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Lunedì, 18 Novembre 2019

In che direzione va il Paese? Drosi suggerisce le “Vie del Riformismo”

Rilanciare le sfide del Riformismo per affrontare i nodi irrisolti di un Paese in panne che fatica a trovare la strada dello sviluppo. Nel suo libro “Le vie del Riformismo”, (Aldo Primerano editrice tipografica), il giornalista Michele Drosi affronta le Rilanciare le sfide del Riformismo per affrontare i nodi irrisolti di un Paese in panne che fatica a trovare la strada dello sviluppo. Nel suo libro “Le vie del Riformismo”, (Aldo Primerano editrice tipografica), il giornalista Michele Drosi affronta le questioni cruciali al centro dell’attuale dibattitopolitico.Copertina libro levie del riformism Viviamo una crisi devastante che è una crisi non solo economica, come lasciano intendere le cronache, ma di legittimità e di autorevolezza delle classi dirigenti spesso chiuse nell’immobilismo delle idee e delle azioni. I tempi che avanzano impongono ineludibilmente di fare sul serio mettendo da parte polemiche sterili e tatticismi dettati da becere convenienze. Drosi affronta capitolo per capitolo, con la sagacia del cronista ed attingendo alla storia che tutti abbiamo contribuito a scrivere, i temi caldi di una “Questione Meridionale” che rimane tuttora in piedi. Si rinnova l’appello a rispolverare quei valori che fanno capo alla cultura moderata, riformista, laica e cattolica e che in tante circostanze ha aiutato il nostro Paese ad uscire responsabilmente e con successo da momenti bui. Dal volume emerge soprattutto l’incapacità delle diverse compagini politiche di riformare il Paese, di cambiarlo strutturalmente. La qualificazione della spesa, la promozione delle grandi risorse, il rilancio di comparti storici oggi in difficoltà - come si evince dal testo - restano chimere e la politica continua ad essere ostaggio di dinamiche retrive e di una burocrazia spesso incapace di dare risposte. Per Drosi occorre aggregare attorno ad un progetto di sviluppo che veda al centro le ragioni dei Paesi del Mediterraneo ed in particolare delle aree economicamente più deboli come il nostro Sud, incentivando il ruolo dei grandi snodi di collegamento, in primis del porto di Gioia Tauro. Ed ancora, promuovere l’ambiente e il paesaggio; sostenere l’agricoltura ed i sistemi produttivi attraverso distretti rurali ed agroalimentari di qualità, puntando su di una progettualità che recuperi, in senso innovativo, il valore del lavoro della terra. Una modernità, in sintesi, capace di innestarsi sulle grandi potenzialità inespresse. Secondo il giornalista - che ha scritto saggi e articoli per diverse testate giornalistiche sia locali che nazionali tra cui Polis, L’Unità, L’Avanti, Il Manifesto, Il Riformista, Il Quotidiano e il Garantista - serve dare nuova linfa alle politiche di sussidiarietà e di prossimità al cittadino; ridisegnare il welfare, contrastando le nuove povertà che avanzano e che generano ulteriori diseguaglianze in un contesto dove lo sviluppo è strettamente connesso alla questione legalità e a quella piattaforma di doveri e di diritti che devono essere patrimonio comune. Sono queste le vie per intercettare e raccogliere il desiderio di partecipazione democratica ed i suggerimenti della società civile per riavvicinare i cittadini alle Istituzioni ed alla politica.