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Venerdì, 22 Novembre 2019

Il “Columbus Day” da sfogliare in un libro

Può una missione istituzionale di qualche giorno diventare un’esperienza che merita di essere raccontata in un libro? E’ possibile. Lo ha fatto il Segretario Questore del Consiglio regionale Giovanni Nucera, che da capo delegazione del Consiglio regionale della Calabria, ha Può una missione istituzionale di qualche giorno diventare un’esperienza che merita di essere raccontata in un libro? E’ possibile. Lo ha fatto il Segretario Questore del Consiglio regionale Giovanni Nucera, che da capo delegazione del Consiglio regionale della Calabria, ha partecipato, assieme ai colleghi consiglieri  Claudio Parente e Domenico Talarico  alla missione istituzionale a per i festeggiamenti del “Columbus Day” a New York nell’ottobre 2011.
Ne è nato una sorta di diario di viaggio, che Nucera ha aggiunto come completamento al titolo del suo libro “ReggioNewYok-andataritorno”.  Non solo un dettagliato resoconto della sua missione istituzionale, degli incontri con le autorità americane e la nostra diplomazia negli Stati Uniti, ma anche e soprattutto dell’appassionante viaggio dentro l’italianità e la calabresità americane.
Non c’è distacco tra le parole del titolo, come non c’è mai un vero distacco tra gli emigrati calabresi e la terra d’origine. E’ il sentimento più sincero che il Segretario Questore del Consiglio regionale ha colto in questo breve, ma intenso viaggio. Non era la sua “prima volta” in America, ma stavolta è stato diverso.
Nel ‘nuovo mondo” c’è un “gene” originale, quello dell’italianità espressa con caparbietà dal genovese Cristoforo Colombo. Un grande intuizione che scaturì dal coraggio, dall’intraprendenza e dalla fantasia di questo grande navigatore. Il 12 ottobre di ogni anno è dunque il giorno di Colombo che culmina con la grande sfilata lungo la “fifthy avenue”: migliaia di persone in corteo e ai lati della strada per celebrare l’orgoglio italiano. Su quella strada sfila l’Italia, con le delegazioni del Governo, delle Regioni, delle Province Autonome, le rappresentanze dei Corpi di Polizia, dei Vigili del Fuoco; c’è anche la cultura, la tradizione, con bande e gruppi musicali e folcloristici che diffondono note e canzoni famose in tutto il mondo, e tanta gente: persone anonime che sono l’Italia più autentica e sincera presente in America. Ed è stato lungo questo tragitto che è maturata l’idea del libro, o meglio, di questo intenso ed appassionante “diario di viaggio”, che racconta l’Italia, ma ancor più, la Calabria che vive in America.

Giovanni Nucera al Monroe College di New York con gli studenti


La delegazione istituzionale calabrese è annunciata dal gonfalone con lo stemma della Regione Calabria. Per tanti calabresi è naturale fare si vedere, farsi sentire. Rivolgere una parola a chi è appena venuto dalla sua terra lontana e mai dimenticata. E’ da questi incontri, brevi flash di ricordi lungo il tragitto, qualche saluto, magari anche un solo abbraccio, che matura l’idea di raccontare un’esperienza così intensa. Nucera ha già molti appuntamenti con ‘consultori’, rappresentanti di associazioni, club e fondazioni di italiani all’estero, con emigrati che occupano posti di rilievo a New York e nei centri vicini. Ma in questi incontri occasionali c’è qualcosa di più: ogni parola rivela nostalgia, affetto, amore per la Calabria, per la terra lontana, ma mai dimenticata. In ogni colloquio, infatti, c’è l’ostinata volontà di mantenere sempre vivi i contatti con chi è rimasto a casa. «Sono tante le “storie” che si susseguono nei sorrisi e nelle facce che assistono al corteo» scrive Nucera. C’è quella di Antonio, originario di Capri, di Giuseppe, originario di Melito Porto Salvo e di Rocco e Mariuccia: vengono da Scilla.

Giovanni Nucera con Mimmo Talarico, Giulio Terzi e consorte


E’ come entrare in una dimensione senza tempo e senza spazio. Si, perché lo spazio che separa l’emigrante alla sua terra  è come annullato. «Forse dovremmo imparare qualcosa da questi emigrati – scrive Nucera nel suo libro – Forse anche attraverso loro e la loro compostezza ed attaccamento alla nostra terra dovremmo maturare più rispetto per i nostri territori e le nostre comunità».
“ReggioNew-York – andataritorno” da anche conto della ‘mission’ istituzionale che Nucera ha svolto in terra americana, promuovendo, ad esempio, le opportunità offerte dall’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria, con gli studenti, di origine italiana e non, della “Monroe Woodbury High Scool”,  della “Central Valley”, nello Stato del New Jersey, diretta per anni da un Preside di origini italiane: Aldo Filippone.  Le interviste scritte e parlate ai due maggiori organi di stampa in lingua italiana della zona: “America Oggi”, quotidiano diffuso a New York e dintorni, e Radio ICN “Italian Communication Network”,  che copre con il suo segnale il territorio dello Stato di New York, il New Jersey ed il Connecticud.

Un carro allegorico al Columbus Day


Poi gli incontri privati, con tanti italiani che hanno aiutato l’autore a scoprire la “Merica”, quella degli emigrati, con le loro storie, i loro successi, i loro desideri e le loro aspirazioni. Un riconoscimento “dovuto” a chi ce l’ha fatta, come Francesco Rubino, illustre scienziato, oggi direttore del Centro di Chirurgia per il diabete al Weill Cornell Nedical College di New York, o Tony Brusco, oggi a capo di una importante società editoriale. Decine di storie, piacevoli, entusiasmanti, ed anche dolorose, che emergono dallo sfondo di centinaia di migliaia di calabresi che a cavallo del ‘900 sbarcarono ad Ellis Island, “l’isola delle lacrime”; quelle di coloro che all’onta dell’espulsione e del rientro forzato in patria e la derisione del ritorno a casa, preferivano tuffarsi nelle gelide acque del fiume Hudson”.