Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Mercoledì, 16 Ottobre 2019

Un evento senza precedenti, sabato 13 maggio, al Museo Nazionale di Reggio/Le radici millenarie dei vitigni autoctoni calabresi

La 7a edizione della “Giornata nazionale della Cultura dell’Olio e del Vino”, promossa dall’Associazione Italiana Sommelier  con l’adesione del Ministero per i Beni Culturali e la RAI.

“Che vita è quella di chi non ha vino? Il vino che fa allietare il cuore dell’uomo, l’olio che fa brillare il suo volto”: dal Siràcide al Salmo 104, sin dall’Antico Testamento si suggella la sacralità di due nettari da sempre pregni di forti valori simbolici.
IMG_6939Vino ed olio sono identità e tradizione, lavoro e  progresso, scienza e rito, sacro e profano, alimento ed allegoria. In breve, cultura.
Non sorprende, dunque, che la settima edizione della “Giornata nazionale della Cultura dell’Olio e del Vino”, ideata e promossa dall’Associazione Italiana Sommelier  (e che si celebrerà in tutta Italia il prossimo 13 maggio) trovi l’adesione del Ministero per i Beni Culturali.
Un valore del tutto particolare avrà l’evento in programma presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria: voluta dai Sommelier italiani -riuniti nell’Ais ed in questa occasione insieme con Mibact, Ministero per le Politiche agricole alimentari e forestali, Rai e Tgr -  la giornata si annuncia peculiare per gli autorevoli protagonisti e la pregnanza delle novità che saranno rese note nel campo della ricerca vitivinicola ed olearia in Calabria.
L’originalità di questo incontro a più voci si ravvisa in special modo nella volontà di rendere vive, attuali, godibili, ed addirittura “gustose”, ricerche scientifiche ed archeologiche, organolettiche e storiche; indagini appassionate tra archivi e vitigni, che sanno di carta e di terra, con la promessa disprigionare profumi e sapori di cui si era persa memoria.
Sarà un itinerario inedito in un passato che si scandaglia per recuperare  e valorizzare, da fronti speculativi differenti, vitigni e cultivar autoctoni di cui la Calabria è prezioso giacimento: studi genetici sono ad esempio stati avviati per riportare in vita, e dunque sulle tavole di estimatori ed appassionati, oli e vini tratti in salvo dall’oblìo.
L’iniziativa di sabato avrà inizio alle 10 con la visita guidata del Museo di Reggio Calabria, “Alla scoperta delle radici del vino calabrese”, a cura di Giacomo Oliva e Patrizia Marra.
Il Museo, dalla sua, accenderà i riflettori su reperti che si collegano alla cultura del simposio e del convivio: contenitori  ed utensili per mescere il vino e l’olio, crateri, anfore, vasi in ceramica figurata.
Alle 11 si apriranno i lavori del convegno su “Vitigni e cultivar tradizionali: un’identità da preservare, un patrimonio da valorizzare” moderati dal giornalista, esperto di enogastronomia e sommelier, Gianfranco Manfredi.
Interverranno  Maria Rosaria Romano, presidente Associazione Italiana Sommelier Calabria;  Carmelo Malacrino, direttore Museo Nazionale Archeologico di Reggio Calabria;  Antonino Tramontana, presidente Camera di Commercio di Reggio Calabria.
Saranno comunicati in questa sede gli esiti e le attese degli esperimenti per ridare vita ad antichi nettari, in corso in Calabria con indagini documentarie e tecniche, micro vinificazioni e la ricerca di tracce di vini storici. Studi che hanno rivelato, e che il convegno mira a mettere nella giusta luce, la straordinaria ricchezza varietale del Vigneto Calabria.
IMG_6940Sarà quindi Battista Sangineto, accademico dell’Università della Calabria ed instancabile divulgatore, ad aprire scorci nuovi sull’Archeologia del vino in Calabria, una storia bimillenaria, per svelare un mondo antico che acquista nuovo vigore, grazie all’originalità dell’approccio scientifico e ad una rigorosa linea metodologica tesa a stimolare un più ampio e consapevole uso delle fonti materiali, oltre che di quelle letterarie.
Altrettanto appassionante si annuncia la relazione del Prof. Daniele Castrizio (Università di Messina) sul “Vino in Calabria come fonte di ricchezza materiale e culturale nell’epoca tardoantica e medievale”.
La giornata al Museo Archeologico reggino sarà infine completata da Valeriano Guerino, funzionario  del ministero per le politiche agricole alimentari e forestali, con un excursus sui “Vitigni storici in Italia” e le conclusioni del sottosegretario Mibact Dorina Bianchi.
L’associazione italiana Sommelier  - sottolinea il Mibact nel lanciare la Giornata nazionale della Cultura dell’Olio e del vino - ha il lodevole merito di aver ideato e fatto maturare, in questi anni, “un evento che mette insieme interlocutori qualificati e produttori in grado di esprimere, nei propri oli e vini, l’essenza del territorio”.
In questa cornice, il prossimo 13 maggio a Reggio Calabria, sarà offerta dunque una rara opportunità.  Poter scoprire quanta identità possa celarsi  in un calice di vino e quanta storia possa stillare da un olio antico che ritorni in vita.