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Martedì, 10 Dicembre 2019

La scommessa “Polo Museale”: ancora tanto da fare. Angela Acordon: “La Calabria come un aereo in pista, ma deve accendere i motori…”

Il Polo Museale della Calabria conta 16 sedi, tra musei, monumenti e aree archeologiche, sparsi lungo tutto il territorio regionale. Un patrimonio di notevole interesse culturale e artistico, che costituisce un valore assoluto con enormi potenzialità capaci di assegnare alla Il Polo Museale della Calabria conta 16 sedi, tra musei, monumenti e aree archeologiche, sparsi lungo tutto il territorio regionale. Un patrimonio di notevole interesse culturale e artistico, che costituisce un valore assoluto con enormi potenzialità capaci di assegnare alla Calabria un ruolo di primo piano nell’arte, nella cultura e nel turismo.

Angela Acardon Angela Acardon direttrice del Polo museale della Calabria


I Poli museali nascono due anni fa con la riforma Franceschini, «incaricati di promuovere gli accordi di valorizzazione previsti dal Codice e di favorire la creazione di un sistema museale tra musei statali e non statali, sia pubblici, sia privati». Ai Poli spetta il compito di elaborare «i progetti relativi alle attività e ai servizi di valorizzazione, ivi inclusi i servizi da affidare in concessione, al fine della successiva messa a gara degli stessi» (art.15) e di provvedere «a definire strategie e obiettivi comuni di valorizzazione, in rapporto all’ambito territoriale di competenza, e promuovono l’integrazione dei percorsi culturali di fruizione, nonché dei conseguenti itinerari turistico-culturali (art. 34)».
Del tutto diversi dai precedenti, i nuovi Poli museali costituiscono l’avamposto decentrato dello Stato cui è affidata la creazione del Sistema museale nazionale aperto alla partecipazione di tutti i musei. Al dirigente del Polo spetta il compito di coordinare l'attività dei luoghi d'arte assegnati in funzione della loro fruizione e valorizzazione. Per far questo, il Direttore del Polo deve, fra le altre cose, riunire almeno ogni mese, anche in via telematica, i direttori dei singoli musei, compresi i responsabili dei siti dotati di autonomia, per concordare strategie e obiettivi comuni.
Un disegno ambizioso, perché lo scopo ultimo dei Poli è quello di diffondere sul piano nazionale gli standard internazionali più avanzati, indipendentemente dall’appartenenza dei musei allo Stato, alle Regioni, agli Enti locali o dalla loro natura privata. Obiettivo arduo se si pensa alle difficoltà di una regione come la Calabria dove anche l’informatizzazione è davvero scarsa.

Castello di Le Castella - scorcio con Torre Castello di Le Castella - scorcio con Torre


Il Polo calabrese, nonostante le difficoltà di gestione per mancanza di fondi, dal 2015 al 2016 ha incrementato le presenze del 50% circa, passando da 185mila visitatori a 281mila. Il sito più visitato è le Castella con 82mila visitatori, al secondo posto la Cattolica di Stilo (34.990 visitatori) e al terzo posto il museo archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia (25.597 presenze).
C’è da segnalare che il 2017 segnerà un ulteriore incremento, perché a febbraio scorso è stato riaperto parco archeologico della Sibaritide. Si tratta di uno dei più importanti parchi archeologici dell’Italia meridionale e trai più vasti in Europa: basti pensare che si estende per circa 500 ettari. Finalmente, dopo l’alluvione del 18 gennaio 2013 che ha riversato sull’area oltre 250.000 mc di acqua, fango e detriti, il parco è stato aperto al pubblico. In questi anni sono stati sette gli interventi immediati e successivi all’alluvione, tra cui lo sfangamento e la ripulitura che hanno consentito il recupero e la valorizzazione dell’area. I lavori sono stati realizzati con un finanziamento di 18 milioni.
La maggior parte dei musei e dei monumenti ricadenti nel Polo però, è a ingresso gratuito, o a un prezzo simbolico (al museo archeologico di Sibari è di 4 euro e gratuito fino ai 18 anni). Condizione che «ci mette in difficoltà, – ha dichiarato Angela Acordon, direttrice del Polo museale della Calabria – perché non possiamo fare promozione se non tuteliamo i beni e la maggior parte dei fondi e degli sforzi dobbiamo destinarli alla tutela dei siti.

Galleria Nazionale di Cosenza - sala Luca Giordano Galleria Nazionale di Cosenza - sala Luca Giordano


La Calabria è una regione stupenda con un patrimonio artistico e naturalistico che altre regioni d’Italia non hanno, una ricchezza innata che è giusto far conoscere il più possibile. La metafora che mi piace usare per parlare della Calabria dal punto di vista turistico e culturale è quella che vede un aereo pronto sulla pista: deve solo accendere i motori e decollare perché ha le potenzialità per farlo. Il fine del Polo non è solo quello di valorizzare i nostri beni, ma quello di contribuire allo sviluppo del territorio, facendo migliorare la qualità della vita in tutta la regione e l’indotto che ruota attorno ai beni. Una delle maggiori difficoltà che riscontro è la scarsità di mezzi pubblici: muoversi in Calabria è problematico e rende vani molti nostri sforzi».
Una delle attività di promozione che ha in mente la direttrice Acordon è quella di creare un biglietto unico per tutti i siti del Polo. «Chi abita al Nord della Calabria – ha poi aggiunto la direttrice del Polo museale calabrese – può non conoscere, per esempio, il Museo archeologico nazionale di Locri, per questo potrebbe essere utile un biglietto unico di lunga validità, per invogliare non solo i turisti ma soprattutto i calabresi a pensare a più visite, indirizzandoli in modo efficace e informato verso i nostri siti. Ovviamente stiamo lavorando per creare rapporti e azioni intrecciate con altri Enti del territorio ».

La Cattolica di Stilo - ingresso La Cattolica di Stilo - ingresso


Rapporti e intrecci indispensabili per creare una situazione di auspicabile attrazione culturale che non si può però raggiungere solo attraverso gli Enti. Il coinvolgimento degli operatori turistici – albergatori, ristoratori, pro loco, associazioni, cooperative del settore – risulta al momento frammentato mentre, proprio in virtù della loro diffusione capillare su tutta la regione, potrebbero essere veicolo di informazione e indirizzo verso l’intero patrimonio artistico da fruire. Funzione importante perché, accanto al turista consapevole, c’è una grande fetta di visitatori “mordi e fuggi” che, se apprezzano certo la bellezza del mare e della montagna, non esplorano il resto che rende ricca la Calabria.  E’ richiesto allora uno sforzo comune che implichi, dove manca, anche la formazione accurata di tutti gli operatori turistici.