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Giovedì, 05 Dicembre 2019

Il fascino delle scienze astronomiche e la magia del Planetario Pythagoras

Parla Angela Misiano che svela segreti e fascino del Planetario Pythagoras, straordinario e sofisticato strumento che permette di vivere pienamente la magia delle stelle. Inaugurato il 13 di marzo 2004, diventa, in poco tempo, orgoglio e vanto di Reggio Calabria. Parla Angela Misiano che svela segreti e fascino del Planetario Pythagoras, straordinario e sofisticato strumento che permette di vivere pienamente la magia delle stelle. Inaugurato il 13 di marzo 2004, diventa, in poco tempo, orgoglio e vanto di Reggio Calabria. Si tratta di un sistema tecnologicamente avanzato che consente ad un proiettore centralizzato, grazie all’uso combinato di più lenti, di focalizzare su di uno schermo emisferico sovrastante glispettatori, le immagini stellari, proiettando la complessità della volta celeste all’interno di una struttura appositamente creata.

Angela Misiano


“La realizzazione di questa opera non costituisce soltanto un arricchimento culturale ma, proprio in una regione come la nostra, che affonda le sue radici in quei popoli antichi che hanno costruito il sapere astronomico, il Planetario diventa il vero testimone di questo affascinante iter culturale iniziato millenni fa”: così la professoressa Angela Misiano, che aggiunge: “l’attività didattica per le scuole è l’aspetto più importante del nostro lavoro. Il cielo stellato è un indispensabile strumento per conoscere le nostre origini, la nostra storia e per capire meglio la natura che ci circonda. Grazie alla sua interdisciplinarietà, l’astronomia consente di spaziare dalla letteratura alla storia, dalla fisica alla geografia, dalla mitologia alla poesia. Molte sono, infatti, le proposte didattiche che offriamo per soddisfare le diverse esigenze di ogni istituto. Una visita al Planetario è un’occasione importante non solo per completare e approfondire la conoscenza dell’astronomia, del cielo e delle discipline scientifiche nel loro complesso, secondo le diverse esigenze e gli indirizzi di studio di ogni istituto, ma anche per completare e approfondire la conoscenza dell’astronomia, delcielo e del sapere scientifico.
Poiché il senso dell’intervento è quello di migliorare ed incentivare lo studio delle discipline scientifiche, si cerca di andare incontro anche alle difficoltà organizzative ed economiche delle scuole, tenendo direttamente nei loro locali lezioni teoriche ed osservative”.
Il Planetario è stato individuato dal Comitato Olimpico Nazionale quale decimo polo interregionale per lo svolgimento delle Olimpiadi Nazionali di Astronomia ed è stata costituita ad uopo una commissione presieduta dal prof. Pierluigi Veltri (ordinario di astrofisica all’Università della Calabria). Ancora Angela Misiano: “Ultimamente, grazie ai progetti POR e PON, le scuole si stanno attrezzando con piccoli planetari di 15/ 20 posti con cupole poste entro le aule. Certo, sono sempre ottimi strumenti didattici ma emerge, ancora una volta, lo scarso collegamento con le altre strutture operanti sul territorio regionale. Noi vogliamo che la funzione primaria del Planetario sia quella di dare ai giovani, soprattutto, le ali della cultura per poter volare.
Per questo, ci adopereremo con ogni mezzo possibile, confidando in una politica colta e lungimirante che sappia valorizzare quanto di meglio esiste da un punto di vista culturale ma anche la serietà e l’impegno che, nonostante tutto, sono presenti nella nostra realtà di calabresi”.
Grazie alla presenza del Planetario, la provincia di Reggio Calabria viene considerata depositaria di una delle strutture più belle e più importanti d’Europa (le dimensioni e la particolarità architettonica del Geode esterno sono, per dimensione ed architettura, considerate seconde soltanto a quello di Parigi). Le attuali metodiche e le strumentazioni tecnologicamente avanzate acquisite per lo studio e l’osservazione dei corpi celesti sono molteplici, ma l’inquinamento atmosferico, la luce diffusa dagli impianti di illuminazione cittadini, i tempi di osservazione e le condizioni atmosferiche, impediscono, sempre più spesso, di osservare lo spettacolo delle costellazioni.
L'apparecchiatura è in grado di riprodurre i principali movimenti dei corpi celesti, le variazioni apparenti dei pianeti e della Luna sulla sfera celeste ed anche i moti secolari e millenari, quali la migrazione del polo celeste, permettendo la ricostruzione del cielo alle più disparate epoche, in un affascinante viaggio nel tempo sia passato che futuro. Può simulare il movimento diurno e il cielo alle varie latitudini, così che lo spettatore può vedere il sorgere e il tramontare degli astri in qualsiasi parte della Terra, dal polo nord all'equatore, e in qualsiasi stagione. Oltre al moto diurno ed annuo della sfera celeste, i planetari grandi e medi permettono di visualizzare anche la precessione degli equinozi.
La gestione della didattica e della divulgazione culturale delle attività, affidate alla direzione scientifica della prof.ssa Angela Misiano (la quale peraltro, ha spontaneamente rinunciato a qualsiasi forma di retribuzione), sono frutto di apposita convenzione fra la Provincia reggina e la Società astronomica italiana. Attualmente vi lavorano 7 ragazzi: di cui tre con un contratto a progetto e gli altri quattro vengono retribuiti attraverso accordi di prestazione occasionale Da un punto di vista strettamente gestionale, il Planetario si autofinanzia con i proventi derivanti dalla vendita degli ingressi degli allievi. La Provincia integra il bilancio e sostanzialmente supporta gran parte delle attività didattiche. La scuola estiva di astronomia di Stilo si occupa invece della manutenzione straordinaria.
Il Planetario permette di riprodurre quasi tutti i fenomeni astronomici conosciuti, osservabili sia di giorno che di notte ed a tutte le latitudini; ma consente soprattutto - ed è questa la dimensione straordinaria- di poterli vedere accelerati nel tempo: è, infatti, regolato un sofisticato sistema di lenti in grado di proiettare l’immagine ed i movimenti della volta celeste, così come gli stessi apparirebbero ad un osservatore in un istante ed in un luogo assegnato. L'apparecchio è corredato da articolati sistemi di proiezione che utilizzano avanzate tecnologie informatiche, mentre la sala è dotata di impianto sonoro e di amplificazione. Le sue attività sono finalizzate ad attività didattiche e di divulgazione scientifica in favore degli studenti calabresi e della Provincia di Reggio Calabria; curare ricerche ed attività di formazione ed orientamento per giovani e cultori di Astronomia; organizzare eventi nel settore della cultura scientifica, ed in particolare di quella Astronomica rivolti al pubblico, nonché corsi di aggiornamento e di alta formazione anche a carattere residenziale, per insegnanti e giovani studiosi ed appassionati.
Il Planetario Pyhtagoras è, allo stato, l’unico in Calabria di queste dimensioni e di proprietà di un’istituzione. Quello della di Cosenza non è mai stato completato. Si parla di un’ altra struttura, a Savelli, a cura della provincia di Crotone, ma non è, ad oggi, ancora operativa. Esiste un piccolo Planetario (di appena 5 metri di diametro) presso l’istituto nautico di Crotone (gli istituti nautici hanno, infatti, l’astronomia quale disciplina curriculare, quindi, quasi tutti, sono dotati di piccoli planetari). Ed ecco un po’ di storia. Il primo Planetario viene progettato nel 1919 in Germania dalla ditta Zeiss; il più grande in Italia è quello di Milano. Costruito nel 1930, ha una cupola di proiezione di quasi 20 metri di diametro ed una capienza di 350 spettatori.
L’astronomia è bella, utile ed amata da ogni generazione e Gustave Flaubert la definiva “La belle science”. Bella sì perché affascinante, affascinante perché inafferrabile, inafferrabile perché smisurata rispetto a termini di raffronto umani. La scienza dell’universo ha dunque, da sempre, attratto intere generazioni, ed i fenomeni astronomici hanno sempre occupato, proprio perché fortemente condizionanti le altre branche del sapere, un posto preminente nella variegata storia dell’umanità. Anche perché tutti gli elementi di cui siamo biologicamente composti , sono stati sintetizzati nelle stelle: siamo davvero vera e propria polvere di stelle! Forse per questo, così forte il richiamo verso lo studio e l’osservazione della volta celeste. La sua forza di impatto è legata allo strano quanto misterioso mix tra la bellezza spettacolare, resa accessibile grazie alla tecnologia più avanzata; la interconnessione tra la ricerca fisica e la chimica; il fascino del concetto di infinito legato allo scorrere del tempo; la ricerca delle origini e la proiezione della vita futura accomunate da una spinta magica verso l’ignoto, il regalo di eventi naturali spettacolari nella loro grandezza, resi accessibili dalla scienza, grazie alla ormai certa prevedibilità dei fenomeni celesti. Molte delle tecnologie e delle metodiche sviluppate in seno alla ricerca astronomica, fondamentali per altre discipline di più ovvia utilità; basti pensare all’utilizzo delle pellicole fotografiche super sensibili della spettroscopia astronomica, all’esame medico della tomografia assiale computerizzata, che utilizza metodi di ricostruzione e pulizia delle immagini inventate dai radioastronomi. L’astrobiologia rappresenta poi l’ultima ambiziosa frontiera che ci consentirà di scoprire se esistono altre forme di vita nell’universo. Spettacolare dimostrazione di quanto preziosi siano gli investimenti formativi ed il bene istruttivo comune possa essere prezioso strumento di crescita e di valorizzazione delle generazioni future, in grado di veicolare, guidandole, le intelligenze dei nostri ragazzi.