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Sabato, 21 Settembre 2019

Hi Tech e new media: il ruolo del social media manager

Chi l’avrebbe mai detto? Tante professioni cadono nel dimenticatoio, altre, invece, escono fuori, nuove di zecca pronte a diventare un tassello importante dell’economia legata al lavoro.
No, non è sicuramente un discorso prettamente italiano: nasce negli Usa ma coinvolge tutto il globo.SOCIAL MEDIA MANAGER
Si parte dal World Wide Web e dalla sua esplosione divenuta nell’ultimo decennio una esplosione “social”.
Sembrerà assurdo e divertente ma, al giorno d’oggi c’è chi pensa che i miracoli di sperimentazione partiti nel 1960 ad opera dell’Arpa, progetto del Ministero della Difesa degli Stati Uniti (la nascita dell’antesignano di internet ndr) siano, in forma riduttiva e magari puerile derivati da “faccine”, like, condivisioni ed impressioni.
Internet non è il mondo social: o meglio, internet ingloba il mondo social ma è stato trasformato in maniera chiara e diretta dal fenomeno “Facebook”, seguito dalle progettualità Google, Instagram, Linkedin, Twitter ecc. con la giusta collaborazione interattiva degli smartphone di ultima generazione.
Grazie alla divulgazione a tappeto degli stessi è nata la necessità da parte di aziende, personaggi pubblici, società sportive, associazioni no-profit, e non solo, di potenziare al meglio la cura dei social.
Un mestiere qualunque? No, un mestiere appassionante con la straordinaria voglia di lavorare H24.
Chi è il Social Media Manager? Si parte da un progetto, da un’idea, da un’identità aziendale o prettamente social.
Il Social Media Manager è quella figura professionale che cura la presenza del progetto sui social network e svolge un lavoro che non è legato forzatamente al fatto di generare profitti direttamente ma al raggiungimento degli obiettivi che cambiano in base alla realtà in cui si opera.
immagine3Cosa fa un Smm? Si occupa dei profili social e definisce un piano d’azione ed editoriale per ogni canale (che sia Facebook, Instagram o Twitter ecc.) curando nei minimi particolari i pro ed i contro delle pubblicazioni nelle svariate piattaforme.
Il Smm studia, crea contenuti e pubblica ma non prima d’aver approfondito un target e degli obiettivi precisi sui quali puntare.
Può e deve coordinarsi con chi lavora “ai piani alti”: il piano editoriale deve far conto degli stakeholders (i “famosi” portatori d’interesse), dei competitors e del budget aziendale per poi trasformarsi in un lavoro completo, creativo ed intuitivo.
Può definire i tempi, gli argomenti e i formati (testo, immagini,video o le ultra-usate Gif animate) ma nella creazione del materiale il Smm deve coinvolgere il grafico, l’editor, il copywriter (nelle versioni no-profit ed a basso costo, molto spesso è una sola persona a svolgere tutti questi compiti).
Successivamente troviamo la fase di discussione e gestione del pubblico: quando i numeri aumentano e la pagina Facebook diventa un canale di assistenza clienti “customer care”, potrebbe esserci bisogno di un community manager pronto a replicare, consigliare ed indirizzare “la platea”.
immagine4Il soggetto in questione è facilitato, negli ultimi anni dalla creazione di automi e risponditori automatici che possono rendere “meno umana” la comunicazione ma facilitarne tempistiche ed utilizzo.
Tutto questo può essere integrato per progettare, creare e ottimizzare le campagne a pagamento (Social Media Advertising), progettare piani editoriali coerenti e business-oriented (Social Media Content Curation) e così via, in una più ampia micro-specializzazione che nei grandi team digital è sempre più richiesta.
A testa alta con tanto impegno digitale, il mondo del lavoro ha nuovi e valorosi “operai digitali” da valorizzare e scoprire giorno dopo giorno, click dopo click, like dopo like.
Giovanni Mafrici