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Mercoledì, 16 Ottobre 2019

Erosione delle coste: "Situazione peggiorata". Parla Lupia Palmieri, "penna d'oro" Zanichelli

“Ho amore per la nostra terra, ma ho anche un tantino di rabbia per certe situazioni di elevatissimo rischio che sono trascurate in una maniera da incoscienti” con questo parole il prof. Elvidio Napoleone Lupia Palmieri parla della Calabria che conosce molto bene non solo perché è la sua terra, ma perché vi ha a lungo lavorato su scala nazionale.

Il prof. Elvidio Lupia Palmieri è nato a Lamezia Terme ed è attualmente professore ordinario in pensione presso La Sapienza Università di Roma. Il prof. Elvidio Lupia Palmieri è nato a Lamezia Terme ed è attualmente professore ordinario in pensione presso La Sapienza Università di Roma.


Infatti conosce con attenzione ogni singolo angolo delle nostre coste, in quanto da geomorfologo ne ha studiato con profitto e interesse il fenomeno connesso all’erosione delle spiagge. La sua rabbia sfocia dal fatto che nessuno ha mai preso effettivamente in considerazione i veri rischi di questo fenomeno, ignorando tutti gli studi e le ricerche esistenti. Il professore Lupia Palmieri è professore ordinario presso La Sapienza, Università di Roma, ma il suo curriculum ha fatto di lui uno di quei calabresi che hanno portato lustro e prestigio alla Calabria con i suoi studi e il suo brillante percorso scientifico oltre che accademico. Laureato in scienze geologiche, è considerato uno dei maggiori studiosi in ambito nazionale e internazionale per quanto riguarda la geomorfologia quantitativa. Ma non solo, oltre ad essere stato Preside della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali della Sapienza è una “penna d’oro Zanichelli” per i suoi libri di testo che sono tra i più studiati e adottati dagli istituti superiori in Italia, con oltre un milione e mezzo di copie vendute.

Professore, lei ha avuto un brillante percorso di studi, che in qualche modo l’ha visto entrare nella Sapienza come studente, per poi diventare docente e poi Preside della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, nonché prorettore dello stesso ateneo fino al 2008. Quanto ha portato con sé della Calabria e dell’essere calabrese in questi anni?

<<La mia “calabresità”, se cosi si può dire, penso che si riveli innanzitutto nel rapporto che ho con gli studenti. Infatti come d’altronde fanno la gran parte dei calabresi, ho con i miei allievi un rapporto amicale, e se abbiamo tanti difetti come calabresi, su questo non c’è dubbio, credo che la nostra apertura verso gli altri sia qualcosa di eccezionale così come l’ospitalità nella quale per tradizione poi si trasforma questo approccio. Inoltre il mio essere calabrese lo manifesto anche e soprattutto non cercando di nascondere il mio tono e non mi dispiace affatto che si sente l’accento del sud quando parlo. Inoltre anche nei miei ruoli di responsabilità, sia come preside, che come prorettore, che come fondatore del Dipartimento di Scienze della Terra ho sempre fatto emergere il mio carattere forte, nel senso che non sono un calabrese focoso, però un calabrese che tende a portare avanti le cose con notevole impegno e grinta.Erosione costirera3 Si, la determinazione, ecco cosa ho portato con me della Calabria. La determinazione e non la convinzione. Io poi tra l’altro quando vado giù continuo a parlare in dialetto ed anche questa è una cosa che ormai si sta perdendo. >>

All’interno della comunità scientifica nazionale ed internazionale le ha un ruolo molto importante, come testimoniano anche le sue oltre 200 pubblicazione. Le sue ricerche hanno mai avuto come oggetto di studio la Calabria?

<<Si, certo. In particolare per quanto riguarda lo studio della dinamica dei litorali e delle coste. Io ho diretto un progetto finanziato dal Consiglio Nazionale della Ricerca negli anni Ottanta e ci siamo interessati soprattutto dei problemi delle dinamiche delle spiagge studiando il fenomeno che allora si cominciava a rilevare preoccupante dell’erosione e della riduzione del litorale. Abbiamo pubblicato parecchi lavori e in questo progetto nazionale che riguardava tutti i litorali italiani, sono state scelte tre aree campione: una la Tirrenica Settentrionale, una la Tirrenica Meridionale (la Calabria in particolare) ed una Adriatica. Io ero coordinatore per il settore geomorfologico e geofisico del gruppo di ricerca che lavorava proprio in Calabria e che esaminava tutto il litorale tirrenico e anche quello ionico in verità, mettendo in luce il fenomeno di erosione che stava portando alla riduzione delle spiagge. Il progetto è durato per diversi anni esono state pubblicate anche delle carte con lo stato della ricerca. Purtroppo la situazione ultimamente è molto peggiorata. >>

Appunto, anche senza essere dei cultori della materia, sappiamo bene che il territorio calabrese è fortemente toccato dalla tematica del dissesto idrogeologico. Qual è la situazione attuale?

osservare e capire la terra copertina libro<<La situazione per tutti i litorali calabresi in genere è davvero disastrosa. Soprattutto buona parte del litorale tirrenico della Calabria soffre di questo fenomeno che ha iniziato a manifestarsi in particolare nella parte settentrionale verso sud, partendo da Praia a Mare a scendere. Il fenomeno si è andato via via estendendo sempre più giù ed è in particolar modo evidente nella zona di Falerna. Mi sono occupato a lungo di questa questione e non abbiamo mai mancato di informare sulla situazione degli studi in corso le autorità amministrative delle diverse aree in cui lavoravamo, comunicando io personalmente l’avvio e il proseguo delle indagine a tutti i comuni, alle provincie e alle regioni per trasferire via via le conoscenze a chi poi ha la responsabilità della gestione del territorio, offrendo loro la possibilità di collaborare, ma non chiedendo fondi perché già li avevamo. In tal modo offrivamo loro, in particolar modo ai tecnici dei vari uffici, la possibilità di partecipare e assistere ai nostri lavori, ma non ho mai avuto una risposta.
Il problema sul piano operativo è stato trascurato per molto tempo anche perché i nostri studi non miravano a fare dei piani esecutivi, ma erano di base per la progettazione di eventuali azioni per frenare il fenomeno o eliminarlo del tutto. Comunque sono studi che sono stati pubblicati e che rimangono reperibili e consultabili in qualsivoglia momento, inoltre non costano nulla perché noi abbiamo lavorato per lo Stato, per la ricerca e per l’università. La situazione è drammatica, io me ne continuo ad interessare non tanto attivamente come prima, ma ci sono i miei allievi che continuano a lavorare in varie zone, in particolare sul Golfo di Sant’Eufemia. >>

Quando è arrivata la Medaglia d'Oro della Repubblica Italiana ai benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte?

Il prof. Lupia Palmieri è stato insignito della Medaglio d’Oro della Repubblica Italiana per i Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’arte. Ha ricevuto inoltre anche il premio Penna d’Oro Zanichelli per il milione e mezzo di copie del suo libro vendute Il prof. Lupia Palmieri è stato insignito della Medaglio d’Oro della Repubblica Italiana per i Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’arte. Ha ricevuto inoltre anche il premio Penna d’Oro Zanichelli per il milione e mezzo di copie del suo libro vendute.


<<Questo premio mi è stato conferito circa dieci anni fa per la mia opera scientifica di diffusione della cultura perché ho tra l’altro realizzato una serie di libri per gli istituti superiori e per i primi anni dell’ Università. Inoltre, proprio in questi ultimi anni, stiamo realizzando dei libri multimediali, con una parte sul cartaceo e una parte poi da consultare online. Questo riduce notevolmente i costi per le famiglie perché chi compra il libro lo paga meno e poi trova tutti gli esercizi, le animazioni e i video complementari sul sito. E questi libri, scritti con imiei colleghi, sono quelli di gran lunga più adottati in Italia. Merito anche della casa editrice. Ed ecco dunque che la Medaglia d’Oro l’ho avuta per meriti scientifici e didattici.>>

E invece il premio “Penna d’Oro Zanichelli”?

<<La Penna d’Oro Zanichelli l’ho ricevuta nel 2005 perché uno dei nostri libri in particolare è arrivato alla sua sesta edizione con un milione e mezzo di copie vendute e che considerate le copie in omaggio e l’usato, significa che nel 2005 almeno due milioni e mezzo di persone hanno studiato tra le sue pagine. Di questo ne vado molto fiero.>>

Essere calabrese che pro e contro ha avuto per lei? Parliamo ovviamente a livello di opportunità anche collegate alla mancanza di sbocchi nella nostra regione o l’opportunità di fare carriera.

<<Io mi sono allontanato dalla Calabria dopo la maturità, che ho fatto a Nicastro per l’esattezza, e non avevo nemmeno 18 anni. Mi sono allontanato nel senso che ho fatto l’università e facendo una facoltàe un corso di laurea scientifico dovevo stare a Roma, anche se naturalmente per tutte le festività tornavo a casa, ma la maggior parte del mio tempo lo trascorrevo nella Capitale. Ormai è da più di 50 anni che si può dire che sto più tempo a Roma che in Calabria, ma ho ancora un legame forte, io sento le radici. Ci sono calabresi che le sentono e altri no, anche se devo dire che normalmente forse i calabresi le sentono più di altre persone provenienti da altre regioni d’Italia. Erosione-costa4Per di più non solo sento il legame con la terra, ma avendo anche una famiglia numerosissima mi reco in Calabria frequentemente. Ho amore per la nostra terra, ma ho anche un tantino di rabbia per certe situazioni di elevatissimo rischio che sono trascurate in una maniera da incoscienti. Questo rischio delle spiagge è una realtà che dovrebbe essere una forte ricchezza perché le spiagge da sempre attirano e dovrebbero attirare non solo il turismo locale, ma anche quello che viene da altre regioni o da altri paesi del mondo. Invece con l’erosione e la diminuzione della spiaggia con il fenomeno corrosivo si crea un danno economico. E di questo chi se ne interessa? Per non parlare del rischio sismico che non è evitabile, ma contenibile. La Calabria è ad alto rischio sismico, non me ne sono occupato in prima persona, però è un problema che conosco e di cui ne scrivo sui libri. Ormai l’ingegneria anti-sismica ha raggiunto importanti traguardi per poter intervenire sulla messa in sicurezza di edifici che non sono stati costruiti in maniera adeguata, ma il problema continua a essere ignorato e il terremoto prima o poi arriverà. Queste cose i nostri governanti continuano ad ignorarle . E’ un dolore atroce per me, da Calabrese, vivere sapendo tutto questo. Chi ci governa ha l’obbligo di non ignorare questo problema e se certe cose si possono risolvere, vanno risolte. Questa è la situazione.>>