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Sabato, 29 Febbraio 2020

Acquaformosa: dove si studiano i rapaci

C'è un'altra Calabria al di là di quella baciata dal mare e dalla montagna. Un'altra Calabria positiva che cerca di ritagliarsi un posto importante nell'ambito del turismo naturalistico. Cresce e si moltiplica, infatti, il consenso e la partecipazione della gente C'è un'altra Calabria al di là di quella baciata dal mare e dalla montagna. Un'altra Calabria positiva che cerca di ritagliarsi un posto importante nell'ambito del turismo naturalistico. Cresce e si moltiplica, infatti, il consenso e la partecipazione della gente verso l’Area faunistica per gli uccelli rapaci di Acquaformosa nel Parco Nazionale del Pollino.

Il centro servizi Area Faunistica di Acquaformosa


Inaugurata lo scorso 15 giugno l’area faunistica, ubicata in località Zampognaro, si estende su circa un ettaro di superficie boscata a soli due chilometri dal centro abitato di Acquaformosa. E’ stata meta di molti visitatori, non solo cittadini di Acquaformosa e dei paesi vicini, ma anche di tanti giovani e di turisti che hanno espresso pareri favorevoli e incoraggianti. "In particolare - racconta Mauro Tripepi, presidente del Cipr, Comitato Italiano per la Protezione degli Uccelli Rapaci -  i turisti belgi e francesi che hanno avuto parole di grande elogio per un realtà che probabilmente non si aspettavano nemmeno di trovare in Calabria". L’Area è gestita dal Comitato Italiano per la Protezione degli Uccelli Rapaci, che ha garantito l’apertura quasi non-stop per tutto il periodo estivo e soprattutto a cavallo di Ferragosto quando i molti emigrati calabresi ritornano e sono desiderosi di vedere la crescita e lo sviluppo della propria terra. "La realizzazione dell’area - aggiunge Tripepi - è stata volutafortemente dal sindaco di Acquaformosa, Giovanni Manoccio, che per quasi 12 anni ha inseguito l’obiettivo finalmente raggiunto di mettere in funzione l’area e di farla diventare un possibile volano di sviluppo e meta di visitatori e turisti.

Il falco Pecchiaiolo uno dei molti rapaci presenti all'interno dell'Area Faunistica di Acquaformosa


La collaborazione tra il Parco Nazionale del Pollino ed il Comune di Acquaformosa  ha consentito la realizzazione di uno spazio in cui favorire un rapporto diretto tra l’essere umano e la biodiversità, di cui è parte integrante. Un luogo, nel Parco Nazionale del Pollino - evidenzia altresì Tripepi - in cui è possibile realizzare emozionanti “incontri” con alcune delle specie ornitiche presenti sull’Appennino meridionale, dove si può avvertire e comprendere la complessità delle relazioni esistenti tra gli organismi viventi e le componenti abiotiche che concorrono a dare vita agli ecosistemi. In questo luogo suggestivo si cercherà sempre più di far comprendere ai visitatori quanto sia importante dare un contributo concreto alla tutela della biodiversità e ad arrestarne la perdita, anche  attraverso il proprio comportamento quotidiano. L’Area faunistica è costituita da otto voliere di varie dimensioni che ospitano animali non più idonei al rilascio in natura, accoglie  uccelli rapaci diurni e notturni, vittime in prevalenza del bracconaggio, non più in grado di volare e quindi di vivere nell’ambiente naturale.

Il percorso didattico all'interno dell' Area Faunistica


Un sentiero-natura,attrezzato con pannelli didattici, si snoda tra le grandi voliere realizzate tra  maestosi ontani e castagni, le cui chiome si elevano sopra i manufatti quasi a proteggerli. Al visitatore viene offerta la possibilità di osservare da vicino animali selvatici, di concentrarsi sul loro comportamento, di ascoltare i loro richiami. Si compie un’esperienza che - conclude Tripepi - oltre ad essere affascinante, è utile in termini di crescita della sensibilità e dell’attenzione nei confronti della fauna selvatica, della natura, dell’ambiente".