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Venerdì, 22 Novembre 2019

Non è un romanzo. L’almanacco dei sapori di Daniel Cundari

“L’acqua del Crati verde e grigiastra”, “le spiagge di Coreca”, “il cielo terso di Rogliano”: i luoghi di Daniel Cundari, grande sorpresa della nuova letteratura calabrese, minuziosamente descritti con un linguaggio poetico inaspettato nella sua prima opera di narrativa. “Istruzioni per distruggere il vento” (Rubbettino) non è un romanzo, non è solcato da una storia precisa, è un almanacco di sapori, arte e nostalgia.

Daniel Cundari


È un libro in cui il compito di costruire una storia tocca all’immaginazione del lettore attraverso indizi lanciati dall’autore: sprazzi di vita quotidiana incastonati nella cornice del museo all’aperto di Cosenza, dei versi di Franco Costabile, Domenico Zappone, Lorenzo Calogero; nella rievocazione del terremoto calabro-siculo del 1908, nell’ineffabile essenza della pitta ‘mpigliata, del vecchio amaro del Capo, dei “funghi che scioglievano i loro muscoli tra le vene dei girasoli”. Più che un susseguirsi di vicende personali, “Istruzioni per distruggere il vento” sembra essere un sorteggio di pensieri profondi quanto rarefatti, accompagnati da un’aggressiva riflessione sull’immagine che si ha della Calabria: “Lei crede davvero che sia solo un’orgia di morti ammazzati, di preghiere indurite in dialetti indecifrabili pronunciate da analfabeti pronti a vendere l’anima al diavolo per qualche centesimo, una terra fatta di alluvioni, disordini, di bambini rapiti negli esofagi inospitali dell’Aspromonte, di nosocomi vecchi e lasciati allo sbando da politici affaristi? Me lo domando, perché allora non capisco il significato della mia venuta al mondo e di quella dei miei antenati, della rabbia increspata nei sacrifici e negli immensi viaggi intrapresi per sbarcare il lunario e mandare un po’ di spiccioli a casa, e sfamare intere generazioni di ragazzoni pronti a partire in guerra per difendere uno Stato che li umilia giorno dopo giorno, senza tregua, senza vergogna”. Irruento, impetuoso, quasi come se parlare della Calabria fosse un modo per andare più lontano, per alzare gli occhi e approdare in una “stanza col tetto sul mare”, in uno “scoglio di sogni”, in una “parete ricoperta di stelle”. Non un sistema precostituito, non un ambiente dai confini delineati, né una ricezione assoluta dei luoghi: ogni luogo è un luogo a modo suo, e Daniel Cundari ha dimostrato la sua abilità nel darne una descrizione poeticamente interiorizzata.  Autore di Cacagliu'si/Balbuzienti (Roma, 2006, edizione bilingue a cura di Pasquino Crupi e Dante Maffia), Il dolore dell'acqua (Roma, 2007, a cura di Mario Specchio), Geografia feroz (acura di Alejandro Pedregosa e Trinidad Gan), lo scrittore di Rogliano ha ricevuto numerosi riconoscimenti letterari, tra cui il Premio Genil de Literatura solitamente destinato ad artisti iberici. Alcuni suoi testi sono presenti su riviste indipendenti e cataloghi di pittura; ha partecipato a vari eventi in Spagna, Germania, Italia, Polonia, Francia e Principato di Monaco. Nel 2009 è stato il poeta straniero più giovane ospite della Catedra Federico Garcia Lorca. E ora approda con la sua prima opera di narrativa.

 

Istruzioni per distruggere il vento

di Daniel Cundari

Rubbettino, 112 pag, € 10,00