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Lunedì, 09 Dicembre 2019

Quando Girifalco era il “Paese dei pazzi”. Interviste immaginarie e racconti brevi

Scritto dal professore Pino Vitaliano il libro (“Il paese dei pazzi” edito da Editrice MonteCovello 2016), si sofferma su storia popolare, racconti fantastici, testimonianza storica. Con l’ambizione di regalare un po’ di ‘lievito’, al futuro delle giovani generazioni.

“Il paese dei pazzi” è tutto questo ed anche di più. 

la copertina del libro
la copertina del libro

L’idea che dà corpo al libroè raccontare – in prima persona e attraverso personaggi realmente esistiti o inventati – fatti, leggende e tradizioni girifalcesi, con l’unico obiettivo di offrire un po’ di stimolo ai giovani di oggi, nella speranza che qualcuno di loro possa finalmente iniziare a voltarsi indietro e vedere così ciò che eravamo. Da questa retrospezione, può nascerepresto quella “coscienza di luogo” capace di dare finalmente inizio a un progetto di reale sviluppo delle nostre piccole patrie, qui Girifalco, ma esemplare per la Calabria, l’Italia. Si tratta di una raccolta di "interviste immaginarie" e di "racconti brevi". Lo scopo è quello di raccontare un pezzo di storia popolare – tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso – di un paese della Calabria attraverso gli occhi di un fanciullo, prima, e di quelli di un adolescente, poi. La lingua è volutamente adattata alla "parlata popolare", propria di un mondo che non c'è più, e perciò disattende alcune regole sintattiche e grammaticali.Girifalco è un’emanazione della follia cosmica”, disse l’autorea un amico, un giorno, mentre discutevano dell’indole dei Girifalcesi. Cosa significa?Significa che Girifalco, non è a caso il paese dei ‘pazzi’, perché, la follia(intesa come arte, fantasia, stravaganza, genio), inquesti luoghi, è presente sin da quando esso è nato”.Insomma, Girifalco è figlia di una genia un po’ folle, di una ‘pazzia’, quale fonte di ricchezza e diversità umana che qui coesistono da sempre. Con buona pace di Cesare Lombroso e dei lombrosiani, il “pregiudizio della razza maledetta” che nasce a Girifalco è una fesseria grande quanto una casa. I Girifalcesi, contrariamente alle elucubrazioni lombro-siane, costituiscono un mondo unico, in cui arte e follia si manifestano e si sintetizzano nelle loro piccole e spesso anonime esistenze, dando vita, ogni tanto, a bagliori di luce che sembrano presagire a una tanto sospirata palingenesi non ancora arrivata. 

il manicomio
il manicomio

Tanti, non solo a Girifalco, sanno poco o nulla delle loro origini, non conoscono le anime dei loro luoghi e, men che meno, i luoghi dell’anima, in questo caso, girifalcesi. “Il paese dei pazzi”, risponde a questa domanda, e lo fa con stile, la lettura scivola facilmente, ben presto il lettore è immerso in questo mondo a tratti reale, a volte immaginario, ma sempre fecondo per la mente e, aggiungiamo, anche per il cuore. Un ‘racconto dei racconti’, dove si tenta di riannodare il passato con l'oggi di questa cittadina. Per aiutare i giovani a "imparare" il futuro. Della propria città. Pino Vitaliano, attraverso la sua penna, frequenta i personaggi, che poi quasi casualmente popolano il suo libro "Il paese dei pazzi”. Con una forza e con un’energia che fanno capire come quei personaggi, ahimè, non appartengono più ai nostri giorni, non apparterranno mai più alla nostra quotidianità.Dove, il frequentarsi e il perdersi assumono una connotazione identica, quasi alla maniera più volte descritta dal genio di Carmelo Bene. Un testo, conseguentemente, quello di Pino Vitaliano che dà il senso – più che dell’inutilità dello sforzo conservativo allorquando esso si trova davanti alla furia della spinta evolutiva o presunta tale – della caducità delle cose umane che, pur tuttavia, evidenzia con la matita colorata l'animo di tutti quelli che (quasi come contrabbandieri di libero pensiero) credono nel passato come necessario "serbatoio" e nutrimento per il futuro. 

il manicomio oggi
il manicomio oggi

Proprio come Pino Vitaliano. Questi racconti, sono ricordi che l’autore ha tirato fuori dal cassetto della memoria. In parte, sono testimonianze vere, esperienze direttamente vissute, magari un tantino affabulate; alcuni sono verosimili; altri inventati, ma comunque plausibili. I personaggi vivono in un mondo ammantato da un’apparente normalità e, a tratti, possono apparire stravaganti o stralunati. In realtà, sono caratterizzati tutti dallo stesso comune denominatore: la pazzia. Girifalco, nell’immaginario collettivo meridionale (e non solo), è conosciuto come il Paese dei pazzi. La ragione di questo epiteto risiede in una data storicamente fatidica: il 1881, l’anno in cui furono aperte le porte del Manicomio. Secondo l’autore, invece, la follia era di stanza a Girifalco molto, ma molto tempo prima che il convento dei frati minori diventasse un nosocomio per malati mentali. La follia, quella che sfugge all’indagine della psichiatria, per intenderci, alberga a Girifalco praticamente da sempre. Sia le interviste che i racconti non hanno una chiusura, infatti, ma sono lasciati volutamente aperti, sospesi, per dare al lettore l’opportunità di continuare la narrazione o di affabulare come meglio crede.

 

L’autore, Pino Vitaliano, è professore di filosofia e storia (ha già pubblicato “I ricordi di un Ulisside). “Il paese dei Pazzi”, è edito da Editrice MonteCovello 2016, 300 pagine, costo 15 euro.