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Venerdì, 26 Aprile 2019

Nucera: “Legalità significa soprattutto alimentare il bene”

Libertà, giustizia, verità e senso di appartenenza alla comunità: lungo questa traccia così ricca di significato e di speranza ha preso il corpo il convegno “A scuola di legalità” tenutosi all’Istituto comprensivo statale “Giuseppe Moscato” di Gallina. Diversi contributi hanno arricchito l’evento promosso dal dirigente scolastico Anna Rita Galletta e curato dalla professoressa Antonella Nucera: il segretario questore del Consiglio regionale Giovanni Nucera; il comandante della stazione dei carabinieri di Reggio Calabria (Reggio Centro) Cosimo Sframeli ed il comandante della stazione dei carabinieri di Gallina Sebastiano Germanò ed il presidente Unicef provinciale Pietro Marino hanno, dalla propria postazione, promosso spunti di analisi e di riflessione su una questione di così grande rilevanza che contribuisce a disegnare il volto di una società migliore, consegnando ai nostri giovani il ruolo di attori effettivi del cambiamento.  “Legalità non significa solo combattere il male, ma anche e soprattutto alimentare il bene. E’ questo approccio costruttivo e propulsivo della persona che connota le nostre azioni ed il nostro modo di essere, esprimendo il senso profondo di una grande cultura che è tante cose insieme: libertà, giustizia, verità e senso di appartenenza alla comunità”, ha detto Nucera.
Nel corso dell’incontro, il consigliere regionale ha richiamato l’importanza della legge quale anello di congiunzione fondamentale del rapporto che lega i cittadini al modo di vivere. “Quando questo rapporto si manifesta violando il rispetto altrui, allora diventa fuorviante e bisogna subito intervenire per ripristinare una normalità che è  garanzia di sicurezza e libertà per tutti – ha detto-. Il rispetto della legge è valore fondamentale per ogni cittadino, essenza della democrazia e della partecipazione condivisa”.
Ma al centro del dibattito non c’è solo il rispetto delle regole, dalle più semplici alle più impegnative, e della persona nella sua essenza individuale e collettiva. C’è anche il ricordo. L’incontro si veste di nostalgia ed il tempo si ricongiunge suggestivamente con la storia, riportando al cuore l’esempio di chi ha combattuto per una terra migliore, pagando con la vita un prezzo altissimo, maportando sull’altare la fierezza di uno spirito di servizio sempre improntato verso la collettività. I giovani colgono questo momento di grande intensità e scandiscono con un applauso i nomi di Carmine Tripodi e di Nino Marino, i brigadieri uccisi portando addosso la fedeltà all’Arma e soprattutto i valori alla Costituzione. Liricorda Sframeli, con l’emozione di chi gli era amico, ma anche  sottolineando “che si tratta di storie quasi sconosciute che non  possono cadere nell’oblio. Nino e Carime non sono andati incontro alla morte in modo accidentale, ma sono stati destinatari di un piano pensato e studiato dall’ ‘ndrangheta  che ha strategicamente messo a punto il loro omicidio”. Ma c’è anche un altro esempio che resta impresso nel cuore: quello del grande statista Aldo Moro che, il 9 maggio del 1978, venne barbaramente ucciso dalle Brigate Rosse. “E’ importante- ha concluso Nucera rivolgendosi ai giovani studenti- che cominciate già da ora ad acquisire questi valori positivi ed esempi che hanno segnato la storia italiana, lasciando  nei nostri cuore una traccia indelebile per la forza indistruttibile delle loro idee”.