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Martedì, 15 Ottobre 2019

Giustizia sociale e tutela dell’ambiente nella nuova idea urbanista

Pianificare la città contemporanea, considerando l’urbanistica quale bene comune, è stato il percorso disegnato, nella sala Federica Monteleone di Palazzo Campanella, dalla sezione calabrese dell’istituto nazionale urbanistica con la partecipazione di numerosi studiosi del settore, rappresentanti degli enti locali, ordini Pianificare la città contemporanea, considerando l’urbanistica quale bene comune, è stato il percorso disegnato, nella sala Federica Monteleone di Palazzo Campanella, dalla sezione calabrese dell’istituto nazionale urbanistica con la partecipazione di numerosi studiosi del settore, rappresentanti degli enti locali, ordini professionali ed associazioni. Irto inuIl convegno, diviso idealmente in due momenti, si è arricchito della tavola rotonda condotta Marisa Gigliotti, segretaria Inu-Calabria e del documento programmatico contenente le linee guida strategiche per “illuminare” il cammino delle politiche in materia di urbanistica, valutando i bisogni sociali e una equa distribuzione dei diritti. In questa direzione, il messaggio finale inviato al tavolo dei lavori da parte della presidente nazionale Inu Silvia Viviani che ha richiamato, dando atto anche del lavoro della sezione calabrese guidata da Domenico Passarelli, i tre tratti più qualificanti dell’azione dell’Inu: “nuovi assetti geografici istituzionali, innovazione tecnologica e cambiamenti climatici”. Ed è stato proprio Passarelli ad aprire l’interessante iniziativa, con una relazione che, per la qualità dei suoi contenuti umani e sociali, il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto ha definito “non un semplice atto di saluto ai partecipanti, bensì vere e proprie linee programmatiche nella direzione della riqualificazione urbana e della messa a punto degli  strumenti operativi di riferimento”.
Ed infatti, parlando di “sfida non solamente tecnica, ma soprattutto culturale che non può essere affrontata senza una riaffermazione dell’etica dell’agire pubblico e senza una rinegoziazione delle regole”, Domenico Passarelli ha conquistato l’auditorio ricordando l’importanza di conservare il patrimonio storico-culturale: “Giustizia sociale e tutela dell’ambiente, posizionando prioritariamente il bene comune sul profitto del singolo,  rappresentano i punti chiave del pensiero urbanistico contemporaneo,  di come vogliamo costruire le nostre città del futuro e di come una nuova cultura progettuale possa diventare strada e motore di questa visione”, ha detto il presidente regionale Inu. Tra i tanti interventi (del vice direttore del Pau Domenico Massimo, del prorettore Marcello Zimbone che ha richiamato la grande tradizione dell’ urbanistica nella Mediterranea che ha avuto la sua anima nel prof. emerito Enrico Costa che, a conclusione della lunga giornata, ha espresso “grande fiducia nel seminato di questi anni”; di Francesco Falcone, presidente regionale Legambiente, dell’architetto Fascì, del dott. Belmonte, di Francesco Suraci, dirigente Arpacal, di Ferdinando Verardi, presidente Agci Calabria, di Sante Foresta, docente della Mediterranea), il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà ha richiamato la nuova idea di piano legata alla città metropolitana mentre il dirigente regionale della Protezione civile Carlo Tansi, ha espresso la preoccupazione perché “non si è fatta memoria dei grandi disastri che hanno colpito la nostra Regione e le norme imposte dal Regio Decreto  1909 sulla costruzione di edifici, nel corso del tempo, sono state abbandonate”. Significativi i passaggi del presidente del Consiglio regionale Nicola Irto, alla presenza dei colleghi consiglieri Arturo Bova e Mario Magno, legando presente e futuro nell’azione di rilancio del territorio che vede impegnato il Consiglio regionale della Calabria. “Abbiamo fatto cose importanti in questi mesi e prodotto  norme e leggi concrete che forse non hanno avuto la giusta comunicazione. Il Piano regionale dei rifiuti, con la parte speciale dedicata allo smaltimento dell’amianto, il Piano regionale dei Trasporti e la stessa legge urbanistica vanno in questa direzione. Senza dimenticare i contratti di fiume: una sfida innovativa che ha avuto il grande merito di tradurre la governance dal basso”, ha concluso  il presidente, ricordando, dopo il no al carbone, la prima riunione del tavolo sul futuro di Saline in programma nei primi di giugno.