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Mercoledì, 13 Novembre 2019

400 nuovi giovani imprenditori in agricoltura. Le opportunità del Programma di sviluppo rurale 2014/2020

Giovani ed agricoltura: un difficile ricambio generazionale dovuto ad ostacoli tecnici e finanziari, ma anche uninteresse in crescita da parte degli stessi giovani, che pensano ad un “ritorno” al settore primario come prospettiva di lavoro. E’ questo il quadro che la Giovani ed agricoltura: un difficile ricambio generazionale dovuto ad ostacoli tecnici e finanziari, ma anche uninteresse in crescita da parte degli stessi giovani, che pensano ad un “ritorno” al settore primario come prospettiva di lavoro. E’ questo il quadro che la Calabria offre di due mondi che si incontrano, tra criticità, nuove strategie ed opportunità.

Il ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina con il presidente della Regione Mario Oliverio Il ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina con il presidente della Regione Mario Oliverio


La sfida che si richiede ai giovani che vogliono impegnarsi nel mondo agricolo è quella di immaginare e progettare l’intersezione tra ambiente, agricoltura e turismo, attraverso approcci e modalità di lavoro innovativi. Per riuscire a fare impresa oggi, in ambito rurale, serve, infatti, una cultura imprenditoriale diversa, capace di assumersi dei rischi, di lavorare in rete, di cogliere le opportunità che offrono il web e la dimensione del mercato internazionale. Serve che i giovani imprenditori agricoli mirino alle nuove agricolture, in quanto la sola produzione di beni, se pur di qualità, non è più sufficiente, mentre vincenti risultano le formule aziendali in grado di integrare la produzione con l’offerta di servizi, come le fattorie didattiche, le fattorie sociali, gli agriturismi. Inoltre, l’intersezione tra rispetto dell’ambiente e della biodiversità, tra agricoltura e promozione del territorio, crea un terreno fertile per lo sviluppo del turismo rurale. Ed ancora, il settore agricolo da sistema chiuso deve diventare sistema aperto, sfruttando al massimo la caratteristica insita nell’attività agricola, ovvero la tensione allo sperimentare, all’innovazione. Ai giovani imprenditori agricoli calabresi tocca cogliere questa sfida e per farlo la Regione Calabria ha valuto dare loro un valido strumento: il Psr 2014 – 2020. Il Programma di Sviluppo Rurale, approvato dalla Commissione Europea il 20 novembre 2015, è lo strumento di programmazione comunitaria che permette alle singole regioni italiane di sostenere e finanziare gli interventi del settore agricolo- forestale regionale e accrescere lo sviluppo delle aree rurali.agricoltura2 L’Unione Europea ha messo a disposizione della Regione Calabria risorse finanziarie pari a € 1.103.562.000,00, offrendo a tutti i potenziali beneficiari la possibilità di aumentare la competitività del settore agricolo e forestale del territorio. Il bilancio che si tratteggia dopo i primi otto mesi di attivazione del Psr 2014-2020 della Regione Calabria, ad oggi, è decisamente positivo: 14 bandi, tra i quali 8 aperti e 6 chiusi, che stanno rendendo operative le 14 misure attorno alle quali si articola il Programma. Numeri che supportano e incoraggiano un’agricoltura sostenibile che sta alla base della politica comunitaria e che l'amministrazione regionale ha inteso intraprendere. «Si è capito che partire dall’agricoltura è importante – commenta il consigliere regionale Mauro D’Acri, delegato al settore Agricoltura – e il Psr è uno strumento di sostegno alla crescita, all'innovazione, alla ricerca di nuove strategie imprenditoriali e sbocchi commerciali. Nella sua stesura abbiamo guardato al territorio da Reggio Calabria sino al Pollino, formulando un Programma che guarda a tante priorità diverse: sviluppo delle aree interne, biologico, giovani, Comuni, forestazione, informazione, ricerca ed altro ancora.

Il consigliere regionale Mauro D’Acri Il consigliere regionale Mauro D’Acri


I bandi sono informatizzati per avere la massima trasparenza – continua D’Acri - chi decide di concorrere può già valutare il proprio progetto e sapere se potrà ambire ad essere finanziato, attraverso una procedura informatica che guida l’utente. I progetti che riguardano il Psr non tengono conto soltanto dell’agricoltura in senso stretto ma anche delle attività correlate come ad esempio le antiche botteghe e difatti saranno circa 200 le attività extra agricole che punteranno alla rivalutazione dei centri storici calabrese». A testimoniare un’attivazione di successo del Programma di Sviluppo Rurale 2014 -2020 della Regione Calabria sono anche i numeri del Rapporto Svimez 2016, con il dato di grande rilevanza per il comparto agroalimentare calabrese che riguarda l’incremento dell’occupazione, unico settore nel quale il numero di nuovi posti di lavoro è cresciuto rispetto all'anno precedente del +1,3%, evidenziando anche come l’imprenditorialità giovanile agricola sia in netta crescita con quasi 20 mila imprese nate al Sud nei primi mesi dell'anno scorso. «La regione Calabria – conclude Mauro D’Acri - ha insediato oltre 400 nuovi giovani imprenditori, che, a loro volta, hanno creato nuove opportunità di lavoro e sviluppo, favorendo incremento occupazionale e crescita del Pil. Oltre al duro lavoro di questa Giunta Regionale e del Dipartimento Agricoltura, c’è da sottolineare che l’agricoltura calabrese ha reagito bene alla congiuntura negativa, grazie anche alla forte determinazione e serietà di tante aziende calabresi».