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Domenica, 20 Ottobre 2019

“Caciocavallo cantato”. Voltarelli racconta l’erranza

Beh, certamente questo libro è da ascoltare. E la musica è da leggere, tra le righe. I verbi sono interscambiabili quando la proposta è così coinvolgente: un romanzo cantato. “Caciocavallo di bronzo” è il romanzo di esordio di una delle Beh, certamente questo libro è da ascoltare. E la musica è da leggere, tra le righe. I verbi sono interscambiabili quando la proposta è così coinvolgente: un romanzo cantato. “Caciocavallo di bronzo” è il romanzo di esordio di una delle figure più eclettiche dello scenario musicale calabrese, Peppe Voltarelli. Originale nella formula e nei contenuti, Peppe Voltarelli definisce il suo romanzo identitario. Onesto. Di viaggi. “Una mappa alternativa della Calabria” sottolinea la casa editrice Nuovi Equilibri Stampa Alternativa. In un viaggio tra i luoghi della memoria collettiva si muovono personaggi fuori dagli stereotipi in cerca di riscatto. In una Calabria dove il talento è un disvalore si cerca una fuga verso l’altrove. Il caciocavallo diventa il simbolo della riscossa e il bronzo il colore di una vittoria che non arriva mai. Nei diciannove episodi che compongono il libro in cui la musica fa da collante e da colonna sonora, l’autore celebra la sua terra dentro e fuori se stessa. E racconta l’erranza. In un clima divertente la musica tira le fila di storie di una calabresità frammentata. Da generazioni. In Italia e nel mondo.

Perché un libro?

Conobbi Marcello Baraghini di Stampa Alternativa nel 2002 durante la mia collaborazione con Claudio Lolli e rimasi folgorato dalla sua energia creativa. Da tempo parlavamo di collaborare e sono felice che questo momento sia arrivato.

Chi sono i personaggi delle tue storie?

Amici, viaggiatori, “attraversatori” di confini, architetti e appassionati di sport, baristi, editori, prestigiatori  e giornalisti di provincia. C'è anche parte della mia famiglia.

Il talento come disvalore (in Calabria). Perché questo destino?

Argomento delicato. Se tutti mettono lo stesso jeans e lo stesso paia di scarpe è facile essere un alternativo. Se tutti leggono lo stesso libro oppure non leggono nessun libro, leggere potrebbe provocare dei problemi. Credo sia un fatto di orizzonti. E’ innegabile che il nostro paese viva una deriva culturale verso il basso, ma non serve a niente accusare e basta. Bisogna lavorarci e impegnarsi per spostare gli equilibri anche a questo serve il talento.

Anche la tua, come nelle storie del tuo libro, è stata una fuga verso l’altrove in cerca di riscatto?

Peppe Voltarelli photo Fabrizio Fenucci


Preferisco pensare che la mia sia una scelta volontaria. Ho sempre amato viaggiare e farlo per lavoro è una grande fortuna. Alcuni trasferimenti e alcune mete servono a riscattarti, a dare altre possibilità economiche e sociali. Diciamo che esiste il lato entusiasmante dell'emigrazione.

Definisci il tuo libro identitario. Quanto c’è di te nel dolore dell’erranza, seppur raccontata in toni divertenti?

L'erranza fa parte del tuo carattere. Se il dolore degli abbandoni diventa poesia non fa più male ma conforta, forse a questo servono le canzoni. Le storie del libro sono uno scavo continuo, una lettura al contrario della dinamica edilizia calabrese (rido) come se per ogni piano abusivo ne esistessero dieci in profondità che ne raccontano le sfumature recondite.

Usi la simbologia. Il caciocavallo, il bronzo. Per descrivere emozioni forti. Come la rassegnazione, per esempio. Perché qui non si vince mai?

Vincere è autoreferenziale. E’ una roba a tempo. La vittoria ha una data di scadenza molto breve, un anno, quattro anni, una settimana. La sconfitta, oppure il terzo posto, fanno pensare per decenni interi come quei cantieri che sono in costruzione da quarant’anni. Credo che esista un godimento profondo che accompagna la sconfitta molto più forte della vittoria.

La Calabria geografica del tuo libro non ha i confini delle nostre mappe. Ma si identifica in un luogo sconfinato di storie in giro per il mondo. Sono storie di nostalgia o di abbandono? Qual è il sentimento dominante che hai intercettato nei tuoi viaggi?

I calabresi nel mondo sono orgogliosi e romantici. Quando arrivano li riconosci dallo sguardo e dalla camminata.

Nell’oscillazione tra il desiderio di andare o restare. Cosa suggeriresti tu oggi ad un calabrese che non sa che strada prendere per affermarsi?

Consiglio di andare restando leale con la propria storia anche nel momenti di difficoltà.

Parliamo di musica. È nata prima la musica o il romanzo?

Peppe Voltarelli photo Fabrizio Fenucci


Questo libro è complementare ad una nuova raccolta di canzoni originali che sarà pubblicata quasi in contemporanea. La musica sta dentro al romanzo. In ogni capitolo ci sono stralci di canzoni mie e di altri autori. Questo romanzo è cantato da molte voci: Otello Profazio, Mino Reitano, Buttitta, Ferrè, Nicola Di Bari.

Quali sono i brani scelti e le atmosfere scelte per questo lavoro?

Il terreno è quello della canzone d'autore. Ci sono due brani in dialetto, uno pianoforte e voce. In una canzone c'è la voce di una cantante lirica, c'è un valzer e molti testi autobiografici.

Ti vedremo presto in Calabria per la promozione del tuo libro. Che emozione ti da questa nuova esperienza  e questo nuovo rapporto con il tuo pubblico?

Tornerò a presentare il libro in Calabria nelle librerie e nelle scuole in questa primavera. Sono curioso di girare le  province dove è ambientato il libro e di incontrare la gente. Questa cosa mi da speranza e gioia come un bambino che torna a casa.

Per concludere, in questo momento della tua vita con un’identità artistica molto forte, grandi ed importanti collaborazioni, ottime recensioni, significative esperienze cinematografiche ed oggi anche un libro, dove ti porta la fantasia?

Mi piacerebbe che qualche paese calabrese sposasse l'idea di costruire davvero il monumento Caciocavallo di Bronzo.

www.peppevoltarelli.net

www.stampalternativa.it