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Giovedì, 18 Luglio 2019

Giovedì 31 gennaio, a Catanzaro presentazione de “Il libro invisibile di Pietro Citati” (Rubbettino) della giornalista Chiara Fera

Giovedì 31 gennaio alle ore 17, nella sala Augusto Placanica della Biblioteca Comunale “F. De Nobili” di Catanzaro, l’Associazione Gutenberg Calabria con il Liceo Classico Galluppi e il circolo di lettura Palomar promuove la presentazione del libro di Chiara Fera “Il libro invisibile di Pietro Citati – Racconto di un'analisi”, edito da Rubbettino.

È la prima opera sul noto critico letterario che si muove nel groviglio in cui s’incontrano giornalismo e letteratura: l’autrice studia e analizza mezzo secolo di giornalismo sulle pagine culturali del “Corriere della Sera” e de “la Repubblica” in cui Pietro Citati, tra i più poliedrici e avvincenti scrittori italiani del nostro tempo, coltiva una personalissima storia della letteratura mondiale. Dagli autori italiani di cui fu collega e amico al groviglio di destini umani che è il romanzo ottocentesco; dalle irrazionali disarmonie che tormentano il Novecento alla desolazione in cui è precipitata la letteratura contemporanea. Un’analisi che si fa racconto, al punto che pare impossibile distinguere il Citati critico dal Citati narratore. Nasce così un ibrido: nei suoi articoli autore e opera sono protagonista e trama di un appassionante romanzo critico. Come quello su Fëdor Dostoevskij: un libro invisibile scritto sui quotidiani, per lettori comuni, vincendo la faticosa sfida contro l’anacronistico elitarismo di parte della critica accademica. Ed emergendo dal caos irrefrenabile del giornalismo culturale con una tragica, geniale, sublime monografia

Chiara Fera, giornalista laureata in Lettere moderne alla Statale di Milano, che per scrivere il suo saggio è andata più volte a incontrarlo nella sua casa romana, questa esperienza la racconta così: «Comincia tutto da una delusione. Poche parole al telefono, per accettare la mia richiesta d’incontro. Quasi come dire: “Venga pure, ma non le prometto nulla”. Mi ha freddata. Poi, però, sono andata e tornata più volte. Citati non è loquace, ma quando parla gli si fa silenzio intorno. In un tempo di spreco di frasi ed espressioni, distilla con suprema parsimonia le parole. Per me che l’ho sempre letto, chiosato e riletto come un fulgido esempio di critica letteraria e di narrazione folgorante, il cui vigore di prosa è rinvenibile anzitutto nella sua capacità di arpionare le vite di tanti giganti della letteratura con originali tratti artistici, incontrarlo è stata un’impareggiabile lezione culturale: Tolstoj, Kafka, Proust divengono Tolstoj, Kafka e Proust più lo sguardo ammaliato e ammaliante di Citati che li racconta, li scarnifica e li riempie come nessuno saprebbe fare meglio. Questo libro è il tributo a un uomo che contiene in sé sconfinati mondi narrativi».