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Mercoledì, 21 Agosto 2019

A Mimmo Gangemi, “scrittore calabrese”, il “Bergamotto d’oro”

Il prestigioso Premio, istituito nel lontano 1959 dal Lions Club di Reggio Calabria Host, è stato conferito dal presidente dello stesso club Elio Stellitano e dal presidente della Commissione giudicatrice avvocato Michele Salazar, all’autore de “Il Giudice Meschino”, solo per Il prestigioso Premio, istituito nel lontano 1959 dal Lions Club di Reggio Calabria Host, è stato conferito dal presidente dello stesso club Elio Stellitano e dal presidente della Commissione giudicatrice avvocato Michele Salazar, all’autore de “Il Giudice Meschino”, solo per citare, tra le undici fatiche letterarie di Gangemi, quella che ha vinto il premio selezione Bancarella e ha dato vita ad una fiction televisiva e ad un progetto legato al territorio e alle questioni che più lo connotano. Premio Bergamotto oroUn progetto che potrebbe continuare e svilupparsi con nuovi scenari, anche se per scaramanzia, assecondando il suo spirito riservato, Mimmo Gangemi preferisce “rinviare la trattazione”, proprio come è stato quando trapelavano le prime ipotesi di un interessamento concreto della Rai sul romanzo incentrato sulle figure del magistrato indolente costretto a diventare eroe suo malgrado e di un vecchio padrino che parla come un oracolo e dal carcere orienta le indagini.  “Bergamotto d’oro al “merito letterario”: in queste poche parole, è racchiuso il senso profondo del premio, essendo riuscito lo scrittore reggino a contribuire a realizzare “quel percorso di esaltazione dei valori spirituali e sociali animatori dei Lions, portando all’ammirazione ed alla gratitudine del pubblico i calabresi che per l’eccellenza delle opere, per l’importanza delle iniziative e per la fama della loro personalità, si sono distinti e resi benemeriti”. Così, all’Hotel Excelsior, che ha ospitato la cerimonia di premiazione alla presenza del neo presidente, avvocato Silvio Dattola, Mimmo Gangemi può salutare questa sua nuova esperienza: un riconoscimento non per un’ opera specifica e per avere messo nero su bianco sensazioni, emozioni, riflessioni che in quel momento hanno conquistato pubblico e critica, ma per molto di più: premio bergamotto oro (2)per quell’arte letteraria che non ha confini e limiti, che gli appartiene dalla nascita e che lui ha affinato nel tempo, mantenendo sempre stretto il rapporto con la Calabria e creando figure e personaggi divenute di “peso” nella letteratura. Doti che, oggi più che mai, lo vedono tra i protagonisti indiscussi del panorama nazionale ed anche internazionale, con pubblicazioni in territorio francese, pronte a ripetersi. Dice Gangemi: “Lo ammetto: l’emozione si rinnova ed è sempre una prima volta quando si accendono i riflettori sulla tua persona. Ho avuto diversi riconoscimenti: il Premio selezione Bancarella, che è il terzo per importanza in Italia, il Premio “Lettori di Lucca”, il premio Tropea nei tempi in cui era all’apice della fama, il premio “Repaci”, ma il “Bergamotto d’oro”, legato ad uno dei prodotti di eccellenza della regginità che sta conquistando il mondo scientifico per le sue proprietà salutari-, ha decisamente una natura diversa. Mi piace vederlo come un premio alla carriera e per avere contribuito ad elevare l’immagine della nostra terra, alla quale mi sento fortemente legato. E poi c’è un altro motivo che mi inorgoglisce: non capita molto spesso di essere ricordarti nella tua città, perché, girando per il mondo, mi convinco sempre di più che valga il detto “Nemo profeta in patria”.  Così, premi e sfide si intrecciano nel segno di una grande dinamicità di spirito e versatilità di contenuti e idee che lo vedono già pronto ad abbracciare una nuova scommessa letteraria. “Ci sono voluti quindici anni di gavetta perché l’Einaudi si accorgesse di me. Ebbene,sarebbe bello ed importante che si riducesse la distanza tra la Calabria e i grandi gruppi editoriali del Nord”, conclude lo scrittore calabrese.