Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Sabato, 21 Settembre 2019

Il bergamotto dei desideri

Nasce solo nella zona compresa tra Villa San Giovanni e Monasterace, tra il Mar Tirreno e lo Ionio, dove, nei mesi primaverili, il suo profumo diventa inebriante. Forma e colore richiamano quelle del pompelmo, ma le sue proprietà benefiche vanno Nasce solo nella zona compresa tra Villa San Giovanni e Monasterace, tra il Mar Tirreno e lo Ionio, dove, nei mesi primaverili, il suo profumo diventa inebriante. Forma e colore richiamano quelle del pompelmo, ma le sue proprietà benefiche vanno molto oltre. E’ il bergamotto; fino ad oggi “oggetto di desiderio” in particolare da parte dell’industria cosmetica, farmaceutica e alimentare, adesso “irrompe” quale fattore fondamentale della prevenzione cardiovascolare e del vivere sano. La ricerca cardiologica lo accoglie e lo celebraper le sue componenti che sono in grado di incidere positivamente sui fattori di rischio, in particolare le dislipidemie, abbassandone il livello.
Il bergamotto (Citrus Bergamia Risso) appartiene alla famiglia delle Rutacee ed è una pianta endemica della costa Jonica della Calabria. L’olio essenziale consta di una frazione volatile, che costituisce circa il 93-96% dell’intero olio e di un residuo non volatile, che costituisce il rimanente 4-7%.
E’ un agrume singolare, con un profilo unico di flavonoidi e di flavonoidi glicosilati ( neoeriocitrina, la neoesperidina, la naringina, la rutina, la neodesmina, la rhoifolina e la poncirina) presenti sia nel suo succo che nell’ albedo (pellicola interna spugnosa della buccia degli agrumi, di colore bianco-giallognolo). Proprio la composizione chimica di questi flavonoidi, oltre al loro contenuto particolarmente elevato, differenzia il bergamotto dagli altri agrumi, giocando, soprattutto, un ruolo importante nel migliorare l’aterosclerosi grazie ai loro effetti anti antiossidanti ed anti-infiammatori. Significative, al riguardo, le parole di uno dei nomi più autorevoli della cardiologiaitaliana, il professore Livio Dei Cas: “Probabilmente, neanche voi calabresi vi rendete conto di quello che avete in mano”.

E’ lo studio che nasce dalla collaborazione tra l’Università Tor Vergata di Roma e la “Magna Graecia”di Catanzaro ad aprire,nelle sue varie tappe di approfondimento, una nuova pagina scientifica.
Il lavoro prende le mosse dalla composizione chimica dei flavonoidicon il risultato che il bergamotto viene proposto come meccanismo alternativo di terapia contro l’iperlipidemia,  il più importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari e quindi per lo sviluppo di aterosclerosi coronarica
E’ il 2008 quando il gruppo guidato dal professorereggino Franco Romeo pubblica su “Journal of CardiovascularPharmacology and Therapeutic”un lavoro in collaborazione con il gruppo del prof. Enzo Mollace.  Sia da studi in vivo sull’animale che su quelli invitroemerge come la frazione non volatile dell’estratto del bergamotto possieda alcuni effetti vaso protettivi capaci di inibire la restenosiche si viene a creare nella carotide del ratto dopo il balloon injury (danno da pallone). Ancora,questo prodotto possiede spiccate capacità antiossidanti in grado di ridurre in maniera significativa i ROS (radicali liberi dell’ossigeno).
In tempi più recenti, arrivaun ulteriore articolo su “Fitoterapia”: somministrando l’estratto di bergamotto, si ha una riduzione del Colesterolo Totale,un incremento del Colesterolo HDL del 33% ed una diminuzione dose dipendente dei valori glicemici del 18% per 500 mg/die e del 22% per 1000 mg/die.In pratica, il bergamotto, se non sostituisce le statine, di certo si comporta come queste ultime.
“Considerando che lamaggior parte dei protocolli terapeutici per abbassare i livelli plasmatici di colesterolo (cLDL e totCol) sono stati realizzati su farmaci che appartengono alla famiglia delle statine, e che questi non possono essere somministrati ad almeno il 50% dei pazienti che ne avrebbero bisogno a causa dei loro effetti collaterali come la mialgia el’incremento delle transaminasi, il fatto non può passare inosservato”, spiega il dott. Saverio Muscoli, calabrese anche lui che opera all’Università “Tor Vergata” di Roma.Ed allora, stiamo valutando l’effetto dell’associazione dell’integratore a base dibergamotto con un basso dosaggio di statine. I risultati preliminari ricavati sono sorprendenti in quanto simili a quelli ottenuti usando le statine a dosaggi maggiori, con tanti vantaggi e diminuzione degli effetti collaterali. Per ora sono appunti di dati iniziali, ma tutto ciò ci fa ben sperare”.
Dunque, dallo studio- che intanto prosegue con tenace passione e rinnovato vigore- si evince come questo nuovo integratore derivato dal bergamottopossa dimostrarsiunvalido aiuto nel combattere la dislipidemia, specialmente in quella fascia di pazienti intollerantialle statine o in tutti quei pazienti giovani affetti da dislipidemia in cui non si vuole iniziare una terapia aggressiva con farmaci importanti quali le statine, ma nei quali si vuole intraprendere un programma di prevenzione primaria.