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Mercoledì, 17 Ottobre 2018

Notte dei Ricercatori 2018 SuperScienceMe

Il 28 settembre nei tre atenei calabresi l’evento che, in contemporanea in 116 città italiane e in tutta Europa ha celebrato l’incontro tra scienza e società.

Un giorno di festa nel corso del quale gli atenei della Calabria sono stati invasi da migliaia di visitatori ai quali è stata offerta la possibilità di vivere e conoscere, direttamente sul campo, la bellezza della ricerca e le meraviglie della innovazione. Il 28 settembre, laboratori e centri di ricerca delle tre università calabresi, in contemporanea con altre centinaia di città in tutta Europa, hanno aperto le porte per dare vita a quello scambio virtuoso di saperi e conoscenza così essenziale per la crescita sociale ed economica di una regione che si apre alla sfida competitiva dell’innovazione forte delle sinergie tra i principali attori del sistema. In Calabria, infatti, l’edizione 2018 della “Notte europea dei ricercatori” si è realizzata attraverso un unico format, grazie al progetto finanziato dalla Commissione Europea “SuperScienceMe”, presentato congiuntamente dall’Università della Calabria (in qualità di soggetto capofila), dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria e dall’Università Magna Græcia di Catanzaro insieme a sei istituti del CNR e alla Regione Calabria (dipartimento Programmazione e Fincalabra). Il progetto di respiro biennale, nato quattro anni fa all'università della Calabria, si sviluppa tra occasioni di didattica ed approfondimento per gli studenti delle scuole calabresi. Numerosissime le visite organizzate a cui si sono accompagnati eventi e spettacoli che si protratti fino a tarda notte. Il mondo della ricerca, dunque, abbraccia e dialoga con le varie realtà del territorio e si mescola alla gente abbandonando il vecchio cliché che vuole le strutture accademiche confinate nella propria torre d’avorio. Anzi. Il messaggio che, anche attraverso questo significativo evento scientifico si vuole lanciare, è chiaro ed efficace e ribalta la prospettiva nella dinamica di uno scambio osmotico tra università e società: la ricerca e la conoscenza costituiscono, infatti, un autentico patrimonio e rappresentano la chiave per il cambiamento e per lo sviluppo sostenibile. Una consapevolezza che deve radicarsi nel sentire collettivo per richiamare sempre maggior attenzione verso un settore che produce risultati concreti e che vede il nostro Paese e la nostra regione assolutamente all’avanguardia. La formula voluta per la notte “Notte dei ricercatori 2018” è stata scandita da numerose iniziative, approfondimenti e attrazioni: oltre alle visite nei vari dipartimenti, tante le attività ludico-didattiche ed ancora, l’Expo della ricerca, delle tecnologie e dei prodotti scientifici: i risultati delle attività accademiche, di start up e spin off e delle imprese che operano nel mondo dell’innovazione sono stati al centro di uno confronto conoscitivo intenso e partecipato. Gli spazi degli atenei, poi, sono stati animati da artisti di strada e vari performer fino a lasciare spazio, in serata, ai grandi concerti affidati ad artisti di primo piano nel panorama della musica nazionale. All’Unical, sono saliti sul palco, grazie alla collaborazione con Color Fest, Mauro Ermanno Giovanardi, Maria Antonietta, il duo rap Coma Cose, Giorgio Poi e Nada. L’università Mediterranea invece ha ospitato la tappa del suo tour estivo “Da che Sud è Sud” di Eugenio Bennato.