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Venerdì, 22 Novembre 2019

I vini del Pollino e la ristorazione di qualità. Un “libro-guida” di Gagliardi e Marchionni

Quando si incontrano un editore attento ai temi del territorio e due giovani manager del gusto come Giovanni Gagliardi e Paolo Marchionni, può venirne fuori una pubblicazione di gran pregio ( anche nella veste grafica e nei materiali utilizzati)  che Quando si incontrano un editore attento ai temi del territorio e due giovani manager del gusto come Giovanni Gagliardi e Paolo Marchionni, può venirne fuori una pubblicazione di gran pregio ( anche nella veste grafica e nei materiali utilizzati)  che ha il merito di accendere non banalmente i riflettori sul rapporto tra produzione vitivinicola nell’area compresa tra la pianura di Sibari ed il Pollino e la  ristorazione di qualità in Calabria.
Giovanni Gagliardi, calabrese doc, si occupa di fund raising e pubbliche relazioni nell’ambito di importanti manifestazioni culturali. Nel 2005 dà vita ad Enoica, con cui sviluppa progetti legati al settore vitivinicolo, svolgendo collaborazioni con gruppi di aziende e consorzi di tutela in Toscana e Calabria. E’ responsabile della comunicazione di WineJob.it, il primo portale italiano di recruitment del settore vitivinicolo. Dal 2009  è responsabile del sito vinocalabrese.it.
Paolo Marchionni, fiorentino, produttore vitivinicolo, collabora con l’Università di Firenze nell’ambito di studi relativi all’enogastronomia e partecipa alle sessioni di degustazione di guide dedicate al vino. Dal 2005 collabora con la Ascione Associati per progetti legati al vino, in qualità di project manager di una innovativa divisione di vendita di un’azienda di distribuzione.
Il libro, edito da Rubbettino, si intitola “Intorno a Ferrocinto, I grandi vini della Dop Terre di Cosenza Pollino incontrano l’alta ristorazione calabrese” ed ha avuto il patrocinio del Ministero delle politiche agricole e della Regione Calabria, Assessorato all’Agricoltura.
“E’ suggestiva e accattivante – ha scritto l’Assessore Michele Trematerra in apertura del volume – l’impostazione così evocativa del libro, ma soprattutto è ricco il lavoro di ricerca e passione che traspare attraverso le pagine”, ricordando che la Regione Calabria è particolarmente interessata alla promozione della filiera vitivinicola nell’ambito delle politiche di sviluppo regionale.
Gli autori, che a proposito del lavoro hanno parlato di “Un percorso emozionante, che parte dal cuore del Pollino per aprirsi alla Calabria”, hanno condensato nell’opera un apprezzabile racconto fotografico del territorio del Pollino, un ricco bouquet di notizie sulla storia e la tipologia dei principali vitigni autoctoni della zona, i ritratti e le storie dei produttori di vino e le schede delle loro aziende, una raccolta di ricette realizzate dagli chef del Consorzio di qualità della ristorazione calabrese Assapori, in abbinamento ai vini presentati.
Insieme a quattordici aziende produttrici di vino sono stati selezionati altrettanti ristoranti, sparsi su tutto il territorio calabrese, al fine di proporre una gamma di deliziosi, e in alcuni casi inediti, abbinamenti tra raffinata cucina locale e vini di qualità prodotti nell’area del Pollino.
Evidente, nelle intenzioni degli autori, l’intendo promozionale dell’opera, diretta a valorizzare, anche a fini turistici, un territorio ricco di storia, costumi, tradizioni, saperi e sapori.
“Una terra – scrivono Gagliardi e Marchionni – che è paesaggio e colori, scorci e panorami; una terra che genera frutti magnifici, come l’uva dei vignaioli. Una terra che dona prodotti sapientemente lavorati da artigiani del gusto, i ristoratori”.
Una terra che, come ricorda l’amministratore delegato del Consorzio dei Produttori Sibarit Antonio Schiavelli nell’introduzione, ha visto nascere, peraltro, il primo Distretto Agroalimentare di qualità della Calabria e le prime cooperative di produttori: “Prima che altrove in quest’area si comprende che grazie allo stare insieme si possono ottenere maggiori e migliori risultati e,questo, nel Sud e in Calabria, non rappresenta un episodio economico, ma è un indicatore, inequivocabile, di capitale sociale, di socialità, di comunità. (…) consente  di affrontare la globalizzazione mantenendo radici profonde, sentendosi non esclusi dal processo di modernizzazione e meno esposti ai mercati globali”.
Gli scatti, davvero suggestivi, evocativi, che accompagnano dolcemente il lettore nel viaggio tra vigneti e scorci panoramici, vecchi ruderi e cantine, centri storici e piatti prelibati, sono di Saï Stéphane Aït Ouarab,  fotografo parigino che da più anni si occupa di fotografia d’arte e di moda, cinema e sport.