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Sabato, 17 Agosto 2019

Mangialavori (CdL): “Chiusa la sede vibonese di Fincalabra, provincia sempre più penalizzata”

“Una Calabria sempre più depauperata ed una provincia di Vibo ignorata dai processi politici regionali, in alcuni casi incomprensibilmente penalizzata”. Ad affermarlo è il consigliere regionale Giuseppe Mangialavori.

Giuseppe Mangialavori (Casa delle Libertà) Giuseppe Mangialavori (Casa delle Libertà)


L’esponente della CdL in Consiglio regionale ricorda che “da circa 14 anni esisteva a Vibo un ufficio della Fincalabra. Presidio che ha rappresentato un riferimento importante nell’ambito della progettazione sui bandi e sui fondi europei. L’assistenza tecnica e l’informazione rese alle imprese del comprensorio vibonese hanno prodotto molti risultati positivi sull’economia. Ciò nonostante, con una comunicazione di qualche giorno addietro, l’ufficio è stato chiuso e la relativa attività trasferita presso la sede di Catanzaro”. “Se, in linea di principio, va accolto positivamente ogni processo di riforma teso alla razionalizzazione delle risorse e ad una maggiore efficienza del funzionamento degli enti regionali, la decisione adottata dall’attuale compagine di governo regionale non sembra tuttavia proiettarsi in questa direzione” - lamenta il consigliere. “Non si comprendono le ragioni di fondo. L’ufficio, infatti, era ospitato nella sede dell’immobile regionale presente su Vibo e quindi non comportava nessuna spesa aggiuntiva. Due gli unici risultati ottenuti: la privazione, per le imprese, di un utile riferimento locale e il disagio collegato al trasferimento dei dipendenti. Vantaggi, nessuno. Risparmi, irrilevanti. Ma, la circostanza davvero incomprensibile, è comprendere per quale ragione, su scala regionale, sia stato chiuso soltanto l’ufficio vibonese. Nei prossimi giorni - conclude Giuseppe Mangialavori - valuteremo l’ipotesi di un approfondimento politico presso le sedi istituzionali deputate. Mi auguro che i rappresentanti regionali eletti nel vibonese si facciano interpreti delle legittime istanze del nostro territorio e si uniscano in questa battaglia perché si possa presto giungere ad una revisione della decisione assunta”.