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Domenica, 08 Dicembre 2019

San Francesco, l’eremita di Paola che ha irradiato luce con la sua vita

E’ stata questa una delle immagini più suggestive che, nel corso del convegno ospitato nella sala  ‘Federica Monteleone’ di Palazzo Campanella, è stata “disegnata” dal consigliere regionale Domenico Battaglia, presidente Conferenza Interregionale per il Coordinamento delle politiche dell’Area dello Stretto, E’ stata questa una delle immagini più suggestive che, nel corso del convegno ospitato nella sala  ‘Federica Monteleone’ di Palazzo Campanella, è stata “disegnata” dal consigliere regionale Domenico Battaglia, presidente Conferenza Interregionale per il Coordinamento delle politiche dell’Area dello Stretto, portando, nella Casa dei calabresi, il saluto del presidente del Consiglio regionale  Nicola Irto.San_Francesco_di_Paola_Moretto
“Italianuova sulle orme di San Francesco di Paola per una società più solidale”: il tema ha acceso un dibattito che ha avuto tra i suoi momenti più qualificanti l’ufficializzazione della nomina di Padre Giovanni Cozzolino, delegato generale della Consulta Pastorale Giovanile Minima, quale guida dell’associazione per una formazione cristiana ed una crescita spirituale. Al centro, la figura del grande frate, di cui ricorre il sesto centenario della nascita, traino alle attività dell’associazione, per tendere una mano di aiuto a chi ha bisogno. Dal tavolo dei lavori, moderatore il giornalista Massimo Calabrò, si sono intrecciate le voci del presidente nazionale di Italianuova Antonio Merenda, di Padre Cozzolino, ed, in qualità di esperto, del prof. Giuseppe Caridi, alla guida della Deputazione di Storia Patria per la Calabria. “San Francesco aveva assunto – ha spiegato Caridi- una dimensione europea; dopo essere vissuto a lungo Calabria ed aver fondato diversi conventi, fu invitato da Papa Sisto in Francia perché il re Luigi X, colpito da una grave malattia, aveva saputo dell’esistenza del frate taumaturgo e sperava di essere guarito. In realtà, Francesco lo guarì spiritualmente, convertendolo ed aiutandolo a morire in modo sereno. Così, continuò a vivere in Franca e a dare la sua protezione ai sovrani successivi che lo aiutarono a diffondere il suo Ordine dei Minini”. Riprendendo lo spirito dell’iniziativa, Battaglia ha così esordito: “Se saremo in grado di seguire le orme di San Francesco anche noi potremo essere costruttori di speranza”, focalizzando il desiderio “di onorare, in un momento travagliato della storia globale e locale, segnato dall’odio e dal disprezzo dei diritti umani , ideali di pace, unità e giustizia sociale. E’ proprio nei frangenti più bui, infatti, che siamo chiamati a vivificare l’esempio di uomini santi e a non disperdere quell'eredità spirituale impressa nella vita e nelle opere, che può riaccendere in noi la scintilla della fede, rafforzandoci nell’etica. Siamo tutti chiamati a rinverdire il valore dell’amore nella sua accezione più autentica, che è quella del dono, lavorare al rinnovamento della Chiesa per una conversione profonda delle coscienze, perseguendo sempre la strada della verità, dell’accoglienza e della giustizia”, ha detto Battaglia, richiamando la lettera pastorale dei Vescovi calabresi sul Santo di Paola, non solo uomo di preghiera ma anche colui che andava per le strade incontro all’altro per dare la pace del cuore e la liberazione dalla sofferenza. Fu davvero, come lo definì uno scrittore: “il viandante di Dio in mezzo ad una società piena di soprusi, di abuso di potere e di ingiustizie sociali, di straccioni, e di indifesi, di emarginati e oppressi”.