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Giovedì, 18 Ottobre 2018

Quando Sinan Pascià distrusse Reggio. Un libro di G. Caridi e la ballata di f. prestia per non dimenticare

I rapporti secolari tra le due sponde dello Stretto, a tratti all’insegna della collaborazione e dell’integrazione; in altri periodi storici, segnati da una “distanza” non solo fisica e geografica. Di fasi alterne e dei conseguenti effetti si è parlato in occasione della presentazione del volume (edito da Città del Sole) “Reggio Calabria. Storia di una città sullo Stretto (secoli XIV-XIX)” - a firma dello studioso Giuseppe Caridi - che consente di ricostruire le principali vicende politico - amministrative, socio-economiche ed ecclesiastiche dalla metà del secolo XIV al terremoto del 1908.


Occasione per rilanciare un’opportunità ed accelerare il processo di conurbazione verso obiettivi di sviluppo e progresso. Orizzonti che oggi sembrerebbero meno lontani ed irraggiungibili anche alla luce del riconoscimento di Reggio Calabria Città Metropolitana e del valore strategico dell’Area metropolitana dello Stretto. E proprio a palazzo “Corrado Alvaro”, sede della Città Metropolitana di Reggio, è stata scritta una bella pagina di cultura e arte con gli intervalli musicali della cantastorie Francesca Prestia, voce straordinaria che ha dato eco alla storia dell’antica Rhegion.
Ristampa di un volume pubblicato nel 2008 in occasione del centesimo anniversario del terremoto del 1908, il libro del professore Caridi intende far conoscere le caratteristiche che si sono evolute nel corso del tempo e che forse non sono ancora conosciute appieno. “Questo lavoro - afferma Josè Gambino (professore ordinario di geografia all’UniMe) - esprime ancora una volta la capacità di Caridi di affrontare con rigore metodologico e chiarezza espositiva argomenti di grande complessità, attestando una cultura completa e poliedrica sebbene il successo non abbia insuperbito l’autore, persona semplice ed attenta ai valori dell’amicizia”.
Entrando nel vivo dell’argomento trattato, il professore Caridi spiega: “Quando i rapporti tra le due realtà dirimpettaie sono stati stretti, ne hanno beneficiato entrambe; al contrario, quando si sono presentanti problemi di carattere politico, conflitti o ancora, le due realtàsono venute a trovarsi sotto amministrazioni diverse, le risultanze negative si sono riversate sulle due sponde. Aspetti di collaborazione stretta risalgono al 1674 quando Messina si ribella agli Spagnoli e Reggio dà una mano ai Messinesi.

da sinistra: Chiara Fera, Luisa Lombardo, Antonella Cuzzocrea, Franco Arcidiaco, Giuseppe Caridi, Francesca Prestia e Josè Gambino
da sinistra: Chiara Fera, Luisa Lombardo, Antonella Cuzzocrea, Franco Arcidiaco, Giuseppe Caridi, Francesca Prestia e Josè Gambino

Successivamente, Messina ha avuto per lungo tempo una serie di privilegi per quanto riguarda l’esportazione delle merci e un porto franco e di questo hanno beneficiato anche Reggio e la Calabria Meridionale poiché le principali esportazioni verso l’estero avvenivano attraverso il porto di Messina. Venendo ai giorni nostri, Messina ha rappresentato un polo d’attrazione sia sotto il profilo commerciale che dal punto di vista culturale per la presenza dell’Università. Sarebbe opportuno ora grazie ad una più forte spinta a livello istituzionale e superando i campanilismi, che si raggiungesse una maggiore integrazione e sinergia”.
Infine, un passaggio sulla collaborazione con Francesca Prestia: “Ho dato una ‘consulenza storica’ ad una ballata che la cantastorie per la prima volta ha eseguito in questa occasione”.
Un libro pregevole, ha commentato Stefano Iorfida, presidente di Anassilaos, associazione che non ha bisogno di presentazioni, da tutti conosciuta per il suo storico impegno a favore della cultura e della conoscenza.
“Persona dalle indubbie qualità morali ed umane, studioso che continua a lasciare il segno nella nostra città”, questo il “ritratto” del prof. Caridi a cura di Filippo Quartuccio, assessore alla Cultura della Città Metropolitana di Reggio Calabria nonché, “pilastro importante” dell'A.I.PAR.C - secondo Irene Tripodi - presidente della stessa associazione che si occupa anche della valorizzazione del nostro territorio.

La cantastorie Francesca Prestia
La cantastorie Francesca Prestia

A tema l’intermezzo musicale di Francesca Prestia con la ballata “Corsari e Castelli dal Codice Carratelli” ispirata al prestigioso manoscritto risalente alla fine del XVI secolo e composto da 99 acquerelli raffiguranti città fortificate, castelli e apprestamenti difensivi della Calabria Ultra. Struggente ed appassionata, la ballata racconta l’attacco di Scipione Cicala diventato Sinām Pascià, nel settembre 1594, alla città di Reggio e ricorda il coraggio e la fierezza di una grande città del Mezzogiorno e dei suoi cittadini. Dopo numerose incursioni sulle coste sicule, conduce la sua armata su per lo Stretto e va ad ormeggiarsi nella cosiddetta Fossa di San Giovanni. Dalle torri di guardia (illustrate nel Codice Romano Carratelli) le sentinelle seguono i suoi movimenti. Segnalano l’imminente pericolo e gli abitanti mettono in atto il piano di evacuazione. Portando con sé i beni essenziali, gli uomini, le donne e i bambini vanno a rifugiarsi fin su l’Aspromonte, mettendosi in salvo. Così Cicala non trova nessuno, devasta e incendia. Dall’alto della montagna, i reggini assistono addolorati e impotenti. Dopo vari giorni, Sinām Pascià con i suoi uomini si reimbarca e la flotta scompare oltre l’orizzonte. Gli abitanti tornano in città ma Reggio è ridotta a un cumulo di macerie. Qualche anno dopo, considerati gli ingenti costi della ricostruzione, il Re di Spagna Filippo III scrive alla Regia Camera della Sommaria (una sorta di Ministero dell’Economia e delle Finanze) di Napoli, ingiungendo di non far più riedificare la città nello stesso sito, perché troppo esposto alle incursioni turchesche. Un’ingiunzione che però, cade nel vuoto. Vince la caparbietà dei reggini che, invece, vogliono restare dove sono sempre stati e da lì saranno baluardo del regno cristiano e occidentale. Subiranno altri attacchi, ma alle “loro meravigliose bellezze” non rinunceranno.
“Senza la conoscenza della nostra storia non possiamo comprendere ed interpretare il presente - ha concluso Franco Arcidiaco (portavoce del sindaco di Reggio Calabria nonché alla guida, assieme alla moglie, Antonella Cuzzocrea, di “Città del Sole”, casa editrice con sede nella città reggina che sta conquistando sempre più visibilità sul piano nazionale”. Da parte sua, infine, un ringraziamento a Romano Pitaro, capo ufficio stampa del Consiglio regionale della Calabria che è stato fra i “padri ispiratori” dell’iniziativa.