Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Venerdì, 24 Maggio 2019

Consiglio regionale, non passa la proposta di legge sulla ‘doppia preferenza’ di genere. Il centrosinistra convoca una conferenza stampa ad horas

Subisce un ulteriore rinvio la proposta di riforma della legge elettorale, presentata dalla consigliera Flora Sculco - un testo originariamente depositato dal 2015 – dopo una lunga e animata discussione in Consiglio, anche aspra in alcuni frangenti, per il mancato raggiungimento del quorum richiesto.

Il centrosinistra ha votato a favore del testo Sculco – assente il solo consigliere Vincenzo Ciconte, ma il consigliere Orlandino Greco ha votato contro - mentre la minoranza di centrodestra si è astenuta compatta, totalizzando tredici voti. Dunque, la maggioranza di centrosinistra non raggiunge i fatidici sedici “sì” necessari per il via libera alla legge che, con ogni probabilità, sarà ripresentata alla prossima seduta utile dell’Assemblea. Rimane però aperta la questione: riuscirà il presidente Oliverio a ricomporre il necessario quadro politico di maggioranza per approvare la ‘norma Sculco’? Il tema è molto caro al centrosinistra calabrese, “per l’alto profilo civile e democratico e per offrire una vera opportunità di spazio partecipativo nel Consiglio regionale alle donne calabresi”. All’esterno di Palazzo Campanella, convocate da associazioni e organizzazioni sindacali, erano convenute centinaia di donne per rivendicare l’approvazione del progetto di legge di Flora Sculco, su cui, è ormai evidente, si è aperta una contesa politica di ben più ampia portata di cui è difficile prevederne l’esito. Manca poco più di un semestre alla scadenza natura della decima legislatura regionale, intervallata da altre e numerose scadenze elettorali, come il rinnovo del Parlamento europeo, di numerosi consigli comunali e di altre Assemblee regionali, un’accelerazione vorticosa della politica che potrebbe innescare effetti disgreganti e trasversali, oppure, favorire quel colpo di reni che possa determinare l’approvazione della ’doppia preferenza di genere’. È chiaro che ogni proposta di legge o provvedimento, da qui in avanti, procederà sulle ‘sabbie mobili’ e sarà ben difficile condurre in porto provvedimenti che non abbiano l’imprimatur di tutte le forze politiche presenti a Palazzo Campanella.