Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Venerdì, 15 Novembre 2019

Cresciamo con la rete/ecco come alcune imprese calabresi ripensano il loro business

Internet è una nuova via per rilanciare i propri brand, attirare nuove fasce di turisti e vendere all’estero. Alcuni lo hanno fatto, anche in Calabria. La regione sta vivendo un’intensa stagione di cambiamenti: dall’eCommerce a soluzioni informatiche tra le più Internet è una nuova via per rilanciare i propri brand, attirare nuove fasce di turisti e vendere all’estero. Alcuni lo hanno fatto, anche in Calabria. La regione sta vivendo un’intensa stagione di cambiamenti: dall’eCommerce a soluzioni informatiche tra le più diverse e innovative, senza tralasciare tutto il nuovo sistema delle app che permette di avere i più disparati servizi sui dispositivi mobili.eCommerce
Secondo l'indice di digitalizzazione dell'economia e della società (DESI), elaborato dalla Commissione Ue, la Calabria, riguardo all’uso di almeno un social media tra le imprese, si è posizionata saldamente al terzo posto (42,4%), dopo la provincia autonoma di Bolzano (58,9%) e il Friuli Venezia Giulia (44,3%).
Dal tradizionale sito, ormai alla portata di tutti, alle app o addirittura all’ausilio di vere e proprio figure professionali che curano la promozione sui principali social network come Facebook, Instagram, Twitter, pure le imprese calabresi si sono lanciate nel mondo di internet per arrivare a un pubblico sempre più vasto magari anche oltre confine.
Tra le diverse esperienze calabresi, si segnala il caso di Camminasila, nata nel 2012 inizialmente per operare nel settore sport e turismo del circolo di Legambiente Sila con il quale ha collaborato per alcuni anni, organizzando escursioni ecosostenibili e tante altre attività dolci per i soci.
“Successivamente – ha spiegato il presidente Antonello Martino  - ci siamo resi conto che c’era una forte esigenza di far conoscere il nostro progetto a quante più persone possibili, abbiamo quindi deciso due anni fa di costituire ufficialmente l'associazione Camminasila di San Giovanni in Fiore che si è in parte distaccata da Legambiente pur continuando a collaborare a iniziative di carattere nazionali, specializzandosi però nell’outodoor come trekking, mountain bike, ciaspole, sci di fondo, canoe... tutte attività che non hanno bisogno di infrastrutture importanti ma solo della natura”.
Camminasila è riuscita a farsi conoscere anche grazie al web.
“Siamo presenti su Facebook, Instagram e Twitter. Abbiamo un sito internet (camminasila.com) e offriamo anche un'app. Sono in tanti che ci contattano proprio attraverso le reti sociali per chiedere informazioni su dove poter svolgere alcune attività particolari o per partecipare alle nostre escursioni”.
camminasilaDella associazioni fanno, infatti, parte alcune figure professionali e lo stesso presidente, Antonello Martino, è una guida ambientale escursionistica. Questo comporta che grazieai profili sulle reti sociali, al sito, ma anche ai tanti video postati su YouTube, tanta gente a caccia di nuove ‘avventure’ sportive approdi a Camminasila. Essere così presenti su internet aiuta a farsi rintracciare facilmente.
“Per gente come noi – ha spiegato Martino -, che fa questa attività senza avere alle spalle grossi contributori, i social network sono un importante biglietto da visita come primo impatto poi il passo successivo è, ovviamente, far trovare bene quella persona che è arrivata dopo averti agganciato attraverso il web e fare bene il tuo lavoro. I social sono importanti per noi, sono una bella vetrina, la migliore pubblicità è poi però l’esperienza diretta e soprattutto è fondamentale la qualità dei servizi che si offrono”.
Essere presenti in rete vuole dire però anche sottoporsi a critiche degli utenti. “Apprezziamo ovviamente le recensioni che gratificano il nostro lavoro - sottolinea Martino - ma anche le critiche perché servono a migliorare la nostra professionalità”.
Lo scorso anno l’attività di Camminasila si è chiusa con circa 75 escursioni, accompagnando oltre 3 mila persone in tour. “Il grosso obiettivo dell'associazione – rimarca Martino - è quello di promuovere l'Altopiano silano tutto l'anno, la neve di inverno, la fioritura in primavera, il foliage in autunno...tutte le stagioni con le loro particolarità. Lo scorso anno a ottobre abbiamo, per esempio, organizzato una giornata che prevedeva un'escursione di trekking, una in mountain bike, una micologica per circa 500 persone che, grazie ai contributi che ci sono pervenuti da parte degli operatori, con un costo di solo 10 euro ha permesso di fare un'esperienza di promozione spettacolare con la possibilità anche di degustare prodotti tipici, come il caciocavallo, i salumi... Il nostro obiettivo è principalmente quello di far conoscere l'attività e invitare la gente a toccare con mano il nostro territorio che è bello tutto l’anno”.
Catarisano-1Altro interessante caso di impresa, questa volta artigiana e a conduzione familiare, diventata famosa in tutto il mondo dal Giappone agli Stati Uniti, è la Camiceria Catarisano di Catanzaro.
Antonio Catarisano ha subito posto l’accento sulle difficoltà delle aziende calabresi che nutrono grandi e ambiziosi progetti: la mancanza di aiuti e sostegno. Devono poter contare solo sulle loro forze e, dalla Calabria, fare più fatica di tanti altri per affermarsi su un mercato sempre più globale e competitivo.
“Il nostro operato – ribadisce Antonio Catarisano - che vede uno sviluppo particolarmente interessante oltre i confini del nostro Paese, è frutto di tanto lavoro”.
I Catarisano hanno un sito internet (catarisano.com) e sono presenti sui principali social network. Si sono adeguati al mutar dei tempi anche se lo zoccolo duro del loro modello di business non si fonda sulle nuove tecnologie, visto che la camiceria è nata alla fine degli anni ’60. L’impresa si pone ambiziosi obiettivi, come quello di lanciarsi nel mondo dell’eCommerce, e chissà che prima o poi non ci riesca anche se al momento il progetto è stato accantonato.
“Sarebbe per noi molto interessante – ha osservato Catarisano - sviluppare una comunicazione online associata a una piattaforma di vendita ma tutto questo fin ora ha incontrato ostacoli dovuti al fatto che comporta alti costi e senza contributi da parte regionale”.
Catarisano ha infine indicato: “Siamo stati espositori al Pitti Uomo, che nel nostro settore è la massima espressione di visibilità internazionale, ma anche in questo siamo l'unica regione in Italia per la quale le attività produttive non destinano soldi diversamente da quanto fanno altrove a supporto dei propri artigiani”. “Vive in me la speranza – ha concluso Catarisano - che in futuro i dirigenti regionali guarderanno con maggiore interesse a tutto questo e riusciranno a capire quanto importante sarebbe aiutarci”.
la-cascinaIn Calabria c’è anche chi, però, a internet deve essere riconoscente. Parliamo dell’agriturismo Cascina di Fiore, sito a San Giovanni in Fiore, di Antonello Alessio che, grazie al web, è riuscito a farsi conoscere da un ampio pubblico di clienti che arriva da molte parti del meridione d’Italia per assaggiare la loro cucina tradizionale che si basa su prodotti tipici.
“Siamo partiti nel 1996 – ha spiegato Alessio - con un'attività parallela a quella agricola: la raccolta di materie prime perché allora come oggi produciamo liquori. Nel 2009 abbiamo deciso di affiancare un agriturismo in cui proporre la nostra idea di cucina. Internet e i social network hanno influito tanto. All'inizio abbiamo avuto difficoltà ad affermarci ma poi ci siamo resi conto, soprattutto attraverso questo formidabile mezzo che è Tripadvisor (sito web di viaggi, che pubblica le recensioni degli utenti riguardo hotel, ristoranti e attrazioni turistiche, ndr), che la gente ci cercava, veniva da noi e poi scriveva delle belle recensioni. Da lì è partita quella che noi chiamiamo la battaglia social. Da Instagram a Twitter, passando da Facebook e Google, riteniamo che essere presente in rete sia estremamente importante specie per un'azienda come la nostra non facilmente raggiungibile. Abbiamo poi fatto una precisa scelta, quella di non avere un sito web ma un blog (cascinadifiore.blogspot.it) che ci permette di interagire meglio con i nostri clienti. Monitorandolo ci siamo resi conto che funziona meglio. Accanto al blog abbiamo poi una pagina Facebook e Instagram che consideriamo strumenti utili per 'far rumore'. Ovviamente il nostro lavoro è altro, facciamo ristorazione, ricerca di prodotti tipici sul territorio, ma il web ci serve per andare a caccia di nuovi turisti”.
Antonello Alessio ha indicato che “negli ultimi anni si sta registrando un turismo altalenante in Sila. C'è un flusso importante che proviene dalla Sicilia, ma anche dalla Puglia, che frequenta l’altopiano silano in primavera e autunno, parliamo di 30-40 persone al giorno, che però in inverno scompare perché gli impianti sciistici vicini a noi, quelli di Lorica, sono fermi. Abbiamo anche un pubblico del crotonese, pure questo oscillante negli ultimi dieci anni considerata la crisi. La nostra battaglia punta però al cliente cosentino. Ed è proprio qui che facciamo la nostra battaglia, perché vogliamo spingerlo a non fermarsi, come fa di solito, a Camigliatello. Internet ci serve anche a questo: far capire che a San Giovanni in Fiore c'è qualcuno che propone la cucina alternativa. Sì, perché il termine ‘piatto tipico’ è ormai abusato, noi invece vogliamo proporre una cucina territoriale che guarda alla tradizione usando prodotti tipici ma che porta in tavola piatti completamente rivisitati. Il turismo che arriva da noi è perlopiù meridionale tranne che per alcuni gruppi che si fermano per sostare lungo il tragitto che dall'autostrada li porta solitamente sulla costa ionica. San Giovanni in Fiore gode di questa posizione che gli permette di avere anche turismo di passaggio. Questa è la ragione per cui il web è per noi fondamentale, perché ci permette di farci conoscere e indicare come raggiungerci tra le montagne”.
Anche se lo scorso anno l’Italia si è piazzata al 25° posto tra i 28 paesi dell’Unione europea, evidenziando ancora un forte gap nell’utilizzo delle tecnologie ICT, le piccole imprese avanzano, anche in Calabria.