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Domenica, 09 Dicembre 2018

Il calcio e le donne. Maria Barresi racconta la favola del Crotone

Ha raccontato in un volume, con grande passione, la favola del Crotone, i suoi oltre cento anni di storia, l'indimenticabile promozione in A del 2016 e l'incredibile salvezza centrata dai pitagorici all'ultima giornata, nella stagione successiva.

Maria Barresi

Edito dalla Minerva di Bologna, uscito lo scorso autunno, è presente nelle librerie di tutta Italia. “Ma il cielo è sempre più rossoblù" si intitola così il romanzo scritto dalla giornalista reggina Maria Barresi, firma di primo piano della redazione cultura e spettacoli del Tg1. Richiama il famoso refrain del brano del cantautore crotonese Rino Gaetano, scomparso prematuramente nel 1981. Maria, oltre a simpatizzare per la Reggina, la squadra della sua città, è diventata un’accanita sostenitrice degli “squali”. Tutte le volte che ha la possibilità prende un aereo e si reca allo “Scida” per seguire la formazione jonica o salta in macchina con suoi amici per raggiungere la squadra quando gioca trasferta. Ormai sa tutto del “mondo” Crotone, conosce ambiente, giocatori, dirigenti, staff tecnico. Il calcio, adesso, fa parte integrante della sua vita, mentre fino a qualche anno fa seguiva questa disciplina con un certo distacco: “Mai - dichiara - avrei immaginato di poter scrivere un libro su una squadra di calcio, eppure l’ho fatto. Mi sono avvicinata a questo sport quando la Reggina è stata promossa in serie A. Ricordo ancora la festa in città. L’anno seguente poi, era il 19 marzo del 2000, all’Olimpico gli amaranto affrontavano la Roma di Capello. Mi sarebbe piaciuto andare allo stadio, ma per il settore riservato ai tifosi ospiti i biglietti erano esauriti. Sembrava una gara dal pronostico chiuso, invece, la squadra di Colomba riuscì, con una rete per tempo (e con pieno merito), a firmare l’impresa. Segnarono Cozza e Cirillo. Quella gara l'ho vista in tv e sono stata felice per quel successo. Adoro le imprese. Il calcio riesce a regalare ancora emozioni. In questo senso hanno ragione tutti coloro che lo considerano una metafora della vita. Ho iniziato ad interessarmi del Crotone nella primavera del 2016. Avevo capito che i rossoblù sarebbero andati in A e da lì nacque l’idea di scrivere un libro per esaltare portata storica dell'evento.

Sergio Cammariere con il libro di Maria Barresi

L’otto febbraio del 2017, inoltre, sono stata ospite della trasmissione di Raisport, “Zona Undici”, condotta da Marco Mazzocchi, per commentare Crotone-Juventus. La gara fini 2-0 per i lanciatissimi bianconeri, e gli esperti dopo quella sconfitta consideravano ormai i pitagorici candidati alla retrocessione. A caldo dissi di credere nei miracoli perché noi calabresi siamo tenaci. Ero convinta che il Crotone ce l’avrebbe fatta ed ho avuto ragione. L’ultima giornata ero in turno a Roma e non ho potuto seguire dal vivo Crotone-Lazio. Ho visto la partita negli studi di Saxa Rubra e, al triplice fischio finale che ha sancito l’incredibile salvezza dei pitagorici, per poco il cuore non mi è scoppiato di felicità”.
Il volume della Barresi (che ha raccolto anche una testimonianza del cantautore crotonese Sergio Cammariere) ha partecipato alle selezioni per i premi Coni di editoria sportiva e al “Bancarella sport". Maria ha sempre la Calabria dentro e il dodici giugno scorso è tornata da queste parti, esattamente a Catanzaro, per ricevere un riconoscimento legato al libro sulla storia della squadra pitagorica. Tra le due tifoserie non corre buon sangue, ma la città dei tre colli ha voluto ugualmente celebrare la straordinaria “favola” di formazione crotoniate protagonista di una impresa che resterà scolpita per sempre negli almanacchi. “Ho ricevuto tante attestazioni di stima pure dagli amici di Catanzaro. Mi auguro il prossimo anno di poter aggiornare il libro e di poter raccontare la seconda promozione in A dei rossoblù. Ci credo, anche perché sono convinta che la società farà di tutto pur di costruire una squadra competitiva con l’obiettivo immediato del ritorno nella massima serie. La retrocessione, per come è maturata, ha lasciato una ferita nell'animo di tutti. Ho seguito il Crotone a Napoli, nell’ultima giornata, ma contro l’undici di Sarri si poteva fare poco o nulla. Peccato per gli altri punti lasciati per strada (contro la Spal, il Benevento, il Cagliari) e per quelli sfuggiti nel finale contro la Lazio allo “Scida”, alla penultima. Nel calcio, così come nella vita, si vince e si perde. Ma bisogna saper reagire anche ai risultati negativi. Solo chi non cade, non si rialza”.