Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Venerdì, 22 Novembre 2019

Un lungometraggio su Machiavelli, ma non ci sono i soldi…

Impegnato da sempre nella realizzazione di prestigiosi eventi culturali, l’architetto reggino Emilio Bruzzese, vice presidente di “Moda Calabria”,  in occasione dei 500 anni de “Il Principe” di Niccolò Machiavelli,  ha avuto l’idea di dare lustro a questo evento organizzando un Impegnato da sempre nella realizzazione di prestigiosi eventi culturali, l’architetto reggino Emilio Bruzzese, vice presidente di “Moda Calabria”,  in occasione dei 500 anni de “Il Principe” di Niccolò Machiavelli,  ha avuto l’idea di dare lustro a questo evento organizzando un trait d’union tra  i poli opposti della nostra Penisola.

Emilio Bruzzese


Se è vero che l’Italia è stata storicamente meta privilegiata del Gran Tour, per la sua vivacità culturale, in questa occasione il viaggio si rinnova prendendo quali poli di interesse due città Reggio e Firenze.

Ci spiega qual è la sua idea?

Oramai, da oltre un anno, stiamo portando avanti l’attività di programmazione su Machiavelli. La punta di diamante avrebbe dovuto essere l’uscita nelle sale cinematografiche del lungometraggio su “Machiavelli”. Un’occasione per mettere a nudo la sua esistenza e suggellarne il pensiero, nonché, per ricostruire gli insegnamenti di “politica” sulla base di un freddo realismo che distrugge ogni vana utopia, per rinvenire nell’uomo l’artefice della storia. Un film che avrebbe consentito di mettere a nudo l’arte amatoria del nostro autore, il cui successo culmina con la regina di Francia, nonché i rapporti con le più grandi famiglie dell’aristocrazia del 500 e con Lorenzo de' Medici.

Ma quali sono le difficoltà?

Le  condizioni economiche ostacolano  il progetto. Un progetto  che ha coinvolto professionisti di tutta Italia, ma che  si è arenato. L’impegno profuso da operatori del mondo dell’arte e della cultura provenienti da ogni parte della penisola resta sempre vivo e finalizzato alla promozione del personaggio.

I costumi usati durante le riprese del lungometraggio su Machiavelli sono realizzati in collaborazione dalle sartorie Antonietta Firenze e Stile d'epoca Reggio calabria. Costumista Monica Gufoni ed aiuto costumista Renè Bruzzese


Non a caso le varie professionalità coinvolte, come la professoressa fiorentina Raffaella Maria Zaccaria (ricerche storiche), le sartorie teatrali e cinematografiche “Antonietta” di Firenze e “Stile d’Epoca” di Reggio Calabria (solo per citarne alcune), hanno ravvivato lo spirito di collaborazione con la nostra città. Reggio, infatti, avrebbe dovuto ospitare alcuni dei teatri di posa per la realizzazione del film, ed è stata la fucina di parti consistenti della scenografia e del guardaroba rinascimentale. L’arte sartoriale, volta a riscoprire e preservare la tradizione costumistica italiana, ha la fortuna di rinvenire a Reggio Calabria una delle poche strutture al mondo occupate in tal senso. La Sartoria Stile d’Epoca, grazie ai suoi oltre 100 anni di storia ed alla fitta collaborazione con Antonietta di Firenze, tramanda di generazione in generazione delle tecniche di cucitura e finitura che consentono la riproduzione di capi storici di ogni epoca. Nonostante la battuta di arresto, a fronte della quale resta sempre ferma la voglia e la volontà di portare a compimento il film,  resta salvo il rapporto di collaborazione profuso con i partner che hanno inteso temporaneamente spostare l’attenzione ad una serie di eventi culturali paralleli, che spaziano dalla mostra sui costumi del Rinascimento di Machiavelli (in sinergia con le maestranze della Camera Regionale della Moda Calabria) alla pubblicazione di lavori monografici sul personaggio ad opera dello scrittore reggino Achille Concerto.

Tutti conoscono il Machiavelli acuto diplomatico. Ma, qual è la ragione specifica che la spinge a soffermarsi su questa figura?

I costumi usati durante le riprese del lungometraggio su Machiavelli sono realizzati in collaborazione dalle sartorie Antonietta Firenze e Stile d’epoca Reggio calabria. Costumista Monica Gufoni ed aiuto costumista Renè Bruzzese


La ricorrenza dei 500 anni dalla produzione letteraria senza tempo, “Il principe”, costituisce senza ombra di dubbio un momento culturale fondamentale per ripercorrere la vita e per riprendere il pensiero di un autore “universale” quale fu Machiavelli.  Sia in virtù del cinquecentesimo anno dalla pubblicazione del Principe, sia perché il personaggio merita certamente di essere ricordato per la sua attualità sulla concezione di un rinnovamento della politica così come da lui immaginato o se volete profetizzato. Una lunga e intesa esistenza, in cui ebbe modo di conoscere il mondo del suo tempo e di riflettere, consegnando ai posteri un saggio di modernità indiscussa. I profili di riflessione sul personaggio sono così densi da interessare intere biblioteche, tuttavia, a titolo squisitamente esemplificativo, appare bastevole rammentare come a lui si deve il conio della nozione moderna di “Stato”. Proprio la molteplicità di fattori connessi con la grande personalità di Machiavelli ci spinge a riprenderne le orme per consegnarle alla storia attuale.