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Domenica, 20 Ottobre 2019

Il Ministro dell’Istruzione Carrozza “Il Museo della Magna Grecia è una grande opportunità”

Sono in tanti i dirigenti scolastici calabresi ad accogliere il Ministro della Pubblica Istruzione Maria Chiara Carrozza nel Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci di Reggio Calabria. Un incontro frutto di una scelta politica, presentare gli obiettivi della proposta di riforma Sono in tanti i dirigenti scolastici calabresi ad accogliere il Ministro della Pubblica Istruzione Maria Chiara Carrozza nel Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci di Reggio Calabria. Un incontro frutto di una scelta politica, presentare gli obiettivi della proposta di riforma della scuola a cui il governo sta lavorando e condividerne metodi e finalità.

Il ministro della Pubblica Istruzione Maria Chiara Carrozza e Lella Golfo (photo Adriana Sapone)


Cogliere le criticità ma anche gli aspetti di eccellenza per strutturare un programma organico di interventi a misura delle esigenze specifiche che si articoli però su un'unica matrice comune: la mission. Rendere gli studenti felici. E’ questa la formula proposta dal ministro Carrozza per richiamare la classe dirigente alle proprie responsabilità e focalizzarsi sui macro obiettivi per superare le ataviche divisioni tra categorie che ha sempre contraddistinto il dibattito interno alle riforme della pubblica istruzione. Il Ministro prospetta e chiede una visione unitaria perché generi, a cascata, benefici su tutti i soggetti coinvolti. “Sono molto felice di questo incontro senza i filtri dei giornali. Perché spesso l’attenzione mediatica si concentra su aspetti a discapito di altri altrettanto importanti, come il lavoro che quotidianamente portiamo avanti. Certo, mi rendo perfettamente conto che il momento politico sia molto difficile e che le notizie possano disorientare e comprendo che serpeggi la sfiducia. Ma vi rassicuro, ci sono tante persone che a Roma stanno lavorando alla Costituente della Scuola, un progetto a cui tengo moltissimo che coinvolge gli uffici scolastici regionali e soprattutto la scuola”. Il Ministro definisce la Costituente della Scuola strumento di riflessione condivisa, che serve a pensare e ripensare alla scuola, non a rivoluzionarla. Ma richiama al senso di responsabilità sulle scelte. Anche nella considerazione del fatto che toccherà all’Italia la presidenza del consiglio della scuola europea. “Dobbiamo avere il coraggio di affrontare questa leadership ed occuparci di domande importanti”. Ed in tal senso accenna alla formazione ed alla progressione delle carriere degli insegnanti e sottolinea “Dobbiamo riflettere su quali materie eliminare e quali ripristinare. E forse qualche materia la dobbiamo reintrodurre, come la Storia dell’arte, per esempio”. Alla base di ognideterminazione invoca un principio regolatore, la programmazione. Motore di una scuola moderna che applichi un linguaggio contemporaneo. Una programmazione che riguardi tutti i livelli e che diventi una mentalità.

Il tavolo dei lavori (photo Adriana Sapone)


Significativo in tal senso il richiamo all’invito che il presidente Barack Obama ha rivolto agli studenti americani “Non usate il cellulare per giocare ma per programmare”. Il Ministro si sofferma sulla Scuola Media Unica e sottolinea come sia arrivato il momento storico per ripensare a una grande scuola con una riforma che non vada calata dall'alto, ma che possegga risposte a contenuti significativi come quello dell'autonomia scolastica. Ed in merito sottolinea: “Il Ministero non può essere competente anche per le pulizie - e sul punto si rivolge ai dirigenti regionali calabresi e chiede - I livelli di governo della scuola devono cambiare? Voi siete i livelli di governo, riflettete perché siete i migliori artefici e pensatori da cui ci aspettiamo una grande risposta”. E nuovamente il richiamo alla responsabilità del ruolo: “La qualità della scuola dipende anche dal dirigente scolastico, nonostante non abbiate fondi. I bravi fanno la qualità e danno valore alla scuola. È il dirigente capace che sa scegliere bene gli insegnanti, sa gestire e amministrare”. È forte il messaggio che il Ministro rivolge alla classe dirigente calabrese. Eppure semplice nel suo significato essenziale. Restituire alla scuola e all’istruzione la centralità politica che le spetta. “Il futuro della scuola dipende da come noi e voi affronteremo il tema. In passato è stato trattato in modo frammentato sugli interessi di categorie di persone. Dobbiamo fare lo sforzo di vedere unitariamente l'obiettivo primario che è quello della felicità degli studenti. Se partiamo dalla missione allora gli effetti saranno positivi per tutti. Mi aspetto che i dirigenti facciano la loro parte. Dobbiamo ottenere - continua - che non esista un partito o un governo che non abbia la scuola come elemento trainante della politica”.
Altrimenti non si possono neanche ottenere le risorse necessarie, in particolare in uno scenario politico di tagli agli sprechi.

I dirigenti scolastici calabresi all'incontro col ministro Maria Chiara Carrozza (photo Adriana Sapone)


In tal senso anche la Costituente della Scuola fa la sua parte. “Abbiamo istituito un comitato di spending review per investire bene le risorse e rendicontarle ai cittadini, perché viviamo sulla loro tassazione”. Conclude con tre messaggi chiari e distinti. Col primo chiede ai dirigenti di aprire la scuola alla cittadinanza e, viceversa, fare entrare il senso di cittadinanza nella scuola: “Sono qui per dirvi che tra le strade possibili ho scelto la Costituente perché credo nel coinvolgimento globale della società civile. La scuola è il riflesso della società civile. Funziona bene quando è partecipata dalla città che deve usarla per lo sviluppo del senso della cittadinanza. La scelta della Costituente è rischiosa ed è una sfida. Vi coinvolge a tre livelli. È un rovesciamento totale della percezione che si ha del ministro e delle modalità che sono state finora adottate. Il mio ruolo qui a Reggio Calabria è quello di far capire l'importanza del coinvolgimento della collettività nella scuola”. Col secondo messaggio chiede ai dirigenti di sposare la mission. Combattere quindi la dispersione scolastica e l'abbandono. Rendere gli studenti felici rispetto al percorso scolastico e valorizzare la motivazione sulle scelte formative e professionali perché si arrivi, con soddisfazione, a desiderare di affermarsi e mantenere una famiglia. Il terzo messaggio è rivolto al coinvolgimento delle pubbliche amministrazioni. La scuola deve ripartire con la collaborazione degli Enti locali. Nella Costituente della Scuola la figura cardine è stata individuata nel Sindaco del Comune, perché agisca come commissario di governo per l'edilizia scolastica. “Dovete pretendere dal sindaco i provvedimenti necessari in ambito strutturale”, mentre ricadono sempre nel dirigente scolastico le richieste degli strumenti didattici in base al budget. “È una grande responsabilità – ribadisce - se la scuola non ha quello strumento è perché non il dirigente non l’ha chiesto”. Infine il Ministro Carrozza si sofferma su una proposta specifica che riguarda il Museo della Magna Grecia di Reggio Calabria, da poco parzialmente riaperto al pubblico nelle sale che ospitano i magnifici Bronzi di Riace. “L'opportunità del museo è importantissima” Il Ministro esorta la classe dirigente a cogliere questa opportunità, anche in considerazione del finanziamento del progetto con fondi strutturali e sociali finalizzati al contrasto della disoccupazione e della dispersione scolastica che, in sinergia con il Ministero della Cultura, è stato tarato sulla valorizzazione di misure che coinvolgono percorsi didattici nei musei. “Abbiamo chiesto un programma per rilanciare la cultura umanistica e classica a partire proprio da quella Magnogreca. Questo potrebbe essere l'anno del rilancio di questa cultura. Non lasciatevi sfuggire questa grande opportunità anche per mostrare il volto più bello di questa regione e di questa città”.