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Martedì, 20 Novembre 2018

Al Catanzaro che punta su Auteri ora manca…una punta

Per il secondo anno della sua gestione Floriano Noto, presidente di un Catanzaro Calcio tornato nel frattempo alla sua antica denominazione U.S., ha puntato su un allenatore capace e vincente.

E’ così tornato sulla panchina giallorossa quel Gaetano Auteri che qualche anno addietro – era precisamente la stagione 2009-2019 - il campionato lo aveva praticamente vinto, salvo poi  ‘regalarlo’ alla Cisco Roma in una doppia finale che ai tifosi della Aquile ancora brucia come una ferita aperta per via dell’anomalo rendimento di qualche singolo nella prima finale del Flaminio.

Gaetano Auteri

Intanto lui, lo special one siciliano (nato a Floridia, Siracusa), è rimasto sempre molto attaccato alla piazza cui stava regalando una meritatissima promozione in C1 frutto di bel gioco, gol e vittorie a fronte di situazioni economiche e strutturali molto ma molto precarie. Per questo, spinto anche dal vicepresidente Nicola Santacroce – cognato e suo consigliere privilegiato – l’alto rappresentante dell’omonimo Gruppo familiare della grande distribuzione (Coop) ora a capo della società giallorossa ha puntato sul tecnico più bravo disponibile, profondo conoscitore di una categoria che ha vinto più volte (Gallipoli, Nocera, Benevento) raggiungendo in altre le fasi finali dei play off promozione. Dopo l’anno sabbatico ed un primo campionato troppo sofferto, concluso con una risicata salvezza, l’ingegnere Noto ha fatto condividere ad Auteri un progetto biennale basato sulla costruzione di una squadra che non abbia l’aut aut di vincere o fallire, bensì di una compagine costruita su un telaio quasi completamente nuovo capace di iniziare un ciclo vincente. Sono quindi arrivati ben 21 giocatori nuovi per cancellare del tutto una prima stagione in cui gli errori sono stati tanti, ma la cui gestione dietro i tavoli della sede sociale (DS Doronzo, DG Maglione poi Logiudice); in campo ed in panchina (Erra, Dionigi e Pancaro) è stata condizionata fortemente dall’inchiesta sulla presunta combine Catanzaro-Avellino. Questa, scaturita da un filone delle indagini sulla Gicos dell’ex patron Giuseppe Cosentino, ha per quasi tutto il torneo vincolato le mosse della dirigenze, alle prese con lo spettro di una inusitata retrocessione in serie D. Passata la grande paura Noto e Logiudice hanno così rinnovato i ranghi e con grande oculatezza –  secondo alcuni tifosi anche troppa… - allestito una rosa che pian piano Auteri sta plasmando secondo il suo credo tattico (3-4-3), ma oggettivamente leggera nel reparto più avanzato. La mancata cessione del centravanti Infantino (attualmente alle prese con un noioso infortunio) durante l’estate ed alcuni accordi dati già per fatti ma saltati per diversi motivi (uno per tutti il leccese Doumbia, ma anche Caturano ed Evacuo) costringono ora il Catanzaro a fare i conti con un potenziale offensivo decisamente meno dotato di quello che ambiente e tifosi auspicavano. Niente di compromesso, sia chiaro. Ma alcune partite dove il grosso spessore della squadra avversaria e la vena poco ispirata degli attaccanti in dotazione tengono a zero la casella dei gol fatti, un marpione di area ed un centravanti autorevole possono decidere il match e proiettarti in alto. Li dove aspirano dirigenza ambiziosa ed una piazza ormai esausta di tornei anonimi. A tutto questo si aggiunga la grandissima confusione in cui il sistema-calcio italiano (Serie C compresa) è ‘riuscito’ a cadere, con squadre a luglio a festeggiare il ripescaggio in B ed ora candidate di ferro al primo posto nello stesso girone dei giallorossi (Catania). O altre che ancora oggi dopo otto turni di campionato non hanno ancora iniziato a giocare perché in attesa di essere spostate di girone! Un tourbillon di situazioni che aumentano i problemi organizzativi e di organico per chi vuole far calcio ma è costretto a spezzettare il torneo giocando di martedì, sabato e mercoledì; e poi a star fermi quindici giorni perché intanto c’è la sosta individuale (causa torneo monco a 19 squadre). A questo si aggiunga l’elemento imponderabile, come l’allerta meteo sul capoluogo di regione che ha fatto saltare la quinta di campionato contro la Reggina, partita che ancora oggi non si sa quando recuperare (anche perché gli amaranto nel frattempo hanno il Granillo inagibile e sono costretti a giocare spesso di lunedì su altri campi). Insomma chi pensava che al secondo anno Noto potesse finalmente progettare in tranquillità un Catanzaro di nuovo ambizioso, anche se non ammazzacampionato, dovrà attendere ancora. Il numero uno societario ha già detto fin dall’insediamento che la sua società non farà mai spese folli. E’ innegabile però che nella prossima sessione di mercato questa squadra- che peraltro già gira bene ed in attesa di maturare fa già capire i suoi importanti margini di miglioramento – ha una sua buona fisionomia, diverte, non è ancora stata surclassata sul piano del gioco; ma ha grossi limiti realizzativi frutto dei limiti di peso e altezza negli ultimi 15 metri.