. E poi, occorre sentire ed ascoltare le esigenze dei cittadini, anche con incontri settimanali, momenti di riflessione; sentire ciò che hanno da dire per accorciare le distanze che generano periferia sociale”.
La presidente della sezione provinciale dell’Anm, Natina Praticò (Presidente sez. GIP-GUP del Tribunale di Reggio Calabria) si è impegnata affinché non si trattasse di una ‘commemorazione retorica’: “Non volevamo ricordare in modo pigro gli esempi di Falcone e di tutti i magistrati che hanno sacrificato la loro vita per una battaglia di civiltà. Ma abbiamo pensato un modo più concreto per onorarli. La mafia è un modo di essere e di agire, che trova terreno fertile in contesti di degrado sociale e urbano, nelle periferie disattenzionate dalle amministrazioni e abbandonate da tutti. Abbiamo scelto Arghillà proprio per questo. Per il suo alto valore simbolico. E la bonifica di un’area dalla quale è venuto fuori un campo di calcetto ne è fulgida testimonianza”.

Arghillà: PRIMA/DOPO

Il pm Stefano Musolino, un po' l’anima della manifestazione, impegnato a difendere i pali della squadra dei magistrati contro i ragazzi del Csi (Centro sportivo italiano), ha riconosciuto il lavoro fatto in questi mesi da parte dell’amministrazione e soprattutto da parte della comunità, responsabilizzata nel riappropriarsi civicamente di spazi comuni: “L’impatto della giornata di oggi è altissimo perché suggella un percorso di mesi costruito dalla comunità che vive Arghillà. L’impegno di noi magistrati e di professionisti che si sono spesi amorevolmente, è collaterale rispetto allo sforzo dei cittadini. Uno sforzo mirato a cambiare una dimensione sociale di degrado. L’amministrazione comunale ha fatto grandi sforzi per bonificare quest’area. Prima era una discarica a cielo aperto e adesso è una piazza decorosa. Noi magistrati, non combattiamo solo le mafie, ma anche la marginalità.”


Il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto non ha voluto mancare ad un appuntamento dall’ alto valore simbolico, anche perché creato dal basso, dal e con il mondo associazionistico. Soffermandosi tra gli stand delle realtà sociali aderenti all’ iniziativa, ha testimoniato la vicinanza dell’assemblea regionale su temi che non riguardano il passato o il presente della comunità calabrese, ma anche e soprattutto il futuro.
Il Sindaco di Reggio Calabria Falcomatà sintetizza con una metafora le politiche messe in campo su Arghillà, forti e radicali. Mai nessuno infatti, aveva investito tante risorse valoriali ed economiche su quello che molti avevano definito ‘ghetto sociale’: “Arghillà ci ricorda l'argilla. L'argilla ha una caratteristica: una volta asciutta non cambia più, la sua forma diventa "irreversibile". Il nostro compito è rimboccarci le maniche, affondarle nell'argilla ancora umida e plasmarla insieme nella consapevolezza che attraverso il rispetto delle regole - e di noi stessi - si persegue la giustizia sociale, si educa a riconoscere la bellezza, si raggiunge il progresso culturale ed economico.”
Una giornata ricca di momenti di riflessione e contenuti, artistici e letterari, come quello dell’Orchestra Giovanile dello Stretto, del gruppo Mattanza, l’intervento dello scrittore Gioacchino Criaco e il contributo emozionante di Giuseppe Lavorato ex Deputato ed ex Sindaco di Rosarno, sempre osteggiato dalla ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro.

 

Giudice Stefano Musolino

Procuratore Nicola Gratteri

Natina Praticò presidente associazione nazionale magistrati RC

Sindaco Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà