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Martedì, 15 Ottobre 2019

Alternanza scuola-lavoro: l’esperienza pilota del liceo classico “Tommaso Campanella” di Reggio Calabria

Scuola e lavoro, due parole importantissime nella vita di ogni giovane che ne rappresentano, rispettivamente, il presente ed il futuro.
Proprio in tema di scuola, la legge 107 del 2015 dà piena attuazione all'“Alternanza scuola/lavoro”, introdotta dall’art. 4 della legge n. 53 del 2003, rendendola obbligatoria anche nei licei per 200 ore, da suddividersi negli ultimi tre anni di studi.

La professoressa Maria Rosaria Rao La professoressa Maria Rosaria Rao


Ma tale attività, in alcune scuole, veniva già svolta volontariamente prima dell’entrata in vigore della 107 come, per esempio, al Liceo Classico “Tommaso Campanella” di Reggio Calabria. E’ il dirigente scolastico, la professoressa Maria Rosaria Rao, a darci maggiori dettagli.

In cosa consiste l’alternanza scuola/lavoro e come si svolge?

“L’alternanza consiste in una integrazione di modalità diverse di apprendimento.  E’ un utile mezzo per indirizzare i nostri ragazzi alle scelte di natura professionale. Noi (il Campanella ndr) abbiamoprecorso i tempi perché, già prima dell’obbligatorietà, attraverso un protocollo d’intesa con il Consiglio Nazionale Forense, abbiamo offerto questo tipo di esperienze ai nostri ragazzi. Prima della entrata in vigore della stessa legge, ho dato vita a un comitato scientifico costituito dai rappresentanti degli ordini professionali, per una collaborazione di idee e un’utile apertura al territorio”.

L’alternanza si svolge all’interno dell’attività curriculare o sono previste alcune ore extrascolastiche?

“Dipende. E’ fondamentale trovare un punto d’incontro col tutor aziendale,  (così viene tecnicamente chiamata la persona di riferimento nel luogo dove si svolge l’alternanza), ovviamente si deve tenere conto delle esigenze lavorative del partner che deve accogliere i ragazzi”.

Quest’anno i ragazzi del suo istituto hanno svolto le ore di alternanza presso la prestigiosa “Luiss -Guido Carli” di Roma. Un’esperienza formativa d’alto livello…

“Si, decisamente lo è stata. I ragazzi hanno soggiornato 7 giorni nella Capitale e sono stati inseriti nei vari uffici del’Università capitolina. Siamo l’unica scuola italiana, a parte qualche liceo di Roma, a svolgere l’alternanza con la Luiss, grazie ad un’interessante, e ben più ampia, convenzione che ci lega”.

I ragazzi in che modo vengono preparati dai docenti rispetto all’esperienza che vanno a svolgere al di fuori delle mura scolastiche?

Liceo Classico Tommaso Campanella“È propedeutica una formazione sull’aspetto della sicurezza sui luoghi di lavoro ed è, inoltre, prevista una preparazione sull’aspetto formativo”.

Quali sono le modalità di scelta delle attività da far svolgere agli studenti e in che modo viene valutata questa attività?

“I contenuti dell’attività di alternanza sono frutto di un’elaborazione dei Consigli di classe. Le modalità di apprendimento sono diverse e vanno ad integrarsi all’apprendimento, tout court, dello studio contenutistico proprio dell’attività curriculare. Al termine dell’alternanza, il tutor interno e il tutor aziendale redigono una scheda valutativa sul ragazzo rispetto all’esperienza lavorativa. Le nostre attività sono state davvero apprezzate, tanto che, nella rete nazionale dei licei classici, la sezione a noi assegnata è stata proprio quella dell’alternanza, avendo, il Ministero, notato e apprezzato il nostro lavoro. La scelta è comunque molto importante e va ponderata con cura, anche facendo i conti con l’aspetto finanziario: l’alternanza prevede contributi economici da parte del Ministero stesso, ma esigui rispetto all’attività che si va a svolgere”.

L’obbligatorietà nei licei, e non solo negli istituti tecnici, è una scelta prettamente italiana. La nostra nazione è l’unica in Europa a prevederla. Qual è la sua opinione in merito?

“I sistemi scolastici europei sono molto diversi. E’ chiaro che un liceo classico ha necessità di alternanza particolari, non svolgendo attività prettamente pratica, come avviene negli istituti tecnici. Noi non abbiamo avuto problemi perché abbiamo dato risalto all’aspetto relativo all’orientamento. I ragazzi fanno e faranno esperienza nell’ambito scientifico, umanistico ed artistico, creandosi un’accresciuta consapevolezza rispetto a quella che sarà poi la loro scelta universitaria e, dunque, dell’indirizzo professionale. Ritengo che, in presenza di un Consiglio di classe consapevole, l’alternanza sia una cosa estremamente positiva”.

E gli studenti come vivono questa esperienza? Ne comprendono il valore?

Alternanza scuola-lavoro  alla Luiss Alternanza scuola-lavoro alla Luiss


“Certamente. Si rendono conto di acquisire maggiore consapevolezza sul mondo del lavoro e di conseguenza sulle scelte future. E’ fondamentale l’atteggiamento delle famiglie. Inoltre i ragazzi la vivono consapevolmente se il docente è in grado di fargliela comprendere appieno”.

Possiamo considerare l’alternanza anche come una esperienza motivazionale?

“Indubbiamente! In sede di monitoraggio abbiamo rilevato che molti ragazzi, anche i meno motivati, attraverso questa esperienza, acquisiscono più consapevolezza e sicurezza, anche nell’esprimersi”.

E’ prevista una evoluzione di questa esperienza?

“Con la riforma dell’esame di Stato, l’alternanza sarà oggetto di valutazione ed entrerà nel credito scolastico”.

Quali sono gli ambiti in cui vengono coinvolti gli studenti?

“Sono i più vari: ambiente e territorio, beni culturali, multimedialità informazione e comunicazione, divulgazione scientifica, professioni forensi, marketing e tanto altro”.

Un quadro nettamente positivo quello tracciato dalla Dirigente in merito all’Alternanza che, nel caso del Campanella, istituto tra i più antichi d’Italia, va a sommarsi a tante altre attività formative e culturali che indubbiamente incideranno in manieramolto positiva sulla formazione e sulle scelte dei giovani, delineando una strada più consapevole e, dunque, una accresciuta possibilità di realizzazione che va a contrastare la dilagante disoccupazione e il disallineamento tra domanda e offerta nel mercato del lavoro.