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Sabato, 19 Ottobre 2019

Il valore del mito nell’ultima opera di Maria Festa

“Transiti”, sul ‘confine del tempo’, sono la continuità di un dialogo interiore che si snoda in un quotidiano frammentato di luoghi e non luoghi, incontri ed abbandoni, spesso dolorosi od effimeri, ma intensamente vissuti. Li ha disegnati Maria Festa, con “Transiti”, sul ‘confine del tempo’, sono la continuità di un dialogo interiore che si snoda in un quotidiano frammentato di luoghi e non luoghi, incontri ed abbandoni, spesso dolorosi od effimeri, ma intensamente vissuti. Li ha disegnati Maria Festa, con il suo modo molto intenso di vivere al femminile l’arte della poesia, nella sua ultima fatica letteraria edita da Laruffa.copertina libro transiti Poetessa, narratrice e saggista, la Festa, campana di nascita ma reggina d’adozione, porta nella sua opera l’amore per la sua terra, pezzo di una Calabria isolata, mitizzata, trop­po spesso non colta nella sua bellezza d’anima, che l’ha resa tra le protagoniste della cultura reggina, nonché acuta osservatrice della società. Un amore che fa tutt’uno con la “malinconica constatazione di un tempo che sembra sempre più nemico all’uomo e con il dolore di avere, spesso, par­lato al vento”. Grazie alla fitta e intensa trama di rapporti culturali intrattenuti con alcuni degli esponenti più impegnati della cultura, della letteratura e dell’arte figurativa di Reggio Calabria, da Gilda Trisolini a Rodolfo Chirico, da Emilio Argiroffi ad Antonina Maria Corsaro, da Italo Falcomatà all’artista Luigi Malice e con le diverse associazioni culturali che hanno operato e che tuttora operano nel capoluogo, Maria Festa ha saputo cogliere e valorizzare, con una intensa attività di critica letteraria e artistica, confluita poi in articoli, scritti e saggi apparsi su periodici e riviste e in qualche caso raccolti in volume, gli aspetti più significativi e meno appariscenti di questa stessa cultura. Ed il suo merito, è stato proprio la capacità di cogliere nella storia della città quegli elementi comuni che, nel bene e nel male, fanno della vita culturale di Reggio Calabria un unicum per la ricchezza di interessi, la vivacità intellettuale, l’offerta culturale, la presenza di un associazionismo diffuso su tutto il territorio comunale e provinciale. Ed ecco svilupparsi i paesaggi del corpo e della mente perché i transiti sedimentano, in dissolvenze di emozioni, voci, memo­rie, suoni, trattenuti a sovvertire l’abbandono al nemico scorrere del tempo, per non dimenticare, nella continuità di un’avventura esistenziale di ricerca faticosa e sofferta, il dialogo con il sé pro­fondo che chiede risposte. Sono frammenti d’anima che aspirano convergere verso punti luce- verità, sempre alla ricerca di quelle stesse risposte alle domande mai elu­se, in un mondo che si va scoprendo sempre più complesso ed affi­dato alla contigenza del tempo.