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Venerdì, 24 Gennaio 2020

A nuoto nello “Stretto del Mito”

"Solcavamo gemendo l’angusto passaggio: da una parte era Scilla, dall’altra Cariddi divina, che l’acqua salata inghiottiva del mare con suono tremendo, che poi rigettava di fuori e tutta in gorgoglio travolta bolliva come fa una caldaia sul fuoco che arde: la schiuma in alto lanciata giù ricadeva battendo le cime d’entrambi gli scogli."

Omero in uno dei passi più belli dell’Odissea, decanta lo Stretto di Messina come una lingua di mare custodita da due mostri: Scilla e Cariddi. In realtà i due mostri che impaurivano i naviganti dell’era mitologica greca fanno paura anche oggi, i temutissimi mostri Scilla (colei che risucchia) e Cariddi (colei che dilania) non sono altro che enormi vortici che si formano nello Stretto di Messina da Cannitello a Punta Faro. La navigazione in queste acque, infatti, ebbe nell'antichità una bruttissima fama e, realmente, anche oggi presenta notevoli difficoltà, specialmente per le correnti rapide ed irregolari, che si formano dall’incontro-scontro tra i due mari che qui confinano: lo Ionio ed il Tirreno.

In mezzo a queste correnti gli eroi mitologici a bordo delle proprie imbarcazioni, si rispecchiano nei nuovi eroi di oggi, coloro i quali prendono parte alla “Traversata dello Stretto”, una gara internazionale di nuoto unica nel suo genere, proprio perché organizzata nelle acquenon proprio “calme” dello Stretto di Messina.

La prima edizione (1954) della traversata dello Stretto


Laprima edizione ufficiale venne celebrata nel 1954, ideata dal Commendatore Rosario Calì, presidente dello Sporting Club di Villa San Giovanni e dal Professor Mario Santoro, presidente della FIN Calabrese. I due vollero portare in riva allo Stretto i migliori nuotatori dell’epoca per confrontarsi in una gara tanto suggestiva quanto impegnativa, infatti bisognava nuotare partendo da Punta Faro, sponda siciliana, fino a Villa San Giovanni, sponda calabrese, in un percorso di 5,2 Km.  Ogni nuotatore è associato ad una barca che durante la traversata lo precede, indicandogli il percorso migliore in base alle correnti che cambiano continuamente lasciando dei corridoi temporanei di mare calmo dove poter nuotare più agevolmente, quindi oltre alla forza, al coraggio di nuotare nelle profonde acque ed alla resistenza del nuotatore, è importante l’apporto del barcaiolo, che con la sua esperienza ed il suo occhio allenato lo guida in questa impresa eroica. Si perché chi nuota in queste acque “difficili” e porta a termine la gara è degno di essere definito eroe, che con la sola forza delle braccia e con uno spiccato senso dell’orientamento sfida i mostri di questo braccio di mare, tanto temuti da Ulisse e i suoi compagni.Grande partecipazione da parte del pubblico, che entusiasta sulla spiaggia ed assiepato all’arrivo ha assistito alle gesta degli atleti in gara.

Traversata dello Stretto


Quest’anno erano cento gli atleti iscritti da tutto il mondo, che hanno gareggiato contendendosi il “Trofeo Mimmo Chirico”, alzato al cielo dal nuotatore toscano delle Fiamme Oro di Napoli Simone Ercoli, concludendo il percorso in 48’ e 54”. Per lui è stata la quarta vittoria nella competizione che collega Calabria e Sicilia.

Seconda assoluta (e prima della classifica femminile) la compagna di squadra delle Fiamme Oro Napoli, Fabiana Lamberti (50’ e 39”), seguita di pochissimo da Filippo Pupulin, della De Akker Bologna (50'51"). Grande soddisfazione è stata espressa dal dalla società organizzatrice, Il Centro Nuoto Villa, che, tramite il suo presidente Mimmo Pellegrino ha dichiarato:”La competizione ha mostrato ancora una volta il fascino e l’emozione che lo Stretto sa dare. Anche se i più forti si sono piazzati nei primi posti, grande apprezzamento deve andare a tutti gli atleti che hanno concluso la gara”.

 

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