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Sabato, 17 Agosto 2019

“Luce spietata”: le “nuove” emozioni raccontate da Natina Pizzi

Poetessa e scrittrice reggina, Natina non  ha il dono della vista, ma ha una sensibilità speciale che è sempre più apprezzata dalla comunità reggina ed arriva lì dove non tutti possono farcela:

rappresentare le mille sfaccettature e i mille “colori” della vita, quelli che accompagnano l’animo umano nel suo divagare continuo, tra salite e discese, sempre verso la ricerca infinita della felicità o di qualcosa che possa essere simile.

 “Se non ci fosse la poesia, non ci sarebbero gli occhi”. Questa frase Natina ripete spesso agli amici e in tutte le situazioni in cui il senso di partecipazione diventa momento costruttivo di confronto, di scambio di idee, di mettersi in gioco, in un rapporto con l’esistenza non certo facile.

E’ in fondo la sua filosofia di vita racchiusa nelle tre raccolte di poesie (“Afrodite”, “L’istante perfetto” e “Lo spigolo del cerchio”) che compongono la “Trilogia dell’Istante”, dando alla solitudine il colore e la dimensione della ricchezza interiore e rispondendo con la fantasia ai tanti buchi della vita che non l’ha risparmiata nel metterla così duramente alla prova.

L’ultima sua fatica letteraria ha un nome eloquente: “Luce spietata”. Un’opera intensa con toni anche drammatici che richiamano il buio della cecità che, nello spirito di Natina capace sempre  di cogliere il lato autentico e profondo delle cose, diventa opportunità per riflettere su qualcosa che siamo abituati a  dare per scontato per il solo fatto che ci appartiene da sempre. Un racconto del e dal buio, intrinseco di osservazioni, di spunti feroci amari aggraziati ironici e spietati sulla cecità, sul vivere nel buio – mostro violento che ci condanna: è il messaggio di Pino Zoccali nella sua introduzione al volume, che ci fa capire quali siano i veri valori della nostra esistenza che spesso si perde a inseguire cose futili e di poco “peso”.